Grecia (Pireo e Peloponneso)

14 – 19 maggio 2002 – Al rientro dalle Seychelles ci erano avanzati un po’ di giorni di ferie e un po’ di soldi. Così ci siamo concessi una settimana in Grecia.

Tempio di Afena (Aegina, 2002)

Tempio di Afena (Aegina, 2002)


14 maggio 2002 – Da Roma a Glyfada

F: E così eccoci in Grecia. Questo infatti è il “prolungamento” che abbiamo deciso per il nostro viaggio di nozze. Il bello è che, mentre siamo sull’aereo diretto ad Atene, ancora non sappiamo esattamente dove andare. Le ipotesi sono: Creta oppure Santorini (o un’altra isoletta) oppure visitare Corinto e Micene facendo base ad Atene. Alla fine il risultato sarà: cinque giorni a Glyfada (rinomata località di mare vicino ad Atene) con possibilità di effettuare escursioni a Corinto, Micene e le piccole isole più vicine al Pireo (Egina, Poros, Hydra). Glyfada. Io ho scoperto la sua esistenza solo oggi.

S: Io invece la conoscevo attraverso gli scritti di Oriana Fallaci.

F: Eppure pare che sia una località turistica molto quotata. Località balneare per l’esattezza. Peccato che nonostante la chilometrica passeggiata compiuta oggi il mare lo abbiamo visto col binocolo (a meno che non si voglia considerare spiaggia quel mezzo metro di sabbia sporca che si fa spazio fra le darsene… vabbè che siamo tornati ora dalle Seychelles, e i nostri parametri sono leggermente falsati, ma c’è un limite a tutto). Comunque a parte il fatto che non c’è il mare, il posto a tutto ciò che serve ad una località turistica. Sembra di stare a Rimini: alberghi con bandierine, gelatai, bar e ristoranti, negozi che vendono giornali e canotti, boutique con costumi da bagno e cartoline… tutto il mondo è paese.

S: Fa freddo, il mare è brutto, voglio tornare a Praslin!!!!

Federico e Serena in piscina (Glyfada, 2002)

Federico e Serena in piscina (Glyfada, 2002)

F: Alloggiamo in un albergo essenziale e grazioso. C’è addirittura la piscina con un rudimentale idromassaggio contrario – a mio modesto avviso – alle più elementari norme di sicurezza CEE. Qui trascorriamo buona parte del pomeriggio prima di compiere la passeggiata di cui sopra alla ricerca del mare-che-non-cè. La sera cena a base di pesce in un ristorante vicino a porticciolo.

15 maggio 2002 – Corinto

F: Non ci fosse mai venuto in mente oggi di andare a Corinto! Senza nulla togliere alla meta della nostra gita, che senza dubbio ha meritato le nostre fatiche, i viaggi di andata e ritorno sono stati allucinanti. L’andata. Aspettiamo quasi un’ora il bus E96 che dovrebbe portarci al Pireo. Ne passano due e nessuno si ferma. Non capiamo perché (eppure alla fermata dove siamo noi c’è scritto E96!). Decidiamo allora di prendere un taxi che a metà corsa si imbottiglia nel traffico. Dopo un tempo incalcolabile arriviamo finalmente al Pireo. Stazione metro. La metro, nonostante non ci sia traffico sui binari, ci mette molto più tempo del taxi per arrivare dal Pireo alla stazione ferroviaria di Larissa. La stazione ferroviaria di Larissa non è quella da cui partono i treni per Corinto. Dobbiamo raggiungere una stazione vicina smarrendoci per ponticelli e strade secondarie. Il primo treno per Corinto parte tra un’ora. Ci mettiamo al bar della stazione, in attesa. Arriva il treno. Io e Serena lo definiamo sarcasticamente la “Freccia del Peloponneso” a causa della sua velocità tartarughesca e della sua struttura vetusta. Dopo un’ora e mezza di ciuf-ciuf…

S: …la distanza Atene-Corinto sarà di 60 km al massimo…

F: …arriviamo a Corinto passando per il ponte sullo stretto (prima cosa bella e felicemente memorabile dell’escursione di oggi).

Lo stretto di Corinto visto dal finestrino del treno

Lo stretto di Corinto visto dal finestrino del treno

Dalla stazione di Corinto agli scavi archeologici prendiamo il bus 95. finalmente eccoci arrivati. Sono le 14.30. siamo partiti alle 8.30… Visitiamo il museo archeologico, la zona degli scavi e il suo monumento con il brano della lettera di S. Paolo ai Corinti. Tutto molto bello e suggestivo, se non fosse per lo sforzo ingiusto che abbiamo dovuto compiere per arrivare qui. Il ritorno. Bus dagli scavi alla stazione. E fin qui tutto ok. Il treno per il ritorno è un mezzo carro bestiame pieno di soldati e che al suo confronto quello dell’andata era veramente la “Freccia del Peloponneso”. Scopriamo tra l’altro che questi treni arrivano tranquillamente al Pireo e quindi stamani ci saremmo potuti risparmiare un sacco di giri inutili. Dopo ben 2 ore e mezza in compagnia di qualche vagonata di ameni militari (fumatori) arriviamo finalmente al Pireo. Qui giriamo per diversi chilometri intorno al porto prima di riuscire a capire: 1) quale autobus ci riporterà a Glyfada (perché l’E96, oramai è appurato, non va bene); 2) dove si ferma l’autobus in questione. Alla fine scopriamo che il bus che ci serve è l’A1 che passa proprio sotto il nostro albergo che se l’avessimo preso stamattina…

S: …visto che ne passavano una marea…

F: …ci saremmo risparmiati un bel po’ di fatica, soldi e tempo. Pazienza.

16 maggio 2002 – Egina

F: La giornata di oggi è stata decisamente meno faticosa e più divertente di quella di ieri. Dopo la solita oretta di traffico per arrivare al Pireo…

S: …ormai abbiamo capito che la scelta dell’albergo fatta in modo di essere la migliore per le escursioni, si è rivelata invece la più infelice possibile. Era meglio se ce ne stavamo ad Atene: era collegata meglio. Ma sulla cartina questo non si capiva e al tourist point non ci hanno consigliato bene…

F: …abbiamo preso un fast ferry che ci ha portato all’isola di Egina, famosa per i suoi pistacchi e per il tempi di Afena…

S: …non Atena, Afena…

F: …dea protettrice delle donne, venerata in antichità solo in questo luogo. I pistacchi li compriamo appena scesi dal traghetto. Il tempio lo andiamo a vedere subito dopo. Le rovine, già suggestive di per sé sono immerse in un panorama incantevole. Una macchia di ulivi ed eucalipti sulla sommità dell’isola. Da qui uno splendido panorama che fa godere della vista di buona parte della costa ateniese fino a Capo Sunio. Dopo aver visitato le rovine ci fermiamo a bere qualcosa in una “fraschetta” lì vicino i cui tavolini sono ceppi di enormi ulivi.

Federico e Serena (Aegina, 2002)

Federico e Serena (Aegina, 2002)

S: La retzina… ancora me la sogno!!!

F: Ci incamminiamo verso la località balneare di Aghia Marina lungo una bellissima strada che profuma di mare e di pini. Aghia Marina è una località turistica piena di negozietti e ristorantini. La spiaggia non è granché, ma l’acqua è incredibilmente limpida. È anche gelida, ma nonostante questo facciamo un velocissimo bagno. Poi prendiamo il sole un’oretta o due. Da Aghia Marina di nuovo ad Egina. Giretto nella cittadina: la piccola chiesetta bianca sul molo, riccamente decorata all’interno…

S: …faccio un ampio segno di croce all’ortodossa e la signora che custodisce il luogo annuisce approvandomi…

F: …i negozi e i bar, il teatro in cui danno una commedia ispirata a Don Camillo (!). Di nuovo il traghetto per tornare al Pireo e poi bus fino all’albergo. Cena da KFC e poi ci concediamo una super coppa di gelato da Hagen Dazs.

S: Ma perché a Roma non ci sono né loro, né Starbuck’s, né Pizza Hut????

F: Questa località non finisce di stupirmi: ci sono più boutique e negozi “in” qui che a via Condotti. Per non parlare dei locali notturni che pullulano di ragazzi e ragazze vestiti all’ultima moda.

17 maggio 2002 – Hydra

Serena, aspettando il traghetto che ci porterà a Hydra (2002)

Serena, aspettando il traghetto che ci porterà a Hydra (2002)

F: Giornata passata a Hydra, altra isola vicina ad Atene, più distante, però, di Egina dove siamo stati ieri. Hydra è un’isola particolare: la circolazione è vietata ai mezzi a motore per cui quando si è qui ci sono solo due modi di muoversi: o a piedi o a dorso di mulo. Hydra, inoltre, vanta una certa anima artistica. In passato la frequentavano molti intellettuali e oggi ancora passeggiare per le sue vie significa incrociare pittori e artisti locali che espongono – e tentano di vendere – le loro opere. Subito dopo l’arrivo facciamo una prima passeggiata per il paese ma, visto che è ora di pranzo e che abbiamo pure fame, ci dirigiamo verso un bel ristorantino panoramico. Esageriamo nelle ordinazioni (insalata greca, tzatziki, gamberoni al sugo e… pomodori col riso.

Federico attende che gli portino i pomodori col riso (Hydra, 2002)

Federico attende che gli portino i pomodori col riso (Hydra, 2002)

S: Federico scoprirà amaramente in questa occasione che a me non piacciono assolutamente e che questo lo condannerà a non mangiare pomodori col riso a casa nostra. Forse, se l’avesse saputo prima…

F: Quando ci alziamo siamo pieni come otri e ciò vanifica il nostro proposito di farci un bagno. Peccato, perchè l’acqua è limpidissima…

S: …e gelida… ma come faranno quei ragazzini a tuffarsi con tanto entusiasmo!?

Hydra

Hydra

F: Visitiamo il piccolo museo ecclesiastico e dopo un’altra breve passeggiata ci mettiamo a prendere il sole su una scogliera. Rientriamo a Glyfada verso le 20 e saltiamo la cena.

18 maggio 2002 – Glyfada

Glyfada

Glyfada

F: Giornata tranquilla. In mattinata “proviamo” ad andare al mare. La spiaggia di Glyfada è pressoché inesistente. Peccato perché l’acqua è limpidissima. Alla reception dell’albergo ci dicono che c’è una bella spiaggia a pagamento a Vulla e lì andiamo (sono 10 minuti a piedi). È una spiaggia privata, dignitosa e niente più. Si paga 1 euro e mezzo per entrare, ma ciò non ti dà diritto a niente, né una sdraio, né un ombrellone. Ci sediamo sulla sabbia a pochi metri dall’acqua che da un lato ci invita perché l’acqua è limpidissima, dall’altro ci respinge perché è freddissima. Mangiamo souvlaki e patatine fritte in un kebab fast-food e poi rientriamo in albergo. Restiamo in stanza per tutto il pomeriggio e non scendiamo neanche per cena.

19 maggio 2002 – Da Glyfada a Roma

F: Rientro a Roma

 

Categories: Europa, Mare, Primavera, Viaggio di nozze | 1 commento

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One thought on “Grecia (Pireo e Peloponneso)

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