27 dicembre 2007 – 5 gennaio 2008 - Per la meta di questo Capodanno Serena sceglie una destinazione relativamente vicina: Monaco di Baviera. Un bel viaggio sulle orme di castelli, grande pittura e birra e salsicce.

Marienplatz (Monaco, 2007)
27 dicembre 2007 – Da Roma a Monaco di Baviera
F: Come prima giornata non ci possiamo lamentare: è filato tutto liscio come raramente accade all’inizio di un viaggio. Raggiungiamo FCO in perfetto orario. Nessun problema per i posti, volo per MUC molto tranquillo.
S: Mai volato su un aereo così piccolo: un embraer da 50 posti, un solo assistente di volo.
F: Taxi fino all’albergo e subito via per il nostro primo giro in città durante il quale riusciamo a fare esattamente quello che ci eravamo proposti a Roma, ovvero: visita della Neue Pinakhotek, visita alla Pinakhotek Der Moderne e organizzazione dell’escursione di domani. Più nel dettaglio, dopo aver fatto i biglietti della metro validi per 3 giorni, raggiungiamo Theresien Strasse e da lì piedi fino alla Neue. Fa freddo, ma è più che sopportabile. Venendo dall’aeroporto abbiamo visto i prati imbiancati di neve. Qui c’è solo un cielo nuvoloso. La Neue è molto bella e vasta. Nonostante tiriamo dritti nelle sale che ci interessano meno, ci mettiamo quasi due ore a girarla.
S: Ci sono piaciuti in particolare i ritratti di Reynolds e Gainsborough e David e ci siamo soffermati parecchio sul dipinto di Fussli, “Satana e Morte divisi dal Peccato”, che ci ha dato parecchio da fare per l’interpretazione.
F: Sono le 16 e non abbiamo pranzato. Decidiamo allora di fare uno “spuntino” in una brasserie proprio di fronte alla Pinacoteca. Lo spuntino in realtà consiste in un gigantesco hamburger con patatine per Serena, in due mastodontici toast francesi per me e in mezzo litro di birra a testa (qui le “piccole” non esistono: i tagli dei boccali sono da mezzo litro o da un litro).

Due birre, tanto per cominciare (Monaco, 2007)
F: Siamo pronti per la Pinakhotek Der Moderne che a me piace tantissimo, a Serena un po’ meno. Sicuramente imperdibile la sezione dedicata al design che non ha nulla da invidiare a quella che abbiamo visto al MOMA a New York. E poi c’è una temporanea dedicata al pittore Max Beckmann, che non conoscevamo e che invece ci colpisce moltissimo. In ogni caso, come spesso accade per i musei di arte contemporanea, è proprio l’edificio in sé che merita di essere visto. Finito il giro turistico previsto per oggi (la Alte Pinakhotek ce la conserviamo per un altro giorno quando saremo più freschi) puntiamo all’ufficio del turismo di Marienplatz. Qui acquistiamo il voucher per l’escursione di domani durante la quale visiteremo i castelli di Neuschwanstein e di Linderhof e la cittadina di Oberammergau. Poi facciamo un passeggiatone lungo Kaufingerstrasse e Neuhauserstrasse fino a Karlstor. Tantissimi negozi di moda e di souvenir a prezzi francamente troppo alti (boccali artigianali, pareti di orologi a cucù, presepi rotanti). A Karlsplatz prendiamo la metro e dopo qualche tentennamento con le coincidenze raggiungiamo il nostro albergo, il Novotel che si trova nella zona della Nuova Fiera. Nel frattempo su Monaco è scesa la nebbia.
S: Tant’è che quando usciamo dalla stazione metro ci viene spontaneo dire… “Transilvania Station! Transilvania Station!” come in Frankenstein Jr…. In effetti intorno al nostro albergo è tutto un po’ desolato e vuoto.
28 dicembre 2007 – Castelli della Baviera
F: Anche oggi ci svegliamo alle sei e trenta, perché abbiamo in programma l’escursione ai castelli di Ludwig. Raggiungiamo la Hauptbanhof che il cielo è ancora buio e pieno di nebbia. Il pullman che ci accompagna per tutta la giornata parte puntualissimo alle 8.30. Usciamo da Monaco in direzione sud e il panorama è subito bellissimo, bianco di neve, con gli alberi merlettati di fiocchi.
S: Ed è per questo che sono voluta venire a tutti i costi a Monaco a passare il Capodanno: volevo la neve.

Verso Linderhof (Baviera, 2007)
F: Il tempo inoltre si sta rimettendo, la nebbia scompare a mano a mano che ci spingiamo verso Linderhof e lascia il posto al sole. La prima tappa ci conquista subito. Al di là del palazzo di Linderhof e dei suoi giardini è il paesaggio circostante a rapire lo sguardo, con i suoi prati ammantati di neve e la foresta tutta bianca. Dopo aver visitato l’interno della costruzione…
S: …un vero gioiellino…
F: …e aver fatto una pausa caffè, riprendiamo il pullman e ci fermiamo nella cittadina di Oberammergau…
S: …questo nome si ostina a non entrarmi in testa…
F: …con le sue facciate dipinte con motivi fiabeschi, negozi di artigianato del legno e con al centro il grande teatro dove ogni dieci anni si svolge la rappresentazione della Passione per adempiere al voto compiuto durante la pestilenza del 1600. Tappa di circa 40 minuti per acquisto souvenir…
S: …io compro una mangiatoia per uccellini che ci perseguiterà per il resto del viaggio…

Il castello di Neuschwanstein (Baviera, 2007)
F: …e di nuovo in marcia per raggiungere Neuschwanstein. Qui si trova, appunto, il castello di Neuschwanstein, famoso sia perché la Disney ne ha copiato le forme per il castello di Cenerentola (o era la Bella Addormentata? Insomma, comunque è quello del logo della Disney Home Video), sia perché è quello che segna l’apice del decadentismo di Ludwig. Una fedele riproduzione degli antichi manieri germanici, roccaforte della sua misantropia e simbolo architettonico di una felicità terrena che non conobbe mai. Il castello, sia all’interno che all’esterno, è incredibile. Non sembra costruito nell’Ottocento, ma è davvero fuori dal tempo, con i suoi affreschi ispirati alle opere wagneriane e le immense sale dedicate alla musica e al culto del sovrano…
S: …o al culto della musica amata dal sovrano?

Il castello di Hohenschwanstein (Baviera, 2007)
F: Per raggiungerlo facciamo una piccola scarpinata lungo una salita piena di neve, temendo, un paio di volte, di aver sbagliato strada, ma alla fine il castello ci appare tra i rami bianchi di neve. Finita la visita riscendiamo a valle, godendoci la vista del castello di Hohenschwangau, la cui bellezza è offuscata ormai da Neuschwanstein, ma regala ancora qualche panorama invidiabile. Qui Ludwig II aveva trascorso gran parte della sua infanzia e qui probabilmente si era invaghito delle saghe nordiche e cavalleresche cui avrebbe dedicato tanta passione negli anni seguenti. Il punto di ritrovo con il resto del gruppo è presso lo stesso albergo nel cui ristorante abbiamo mangiato a pranzo (una buonissima kartofelnsuppe e salsicce con crauti, meno memorabili). Il rientro a Monaco ci prende quasi due ore.
S: Inoltre, durante la giornata, a ogni sosta abbiamo dovuto subire la sbadataggine di alcuni ritardatari che hanno messo a dura prova la mia pazienza.
F: Di nuovo in metro fino all’albergo. Sono le 19. Decidiamo di esplorare il grande centro commerciale (Riem Arkade) situato accanto all’albergo. Compriamo alcune cosette che ci mancavano, tra cui dei banalissimi ma fondamentali fazzoletti di carta, e poi ceniamo in una birreria interna che si chiama Koenig Ludwig: il nome ci sembra perfetto per concludere la giornata di oggi. Purtroppo in Baviera, ancora per qualche giorno, vige l’incivile usanza di permettere il fumo nei locali pubblici, il che ci guasta un po’ la cena a base di bavariansuppe, gulaschsuppe e i tipici weisswurste di Monaco, i wurstel bianchi di vitello.
29 dicembre 2007 – Monaco di Baviera

Il parco della Alte Pinakhotek (Monaco, 2007)
F: Finalmente oggi ci possiamo svegliare con un po’ di calma, dopo una rapida colazione al San Francisco Coffee Company nel centro commerciale vicino all’albergo raggiungiamo la Alte Pinakhotek dove appaghiamo la nostra vista con capolavori del medioevo e del rinascimento dei principali stati europei. C’è anche una temporanea dedicata al Parmigianino che però ci lascia un po’ freddi. Pranziamo in un kaiten nella zona universitaria. Ottimo “all you can eat” sushi a poco più di 10 euro a persona: una pacchia. Ci imbarchiamo in una passeggiata che dovrebbe toccare la zona del fiume Isar e il quartiere di Haidhausen. Dal momento che non siamo troppo stanchi e che il nostro itinerario ideale parte dal Deutches Museum ci infiliamo proprio qui, visitando quello che è uno dei principali musei del mondo dedicati alla scienza e alla tecnica. A dire il vero, a parte la spettacolare ricostruzione di una miniera nei sotterranei del museo e la bellissima sala a due piani dedicata ai velivoli e ai natanti, il museo si rivela piuttosto fatiscente, con molte attrazioni “interattive” che… non funzionano e diversi pezzi buttati là in disordine.
S: Interessante anche il pendolo di Foucault, ma di una lentezza esasperante.
F: Sulla terrazza del museo, nel Giardino delle Meridiane, ammiriamo lo splendido panorama al tramonto, ma patendo il freddo perché i nostri cappotti sono giù al guardaroba. Proseguiamo il nostro itinerario alle 17 attraversando il ponte di Ludwigsbrucke e raggiungendo la sede art-decò della piscina pubblica (Mullersches Volksbad). Vorremmo proseguire per il Maximilianeum, ma è già buio e non ha molto senso vedere questi luoghi ora. Così riprendiamo la metro a Max Weber Platz e raggiungiamo Marienplatz dove facciamo un bel giro nella grande libreria a sei piani Hugendubel. Vorremmo cenare nella mitica birreria Hofbrauhaus, vero e proprio quartier generale della crapula monacense, ma appena entriamo ci passa la voglia: sale e sale di gruppi chiassosi, nessun tavolo libero e aria pesante di fumo nonostante le alte volte a crociera. Decidiamo di ripiegare nella vicina Augustiner, altrettanto autorevole (fanno birra dal 1300), ma un po’ più intima. Serena prende i canonici salsicciotti alla griglia…
S: …e patatine fritte…
F: …mentre io mi avventuro in uno stinco di maiale cotto nella birra.
S: Quando il cosciotto arriva attira anche l’attenzione dell’impassibile oste che ha l’aria di poter stendere un bue con un pugno senza scomporsi più di tanto.
F: Dopo il dolce, che prende solo Serena, fuggiamo anche da qui perché il livello di fumo nella sala è diventato intollerabile. Rientro in albergo dove ci fermiamo al bar per un drink prima di andare a dormire.
S: Doccia e lavaggio capelli per levare la puzza di fumo.
30 dicembre 2007 – Dachau
F: Purtroppo ci svegliamo che pioviccica, il che contrasta un po’ con la nostra idea di passeggiare per le strade di Monaco. In ogni caso scendiamo con la metro nella bella Odeonsplatz dove facciamo colazione da Starbucks, non prima di aver visitato la maestosa Theatinerkirche con i suoi interni bianchi di stucchi e marmi. Da qui scendiamo Residenzstrasse fino a Max Joseph Platz con l’imponente teatro nazionale. Siamo ormai a pochi metri, e per l’ennesima volta, da Marienplatz…
S: …che evidentemente si trova nel punto più basso di una conca all’interno di Monaco, per cui prima o poi finisci per rotolarci in mezzo…
F: …che superiamo per fare un giro al Viktualienmarkt, anche se oggi è chiuso e vedere velocemente la Peterskirche…
S: …chiamata dai monacensi “Alte Peter” e nella quale il sacerdote celebra nel vecchio modo, ovvero con le spalle all’assemblea, cosa che a me piace molto anche perché non hanno inserito un altare posticcio e postmoderno come hanno fatto invece in Italia in molte chiese antiche, senza alcun motivo…
F: …e la Heiligegeistkirche. Alle 11 torniamo a Marienplatz per vedere il celebre carillon della torre insieme a una folla di turisti che puntano videocamere. Da qui alla massiccia cattedrale di Monaco, la Frauenkirche, dove partecipiamo alla messa – in tedesco – delle dodici. Siamo pronti per la visita a Dachau. Con un biglietto extraurbano prendiamo la S2 in direzione Petershausen e scendiamo alla Dachau Banhof. Qui prendiamo l’autobus 726 che fa capolinea al Memoriale. La visita, inutile dirlo, è quanto mai toccante e nonostante l’immenso spazio sia affollato di visitatori, tutto qui mantiene una tragica solennità. Attraversiamo la porta con il tetro motto “Arbeit macht frei” e visitiamo le baracche, gli edifici centrali, l’area del crematorio e la chiesa del convento delle carmelitane. Il cielo è grigio e l’aria è gelida. L’ultima parte la dedichiamo alla visita del museo ubicato là dove – quando il campo era in funzione – risiedevano le cucine, gli uffici e le sale per gli interrogatori.

Dachau
Riprendiamo la via del ritorno. Autobus e poi trenino fino a Marienplatz. Anche oggi abbiamo saltato il pranzo, così, nonostante siano solo le 17.30, decidiamo di cenare. Mangiamo alla birreria Lowe am Markt, nel Viktualienmarkt: due zuppe di cipolle e due prodigiosi taglieri di affettati e formaggi insieme al consueto mezzo litro di birra a testa.
S: Siamo in quella che eufemisticamente viene chiamata “zona non fumatori” e al lungo tavolo ci fa compagnia solo una signora molto discreta e silenziosa che scola una birra dietro l’altra, ma vuole che la candelina sul tavolo sia accesa.
31 dicembre 2007 – Monaco di Baviera
F: La giornata inizia con la spesa al supermarket vicino all’albergo. Già, dopo attenta valutazione, considerato che il ristorante dell’albergo è chiuso, che Monaco è invasa da italiani chiassosi…
S: …e che tutti i locali sono mortalmente fumosi…
F: …abbiamo deciso di organizzare un “cenone fai da te” nella nostra stanza.
S: Io sono anche sicura che si tratti di qualcosa di molto trasgressivo.
F: Così compriamo snack, vino, spumante, piatti pronti e portiamo tutto su in camera. Il miniterrazzino farà da frigo mentre l’armadio ospiterà snack e piatti di carta. Ora siamo pronti per il giro di oggi. Con la metro fino a Koenigsplatz dove facciamo colazione in un anonimo caffè. Poi visitiamo, appunto, Koenigsplatz con i suoi improbabili edifici in stile greco. C’è addirittura un gigantesco cavallo di troia per una mostra a tema all’Antikensammlung.

Federico e il cavallo di Troia (Monaco, Koenigsplatz, 2007)
Da qui a piedi fino a Maximilianplatz, che non ci piace. Inizia una serie di visite alle meravigliose chiese barocche e rococò di Monaco. Iniziamo dalla piccola ma ricchissima Dreifaltigkeitskirche e proseguiamo con l’immensa volta sorretta senza l’aiuto di navate e colonne della Burgersaal sotto alla quale si trova una cripta con le spoglie di Rupert Mayer, un sacerdote che si distinse nella resistenza contro Hitler.
S: Insieme all’eroico vescovo August von Galen, detto “il Leone di Munster”.
F: Poi è la volta della sontuosa Michaelkirche con un altare d’oro così grande che sembra essere contenuto a fatica dalla pur enorme cupola. Nella cripta sono allineate le bare di molti Wittelsbach. Siamo a un passo dal Viktualienmarkt che oggi finalmente vediamo aperto e in cui compriamo alcuni souvenir. Mangiamo alla Victorian House, un bel ristorante inglese della zona: zuppa d’astice, zucca all’aceto balsamico, patata al forno con formaggio e toast di pollo e avocado. Il nostro giro prosegue con la visita di due porte cittadine: la Sendlinger Tor – accanto alla quale si trova la Asamkirche, una piccola…
S: …meravigliosa…
F: …chiesa imbottita di stile rococò – e la Isar Tor. Sempre a piedi riprendiamo il giro del quartiere di Haidhausen che avevamo interrotto due giorni fa: imbocchiamo Maximilianstrasse e… comincia a nevicare!

Serena sorpresa da una improvvisa nevicata a Maximilianstrasse (Monaco, 2007)
In pochi minuti è tutto bianco. La cosa ci mette molta allegria e rende la nostra passeggiata molto più divertente. Passiamo accanto al Maximilianeum e poi visitiamo la piccola Nikolaikirche e la chiesa luterana di San Luca. Camminando riguadagnamo la strada per Marienplatz e quindi per la Cattedrale dove, alle 17, siamo pronti per la liturgia devozionale di fine anno. Dopo mezz’ora di discorso in tedesco dell’arcivescovo e alcuni bei canti all’organo, sempre in tedesco…
S: …la mia idea era quella di partecipare al “Te Deum”, ma non l’hanno cantato…
F: …siamo fuori pronti a iniziare i festeggiamenti “privati” per il nostro capodanno che iniziano con un aperitivo al bar dell’albergo e proseguono, come previsto, con il “room-cenone”. Dopo quattro giorni passati a trottare, arrivare a mezzanotte è una faticaccia, ma alla fine ce la facciamo. Auguri!
S: Il primo proposito per l’anno nuovo è di non festeggiare mai più l’arrivo dell’anno nuovo a mezzanotte. L’anno prossimo ci concederemo un lauto pranzo il primo gennaio.
01 gennaio 2008 – Monaco di Baviera
F: Ultimo giorno di visita a Monaco. Decidiamo di farci un giro per gli Englischergarten, non prima – però – di essere stati alla Messa di Capodanno alla Peterskirche. Poi, metro fino a Universitat, dove vediamo la deludente Ludwigskirche e la Siegestor, l’ultima della quattro porte di Monaco che mancava da vedere.
S: Ma di cui non sentiremo francamente la mancanza.
F: Ed eccoci finalmente nei Garten, che sono bellissimi sotto il bianco della neve, se non fosse che qui, oggi, il freddo è difficilmente tollerabile.
S: Oggi poi ho inaugurato l’anno nuovo con un carinissimo vestito corto che attira il freddo…

Serena negli Englischergarten (Monaco, 2008)
F: Più camminiamo più ci congeliamo. Meno male che a un certo punto compare un chioschetto che vende punch caldo. Il vino bollente ci dà energia e calore sufficienti per tornare alla stazione metro, da cui raggiungiamo Marienplatz per cercare un posto dove mangiare. Moltissimi ristoranti oggi sono chiusi, ma la Paulaner im Tal è aperta e affollata. Mangiamo ottima zuppa di patate, maialino da latte cotto nella birra (io) e braciole di maiale con patate e pancetta (Serena). Siamo stanchi, dopo cinque giorni di giri, e infreddoliti. Decidiamo di tornare in albergo dove ci chiudiamo in stanza e non usciamo più.
02 gennaio 2008 – Ancora a Monaco di Baviera
F: Ci svegliamo piuttosto presto. Prepariamo con calma le valigie e saldiamo il conto dell’albergo. Alla fermata metro compriamo due biglietti per l’aeroporto che raggiungiamo con la linea di superficie S1. Dopo la lista d’attesa ci danno i posti, ma al gate… se li riprendono, per un problema di bilanciamento dell’aeromobile.
S: Non si è capito bene, ma pare che il problema fosse un piccolo oggetto di legno delle dimensioni di una mangiatoia per uccellini che per pochi grammi faceva pendere l’aereo da una parte, con pericolo per tutti…
F: Il prossimo volo è alle 18. Ma è strapieno. E così ci tocca trovare un alloggio di fortuna al Tulip Inn dell’aeroporto, confortati a) dal fatto che il volo di domani alle 6.40 è vuoto e b) da una pizza che mangiamo vicino all’albergo. Dormiamo… fino alle 4 del mattino.
03 gennaio 2008 – Da Monaco di Baviera a Roma
F: Come previsto. Imbarco sul volo delle 6.40 per Roma. Tutto ok.
S: La mangiatoia per uccellini è arrivata sana e salva a Roma.
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