30 dicembre 2001 – 03 gennaio 2002 – Dopo il Capodanno a Parigi, Capodanno a Palermo. Il viaggetto di Capodanno comincia a diventare una simpatica tradizione.

San Giovanni degli Eremiti (Palermo, 2001)
F: Questa vacanza risale al nostro periodo preistorico, quello cioè in cui ancora non avevo preso l’abitudine di tenere regolarmente un diario di viaggio. Dobbiamo pertanto ricostruire l’accaduto sulla base di alcune foto pazientemente scannerizzate (il periodo preistorico è infatti caratterizzato dall’uso di strumentazioni primitive quali macchinette fotografiche con rullino o addirittura “usa e getta”). Secondo alcuni storici il viaggio a Palermo segna anche la fine del periodo preistorico, infatti alcune fonti riportano che nel corso di questo viaggio io abbia iniziato a tenere un diario su un quadernetto che però è andato perduto.
S: Però siccome la casa nasconde ma non ruba, non è detta l’ultima parola.
F: Comunque. Siamo andati a Palermo per la fine del 2001 e l’inizio del 2002. Forse, memori del freddo che faceva a Parigi l’anno precedente, abbiamo optato per un posto più caldo. Palermo ci è sembrata subito bellissima. A differenza dell’idea che spesso ci si fa delle città del sud (chiassose e caotiche), il capoluogo siciliano ci ha mostrato subito un volto elegante e quasi austero. Abbiamo qui avuto un’esperienza diretta del concetto di nobiltà (intesa in senso umano, non blasonato) siciliana, che avevamo conosciuto in certi romanzi o film.

Palermo, la Cattedrale
Abbiamo passeggiato in lungo e in largo a piedi (avevamo un albergo vicino al centro). Luoghi memorabili: la Cattedrale dove è sepolto Federico II (che è notoriamente un grande), San Giovanni degli Eremiti, Palazzo dei Normanni, San Cataldo. Ci siamo concessi anche una gita fuori porta: abbiamo visto Monreale.
S: E che te la volevi perdere? Stava lì a due passi ed è fondamentale.

Serena nel chiostro (Monreale, 2001)
F: Sulla via del ritorno abbiamo visto anche il Santuario di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino, da cui si domina la spiaggia di Mondello.
S: La facciata del Santuario è quella di una chiesa normale, ma varcata la soglia ci si trova dentro un grotta.

Federico di fronte al Politeama (Palermo, 2001)

Federico e Serena di fronte al Teatro Massimo (Palermo, 2001)
F: Abbiamo passeggiato nella centralissima via Maqueda, passando per Piazza Vigliena con le belle nicchie adorne di statue. Passeggiando per Palermo abbiamo visto il Teatro Politeama e il Teatro Massimo, ma abbiamo anche scovato una specie di pollaio in un vicolo secondario!

Pollaio
La notte dell’ultimo dell’anno è stata comica (è un po’ una costante, per chi legge tutto questo blog). Noi avevamo pensato di andare a cena in un bel ristorante e poi goderci i festeggiamenti di piazza. Risultato: i ristoranti (al centro) erano tutti chiusi. Abbiamo ripiegato su un cinese take-away che abbiamo consumato in stanza mentre il telegiornale ci informava che quest’anno il “grande capodanno siciliano” si sarebbe tenuto a Catania e non a Palermo. Vabbe’, la verità è che a noi del capodanno non ci importa nulla e dunque, inconsciamente, capitiamo sempre in città e situazioni a bassissimo tasso di festeggiamento.
S: Il giorno dopo abbiamo sentito, sempre al Tg, “grande successo per il capodanno a Palermo, festeggiato al porto con spettacolari fuochi d’artificio”. No comment.
F: Gastronomia: pasta con le sarde, ma soprattutto arancini e cassatine! Che però non siamo riusciti a mangiare contemporaneamente. Al bar sulla via principale abbiamo chiesto: “ci porti due arancini e poi due porzioni di cassata”. Risposta del cameriere: “no”. “Come?” “No, perché gli arancini sono al sugo, nella cassata c’è tanta ricotta. Vi fa acido, poi vi sentite male e parlate male di questo bar. Dunque: o gli arancini o le cassate”. Alla fine abbiamo raggiunto un compromesso: ci ha portato due arancini al burro (senza sugo) così abbiamo potuto ordinare anche la cassata.
S: Dopodiché ci siamo sentiti un po’ pesanti…

Serena a Piazza Castelnuovo (Palermo, 2002)
F: Era tutto buonissimo. Nella zona del porto vendevano anche il famoso pani ca’ meusa (panino con la milza) ma non abbiamo avuto il coraggio. Arte: abbiamo visto l’Annunziata di Antonello da Messina, a Palazzo Abatellis. Un’esperienza mistica (e non c’entrano niente gli arancini di prima). Lunga passeggiata al mercato storico della Vucciria.

La Vucciria (Palermo, 2002)
Noi abbiamo comprato solo una quantità industriale di peperoncini che ci è durata per circa un anno e due limoni giganteschi. Ma quest’anno c’era una grande novità: l’euro! Alla mezzanotte del 31.12.2001 infatti entrava in vigore la nuova moneta europea. Il mattino dopo abbiamo setacciato un po’ di bancomat, ma ancora davano lire. Solo al ritorno siamo riusciti ad entrare in possesso del nuovo conio, con il quale ho pagato il parcheggio a Fiumicino, primo pagamento ufficiale da me effettuato in Euro.

Federico paga in euro per la prima volta (Fiumicino, parcheggio lunga sosta, 2002)
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