07-09 marzo 2008 – Un fine settimana nell’affascinante capitale portoghese, che io avevo visitato da solo ormai quindici anni fa e che Serena non aveva mai visto.

La Torre di Belem (Lisbona, 2008)
07 marzo 2008 – Da Roma a Lisbona
F: Esco dall’ufficio un po’ prima del solito e prendo il trenino che porta a FCO. Serena è già a bordo (mi manda un SMS: 5a porta dalla testa del treno). La raggiungo. Alla fine arriviamo all’aeroporto con largo anticipo. Con tutta calma facciamo il check-in sul volo TAP 843 (ci danno subito i posti), poi spuntino al bar, controlli di sicurezza, insomma la solita trafila. L’Airbus 319 per Lisbona è mezzo vuoto. Il volo è tranquillo. Atterriamo puntuali, dopo aver sorvolato tutte le luci della città sulla riva settentrionale del Tago. L’Aeroporto di Lisbona è vicinissimo alla città, sfioriamo i palazzi prima di atterrare. Il nostro Novotel è un po’ in periferia. Lo raggiungiamo in taxi (15 euro), poi decidiamo di non uscire subito a fare un giretto ma di fermarci pigramente nella lounge a bere cocktail e navigare sul web (ma allora che ci siamo venuti a fare a Lisbona. Potevamo starcene a casa…). Andiamo a dormire che sono le 23 (mezzanotte in Italia). Domani sarà una lunga giornata.
08 marzo 2008 – Lisbona
F: Alle 8 del mattino siamo già in strada. La fermata metro di Praça De Espanha è a pochi metri dall’albergo. Compriamo due 1-Day Ticket e partiamo. Linea Azul fino a Restauradores. Lisbona si deve ancora svegliare. Facciamo colazione da uno “zozzetto” sulla piazza. Poi prendiamo la funicolare Elevador Da Gloria fino al Miradouro De Sao Pedro De Alcantara.

Serena al Miradouro De Sao Pedro De Alcantara (Lisbona, 2008)
Qui c’è un bel panorama, il cielo è nuvoloso ma tiene. Giù a piedi per le vie del Barrio Alto, con i locali di Fado, ora chiusi, che a giudicare dai cocci di bottiglia per terra ieri sera devono essere stati teatro di grandi bisbocce. Visitiamo le due chiese di Nostra Signora di Loreto e dell’Incarnazione che si affacciano l’una di fronte all’altra su Largo Do Chiado. Da qui lungo via Garrett, dopo una pausa in libreria, fino alle bellissime rovine medievali della Igreja Do Carmo…
S: …che ha qualche affinità con l’abbazia di San Galgano in Toscana.

Vista da Santa Justa (Lisbona, 2008)
F: Poi altra salita panoramica sull’Elevador De Santa Justa. Siamo ormai nel quartiere della Baixa e ci perdiamo tra i suoi vicoli. Sbuchiamo nell’enorme Praça Do Comercio con vista sul Tago (vedendo il quale capisco sempre di più che il Tevere è solo un misero fiumiciattolo… poverino), sul ponte 25 Aprile e sulla statua di Cristo sul monte sulla riva opposta. Percorriamo Rua Dos Bacalhoeiros dove, in un negozio retrò, compriamo due scatolette di conserva di pesce. Poi visita all’imponente Sè Patriarcal, la cattedrale, a piedi fino al punto panoramico (e tre!) di Miradouro De Santa Luzia. Infine al Castello di Sao Jorge, che non è niente di eccezionale (epperò si gode una vista eccezionale…). Siamo ora davvero stanchi. Torniamo indietro a Rua Dos Bacalhoeiros dove mangiamo alla Adega Triunfo (calamari alla griglia e merluzzo al “lagareiro”, tutto molto buono). Torniamo in albergo per breve riposo.
S: Troppo breve…!

Il mitico tram 28 (Lisbona, 2008)
F: Nel pomeriggio vediamo cose per certi versi più belle di quelle viste la mattina. Con la metro arriviamo fino a Cais Do Sodrè e da qui con il tram n. 15 arriviamo alla zona di Belem dove vediamo come prima cosa il magnifico Mosteiro Dos Jeronimos, una cattedrale gotico la cui facciata è ricoperta di incredibili fregi. Una specie di Sagrada Familia, però completata.

Il magnifico Mosteiro Dos Jeronimos, ancora più suggestivo sotto questo cielo apocalittico (Lisbona, 2008)
Da qui a piedi fino al mastodontico monumento alle scoperte che fotografiamo da più angolazioni.

Il Monumento alle Scoperto (Lisbona, 2008)
S: Dicendo spiritosaggini sul fatto che i personaggi sembrano spingersi l’un l’altro con il rischio che il primo della fila cada in acqua… e anche sul fatto che sono tutti protesi per andare a scoprire… la riva opposta del Tago! Forse sarebbe stato più logico puntare il monumento verso l’oceano!
F: Poi finalmente la torre di Belem circondata dalle acque. Qui…
S: …nonostante il fatto che arriviamo pelo pelo prima della chiusura…
F: …passiamo un bel po’ di tempo salendo e scendendo i vari piani ed entrando e uscendo dalle torrette. La vista sull’Atlantico è molto bella. I gabbiani volano in cerchi bassi poco prima del tramonto. La verità è che siamo cotti di stanchezza. Abbiamo appena le energie sufficienti per farci una breve passeggiata lungo l’Avenida De Libertade e per cenare in una specie di “brasserie” (zuppa alentejana, buonissima, e un’ottima grigliata di pesce). Poi in albergo stanchi morti.
09 marzo 2008 – Da Lisbona a Roma
F: Con ancora la stanchezza nelle gambe ci mettiamo in marcia verso le 9 del mattino. Dalle finestre dell’albergo sembra nuvoloso, ma appena usciamo alla fermata metro di Santa Apollonia c’è un sole pieno. Facciamo due passi nella zona del Pantheon.

Serena tra gli azulejos del chiostro del monastero di Sao Vicente De Fora (Lisbona, 2008)
Poi ci spostiamo nella meravigliosa chiesa di Sao Vicente De Fora, dove partecipiamo alla messa delle 10. Dopo, visita al Monastero attiguo: trionfo di azulejos e ennesimo Miradouro dalla torre, stavolta però davvero molto bella. Tiriamo dritti fino alla Igreja Da Graça, solo che c’è la messa in corso e non possiamo visitarla; allora saliamo finalmente sul mitico tram 28 e ci facciamo un po’ di montagne russe per le vie di Lisbona. Alla fermata di Chiado prendiamo la metro e raggiungiamo la zona dell’Oceanario. Pranziamo in un ristorante di pesce sul lungotago. Prezzi alti e porzioni…
S: …ingiustificatamente…
F: …così abbondanti che non riusciamo a finirle. Stanchi e satolli montiamo sul teleferico. Breve corsa sola andata. Non abbiamo voglia di visitare l’Oceanario…
S: …anche perché costa parecchio…
F: …così facciamo due passi per il Centro Commerciale Vasco De Gama e poi torniamo all’albergo per recuperare il nostro bagaglio. Taxi fino all’aeroporto. Volo TAP 836 per Roma.
Lisbona è una città che fa sognare, così romantica. Dalla Torre di Belem guardando il mare si pensa agli uomini che per la conoscenza, l’avventura e la conquista hanno attraversato l’Atlantico. Grazie per avermi fatto rivivere queste sensazioni con le votre foto ed i commenti. Baci Cri