30 dicembre 2000 – 02 gennaio 2001 – J’ai deux amours / Mon pays et Paris / Par eux toujours / Mon cœur est ravi (Joséphine Baker)

Parigi vista dalla ruota panoramica (2001)
30 dicembre 2000 – Da Roma a Parigi
F: Questa vacanza risale al nostro periodo preistorico, quello cioè in cui ancora non avevo preso l’abitudine di tenere regolarmente un diario di viaggio. Dobbiamo pertanto ricostruire l’accaduto sulla base di alcune foto pazientemente scannerizzate (il periodo preistorico è infatti caratterizzato dall’uso di strumentazioni primitive quali macchinette fotografiche con rullino o addirittura “usa e getta”). Forti del fatto che eravamo tra le poche persone al mondo che avevano capito che il 1° Gennaio 2001 avrebbe segnato l’inizio del nuovo millennio e non il 1° Gennaio 2000, come invece il resto del mondo aveva pomposamente celebrato, abbiamo festeggiato in sordina l’arrivo del 2000 (cenetta con amici) e ci siamo concessi un lussuoso (si fa per dire ovviamente) viaggio a Parigi il capodanno successivo, pensando che nella capitale francese i festeggiamenti sarebbero stati all’altezza della grandeur d’oltralpe. Ho trovato un albergo in centro vicino ai giardini delle Tuileries. La prima cosa che abbiamo capito di Parigi è che d’inverno è freddissima.

Federico accanto alla locandina di "Huis Clos"
F: Questo non ci ha scoraggiato dal fare i nostri bei giri. Siamo stati al Louvre.
S: E mentre tutti si affollavano intorno alla Gioconda, noi ci godevamo in perfetta e beata solitudine la Vergine delle Rocce, a 10 metri dall’altra.
F: E poi ci siamo concessi una lunga passeggiata lungo le Tuileries
S: A morirci di freddo!
F: E abbiamo pasteggiato a croque monsieur e croque madame (buoni ed economici). Poi passeggiata lungo gli Champs-Elysées. Intorno a noi si avvertiva l’eccitazione per l’arrivo del nuovo anno/secolo/millennio. Non ho perso l’occasione di fotografarmi accanto alla locandina di “Porta chiusa” di Sartre, uno dei miei testi teatrali preferiti.
31 dicembre 2000 – Eurodisney
F: Ci è venuta la geniale idea di andare a Eurodisney
S: L’ho già detto che a Parigi fa MOLTO freddo d’inverno?
F: E così, insieme ad altri quattro gatti, matti come noi, ci siamo fatti un giro sulle giostre. Alla fine, talmente intirizziti, ci siamo addirittura abbassati a comprare i cappelli di Mickey Mouse per difenderci dal freddo. Però ci siamo divertiti lo stesso.

Federico e Serena a Eurodisney (2000)
S: soprattutto io!
F: L’attesa della mezzanotte è stata comica.
S: Convinti – chissà perché… – che il clou dei festeggiamenti sarebbe stato alla Tour Eiffel ci siamo diretti lì e dalla sponda della Senna abbiamo aspettato, insieme a centinaia di altre persone c’è da dire, chissà quali mirabolanti effetti speciali che avrebbero condito il lieto evento. Poi, quando l’orologio posto (per l’occasione) sulla torre ha cominciato a scandire dieci … nove … otto … zero! Niente. Solo uno sfarfallio di lucette blu (che quelle del nostro albero di Natale sono più visibili). Nessun suono, nessuna musica. Zero, proprio.
F: A quel punto abbiamo visto persone dirigersi in tutta fretta verso un posto là vicino e solo allora abbiamo capito che il clou dei festeggiamenti non era la Torre Eiffel ma la mirabolante ruota panoramica montata per l’occasione. Delusi come pochi, ce ne siamo tornati in albergo e buonanotte al 2001…
01 gennaio 2001 – Parigi
F: Abbiamo visitato la Sainte-Chapelle, facendo una discreta fila all’aperto.
S: L’ho già detto che a Parigi d’inverno si bubbola di freddo, vero?
F: ma ne valeva la pena….
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