02 – 08 aprile 2001 - Per un contrattempo ci siamo ritrovati a ripiegare su un last minute a Sharm el-Sheik (dal 2 all’8 aprile 2001) organizzato da un tour operator. I fondali del Mar Rosso sono meravigliosi, ma l’esperienza tour operator è stata terrificante. Turisti fai da te? Sì, tutta la vita.

Sharm El-Sheik, la spiaggia di fronte al nostro resort
F: Questa vacanza risale al nostro periodo preistorico, quello cioè in cui ancora non avevo preso l’abitudine di tenere regolarmente un diario di viaggio. Dobbiamo pertanto ricostruire l’accaduto sulla base di alcune foto pazientemente scannerizzate (il periodo preistorico è infatti caratterizzato dall’uso di strumentazioni primitive quali macchinette fotografiche con rullino o addirittura “usa e getta”). Comunque, le cose sono andate più o meno così. C’era la possibilità di fare una crociera ai Caraibi a prezzi stracciati ma basata sulla disponibilità residua di posti. Così ci organizziamo speranzosi, Serena prende una settimana di ferie extra, io pure e quando arriviamo al giorno prima, ecco lì che i posti residui non ci sono.
S: Buaaaah!.
F: Dunque, di corsa alla più vicina agenzia di viaggi per vedere quali offerte last minute ci sono. C’era questo: Sharm El Sheik all inclusive, partenza il giorno dopo. Noi (soprattutto io) che ci stavamo già cominciando ad abituare alla bellezza dei viaggi-fai-da-te all’inizio titubiamo un po’, ma alla fine accettiamo. Nel pomeriggio siamo all’aeroporto di Ciampino.
S: A me Ciampino non MI piace, preferisco Fiumicino, è più vicino a casa nostra, è più bello, ci sono le cose. Ecco)
F: Attendiamo che un improbabile volo charter egiziano decolli alla volta dell’Egitto. Il charter decolla (e arriva pure se è per questo) ma con un ritardo inaudito (e poi parlano male dell’Alitalia, tze…). Dovevamo partire nel tardo pomeriggio e in realtà decolliamo dopo le 22! Così l’arrivo previsto per cena diventa un arrivo nel cuore della notte (erano le 3…). La cosa assurda è che l’albergo – che giustamente ci teneva ad onorare le condizioni – ci serve uno spettacolare buffet bordo piscina, come se appunto fosse l’ora di cena, con noi che arraffiamo qualcosa da mettere sotto i denti, ma in realtà non vediamo l’ora di andare a dormire. Ho detto “noi”. I “noi” in questione sarebbero il “teribbbile” gruppo cui ci è toccato unirci (mai più viaggi in gruppo, mai più). Questi italiani con cui siamo andati a Sharm sono la quintessenza del coattesimo più becero. L’idea di dover condividere lo spazio vitale con una simile fauna ci fa venire voglia di chiedere asilo politico ai beduini nel deserto. Meglio dormire coi cammelli che starsene a bordo piscina con questi qui.

In piscina (Sharm El-Sheik, 2001)
Fortuna vuole che il nostro albergo non preveda i maledetti animatori-da-villaggio-turistico (altra categoria sociale per la quale bisognerebbe prevedere apposite leggi). Questo è un bene, perché non appena i coatti scoprono la cosa protestano e ottengono di trascorrere tutto il tempo che vogliono nella struttura alberghiera lì accanto (dove invece l’animazione c’è) e così in pratica li vediamo solo a cena e a colazione, mentre per il resto del tempo sono fuori dalle scatole.

Passeggiando per Sharm El-Sheik
Ma veniamo a Sharm. Il posto è bello, ma è un po’ finto. E’ come se uno costruisse Rimini o Cesenatico da zero. Non c’è, insomma, una Sharm vecchia da visitare, ci sono solo alberghi, negozietti, ristorantini e roba per turisti, appunto.

Sharm El-Sheik "downtown" (praticamente una Riccione nel deserto)
Il mare è molto bello. E’ pieno di meduse. La cosa all’inizio ci allarma, ma appena vediamo una ragazzina che a mani nude prende le meduse dall’acqua, ci gioca, etc., capiamo che si tratta di una specie di meduse che non irrita. Dunque, nessun problema. L’acqua è tiepida.

Medusa egiziana (Sharm El-Sheik, 2001)
S: Lo sapevo già perché quando sono stata in Eritrea con mia madre ho avuto modo di farmi il bagno nel Mar Rosso. Ma questa è un’altra storia.
F: I fondali sono bellissimi anche nel tratto di mare vicino all’albergo. Insomma, non c’è bisogno di fare chissà quali escursioni per vedere coralli, pesci multicolore e scogli sottomarini. Ma noi l’escursione la facciamo comunque. Ed è bellissima. Partiamo per la baia di Ras Mohammed, dove è possibile vedere un tratto spettacolare di barriera corallina.

Baia di Ras Mohammed
Qualcuno è attrezzato per immersioni di profondità con tanto di muta e bombola, ma anche chi – come noi – si limita a un onesto snorkeling ha la possibilità di godersi uno spettacolo indimenticabile. Seppure con l’ansia indotta dalle guide che ti ricordano continuamente di non toccare i coralli perché altrimenti muoiono (i coralli, non le guide) e di non “sgraffignare souvenir” dalla barriera perché si rischia il carcere
S: E in Egitto il carcere non deve essere una passeggiata.
F: Bene, nonostante questo, le nuotate sono ricche di scoperte. Noi incrociamo addirittura un piccolo barracuda.
S: La cosa divertente è che Federico, con i suoi baffi, non riesce a far aderire bene la maschera al volto, quindi passa metà del tempo a svuotarla e sputazzare acqua salata di qua e di là. Nel frattempo io vado avanti e dico “guarda qui!”, “guarda lì”, non facendo altro che aumentare il suo disappunto, perché lui mi dice “ma scusa, mi sono appena sistemato, sto guardando qui, perché devono correre lì dove ci sono gli stessi coralli?
F: L’altra escursione che facciamo è sul Monte Sinai. Dovrebbe essere una cosa meravigliosa, visto che la gita è organizzata in modo da essere in cima al monte in prossimità dell’alba. Dico “dovrebbe” perché poi in realtà non riusciamo ad andarci: infatti, partiti con tutta la buona volontà (pullman, guida e razioni K) in piena notte, ci coglie… un temporale. Ebbene sì, un temporale in pieno deserto. La guida dice “Erano quattro anni che non pioveva”. Ecco. Aspettava noi. Siccome i gradini scavati nel granito per giungere sulla vetta sono scivolosi, dunque potenzialmente pericolosi per i turisti (l’assicurazione non coprirebbe, pare), ecco che la guida ci rimborsa i soldi dell’escursione e ci riporta dritti dritti in albergo, all’alba. Vabbe’ pazienza.

Tornando dal Sinai
S: Ma quale pazienza?! A me questa visita mi è rimasta qui!
F: Il deserto è comunque sempre bello da vedere.
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