25 dicembre 2010 – 1 gennaio 2011 – Saremmo voluti andare in Normandia partendo da Parigi, ma causa maltempo in Francia abbiamo ripiegato verso Galizia e Asturie partendo da Madrid. Alla fin fine lo schema è stato lo stesso: atterraggio nella capitale e visita del nord dello stato…
25 dicembre 2010 – Da Roma a Madrid
F: Per la prima volta da quando viaggiamo insieme decidiamo di partire proprio il giorno di Natale per il nostro consueto viaggio di Capodanno. Del resto il pomeriggio del 25 dicembre non c’è mai nulla di particolarmente interessante da fare mentre aeroporti e trasporti sono particolarmente tranquilli. Certo, dipende dalle destinazioni: infatti quest’anno avevamo deciso di visitare la Normandia ma visto il forte maltempo che ha colpito la Francia del Nord in questi giorni abbiamo deciso di ripiegare sulla Spagna. Si tratta in fondo dello stesso schema di viaggio: arrivare all’aeroporto della capitale, affittare un’auto e guidare verso Nord. Solo che anziché Parigi verso Normandia è diventato Madrid verso Asturie e Galizia. Insomma, alle quattro del pomeriggio sia a Fiumicino. L’aeroporto è semideserto. Nessuna fila ai controlli di sicurezza. Nessun problema per i posti. Volo Air Europa puntuale. Alle 20 siamo a Barajas. Da qui shuttle bus fino al Best Western dove dormiremo stanotte. Posto semplice, ma c’è tutto quello che serve: connessione internet gratuita per prenotare auto e hotel per domani e ristorante cinese nei paraggi per una zuppa calda, perché qui a Madrid stasera fa freddo quasi quanto nella Francia del Nord.
S: e io ho un giacchettino da primo autunno anziché da pieno inverno comprato, chissà con che testa, con l’idea che mi avrebbe riparato da vento e pioggia. L’idea che dovesse anche riparare dal freddo non mi è venuta in mente. Mi congelerò.
26 dicembre 2010 – Da Madrid a Leon
F: Lasciamo il Best Western di Madrid Barajas alle 8.30 del mattino e raggiungiamo l’autonoleggio Avis dell’aeroporto dove prendiamo possesso della VW Polo che ci accompagnerà per tutto il viaggio. È una giornata freddissima ma serena. Dopo un tratto di autostrada proseguiamo verso nord in direzione di Leon, capoluogo della Castiglia e prima vera tappa del nostro viaggio. Ci vorranno quasi quattro ore per arrivare. Dopo aver lasciato i bagagli all’hotel Quindos iniziamo la visita della città a piedi percorrendo Calle Ancha a partire da Casa De Botines, costruita da Gaudi in stile neogotico, fino alla meravigliosa Cattedrale. In Italia (S: a Roma dirai) non siamo abituati a queste spettacolari costruzioni gotiche.
F: La cattedrale di Leon non ha davvero nulla da invidiare alle più famose cattedrali francesi, con i suoi rosoni policromi e le vetrate che fanno giochi di luci e colori sugli archi interni, per non parlare delle bellissime decorazioni esterne. Facciamo anche in tempo a partecipare alla messa (S: compresa di omelia sfiancante di cui purtroppo capisco quasi tutto). Tagliando per Calle del Cid arriviamo alla Collegiata de San Isidro, altro edificio interessante anche se purtroppo il Pantheon De Los Reyes è già chiuso.
S: e qui comincia a risuonare la parolina magica che ci accompagnerà per tutto il viaggio: cerrado.
F: Camminiamo costeggiando l’esterno delle mura cittadine e torniamo alla Cattedrale, superandola e arrivando a Plaza Mayor. Continua a fare un freddo superiore alle nostre previsioni, abbiamo portato giubbetti leggeri e avremmo bisogno di comprare qualcosa di più pesante, ma i negozi sono ancora chiusi. Decidiamo di tornare in albergo, anche perché quello che c’era da vedere l’abbiamo visto. Ci fermiamo a dare uno sguardo dall’esterno al lussuoso parador ricavato dal monastero di San Carlo, che si trova proprio dietro il nostro hotel. Cenare è stato meno facile del previsto. Infatti i ristoranti non aprono prima delle 21-21.30 e noi abbiamo già fame anche se sono solo le sette. L’alternativa sono i bar che però sono pieni di gente che fuma. Alla fine ripieghiamo su una cervezeria vicino alla cattedrale dove beviamo due birre con il consueto “contorno” di tapas. Poi vorremmo integrare con qualcos’altro ma dopo un bel po’ di giri a vuoto nel freddo non troviamo niente di meglio che un Telepizza, una specie di versione spagnola del Pizza Hut…
S: buono buono… ci prendiamo una pizza al chorizo da dividere in due. Slurp.
27 dicembre 2010 – Da Leon a Ferrol, passando per le Asturie
F: Giornata faticosa, ma piena di cose. Partiamo la mattina con una colazione al bar vicino all’hotel. Dovrebbe essere cappuccino e cornetto, se non fosse che il cappuccino somiglia più a un Irish Coffee e i cornetti sono da mezzo chilo l’uno.
S: vallo a sapere che qui per cappuccino si intende l’Irish Coffee e il cappuccino si chiama caffè con leche grande! Infatti ogni volta che chiediamo un cappuccino ci guardano strani…
F: Ci facciamo un’ora e mezza di strada tra montagne innevate. Non ce l’aspettavamo proprio.
S: Passeggiamo sulla neve!!!!! Bellissime montagne innevate, laghi color acciaio a riflettere il colore del cielo!!!! Ma… niente vento, tanto freddo. Il mio giacchino è decisamente out.
F: Raggiungiamo Oviedo e visitiamo il centro storico e le sue chiese. Compriamo anche una confezione di prodotti tipici.
S: che sono: salame di struzzo al pepe, caciottina asturiana con miele (di girasole più o meno), liquorino tipo rosolio, cioccolata… non vedo l’ora di tornare a Roma per organizzare una bella cena spagnola.
F: Da qui fino a Candas, ormai sulla costa Nord. Pranziamo in una sidreria dove mangiamo un’ottima zuppa di pesce e una gigantesca “chopa” alla piastra, per fortuna da dividere in due (S: mamma quant’era buona!!!). Ovviamente beviamo sidro locale versato nei bicchieri con acrobatica perizia dai camerieri. Da qui raggiungiamo Cabo de Peñas e ci godiamo il panorama bellissimo.
F: Ci dirigiamo verso ovest fermandoci prima a Cudillero, un paesino arroccato in un’ansa, e poi a Luarca. Peccato che ormai abbia iniziato a piovere e stia per fare buio: per il resto della costa è difficile che riusciremo a vedere qualcosa. Il tragitto da qui fino a Ferrol, dove abbiamo prenotato l’albergo per questa notte, è davvero faticoso: oltre due ore di guida nel buio, tornanti, vento e pioggia. Arriviamo all’hotel che non abbiamo neanche voglia di cenare. Ci accontentiamo di una birra in una caffetteria vicina.
28 dicembre 2010 – da Ferrol a Santiago De Compostela
F: Lasciamo Ferrol e ci dirigiamo subito verso Santiago De Compostela. Abbiamo appena prenotato 3 notti all’hotel Hesperia Peregrino che si trova a 10 minuti a piedi dal centro. Purtroppo piove ma questo non cambia i nostri piani, forti delle nostre giacche a vento impermeabili che se da un lato si sono rilevate un po’ leggerine durante i giorni precedenti ora assolvono pienamente la loro funzione. Facciamo a piedi il giro lungo intorno alla città vecchia perché Serena vuole arrivare alla cattedrale dalla porta del cammino dopo aver percorso “simbolicamente” l’ultimo tratto di Rua San Pedro. E così facciamo.
F: Il centro di Santiago è molto bello, relativamente poco turistico per essere una meta di pellegrinaggi religiosi. Pochi i negozietti di souvenir in proporzione al resto. Arriviamo a Piazza Cervantes e dopo un paio di svolte eccoci di fronte alla maestosa facciata della cattedrale, particolarmente suggestiva sotto questo cielo grigio.
F: La visitiamo all’interno, anche se essendoci una funzione non possiamo attardarci più di tanto. Giro dei vicoli intorno alla cattedrale poi cominciamo a organizzarci per il pranzo. Troviamo un bel ristorantino proprio a Rua San Pedro ma sono “appena” le 13.30 quindi è ancora chiuso… Prenotiamo per le 14 e intanto andiamo a farci un aperitivo al bar accanto: due bicchieri di vino rosso a testa e una megatortilla al formaggio. Praticamente saremmo già sazi, ma ormai il tavolo al ristorante è prenotato. Ci limitiamo a una zuppa gallega e a un pesce in umido (per Serena) e una buonissima costata di agnello (per me). Provati dal cibo decidiamo di rientrare in albergo per un necessario riposino. Mettiamo di nuovo il naso fuori alle sei, purtroppo ancora pioviccica ma ancora una volta procediamo imperterriti.
F: Stavolta riusciamo a visitare bene la cattedrale riuscendo perfino a visitare la Capilla Mayor con i resti di san Giacomo, dopo una fila relativamente breve. Nuovo giretto nei dintorni della cattedrale e poi cena a base di tapas e birra.
S: Questo è stato un viaggio imprevisto ma pieno di belle sorprese. Innanzitutto la neve e poi Santiago de Compostela che volevo vedere da una vita. E quando ci capito? Nell’anno compostelano, con indulgenza annessa! E ancora non l’avevamo capito quando siamo entrati per la porta santa. Pensavamo si trattasse del modo solito di compiere il pellegrinaggio, invece c’era il bonus. E meno male che Federico ha insistito per metterci in fila, io avrei rimandato all’indomani, senza fretta. E invece abbiamo fatto bene a cogliere l’attimo perché nei giorni seguenti, avviandoci alla conclusione dell’anno compostelano la fila sarebbe rimasta sempre lunghissima. Insomma una volta dentro abbiamo compiuto tutti i dovuti riti legati alla visita all’Apostolo: segno della croce dopo aver toccato la croce incisa sugli stipiti (ora che ci penso ricorda il toccare la mezuza), abbraccio del busto-reliquiario del santo, discesa nella cripta per pregare davanti all’urna del suddetto. Toccare la colonna del portico della gloria non ci è stato possibile perché transennato per restauri. Ma dico, giusto durante l’anno compostelano mi fai il restauro!? Vabbé avranno avuto le loro giuste ragioni. Tanto ho deciso che ci torno. A piedi. Vero Fede?
29 dicembre 2010 – Costa Da Morte
F: Anche la giornata di oggi, nonostante il maltempo, è ricca di bei momenti. La dedichiamo interamente alla perlustrazione della Costa da Muerte.
S: Siamo accompagnati dalla bellissima musica di un duo gallego: le sete saias. E vedere quei paesaggi col loro commento musicale è bellissimo!!!! Epperò pare si siano subito sciolte dopo il primo ed unico album.
F: Partiamo da Malpica, che è trascurabile, ma già dalla tappa successiva, Camarinas, il discorso cambia completamente. La vista dal promontorio di Cabo Vilan è bellissima, con il grande faro sulle rocce e le pale del parco eolico che girano all’orizzonte. Il fatto poi che il cielo sia grigio rende tutto ancora più suggestivo.
F: Da qui proseguiamo fino a Muxia per vedere il Santuario della Vergine della Barca che si affaccia direttamente sulla scogliera. Anche questo spettacolo merita. Raggiungiamo dunque Fisterra dove ci fermiamo per il pranzo. Fuori piove a dirotto. Noi dentro aspettiamo che spiova in compagnia di un ottimo polpo…
S: bleah!
F: …e di una “parillada di pescado”. Dopo pranzo raggiungiamo Cabo Fisterra, estrema propaggine occidentale di Europa e vera conclusione del Cammino di Santiago.
F: La vista sull’Oceano Atlantico qui è meravigliosa.
F: Rientriamo in hotel in tempo prima che faccia buio. La sera ne approfittiamo per andare a messa nella Cattedrale.
S: io avrei voluto raccogliere le conchiglie di san Giacomo sulla spiaggia, ma il tempo inclemente mi ha fatto desistere. Voglio dire: capo Fisterre è un promontorio scosceso, la spiaggia si trova al paesino dove abbiamo pranzato. Avremmo dovuto tornare indietro, cercare una spiaggia e livi cercare le conchiglie, oppure comprarle in un negozio proprio lì, ma alla fine, provata dal pranzo e dalla pioggia, non l’ho nemmeno proposto.
30 dicembre 2010 – Rias Baixas
F: Il giro di oggi, lungo le Rias Baixas, è purtroppo meno bello di quello di ieri, senza contare che il tempo è ancora brutto. Partiamo dal paesino di Noia e poi arriviamo fino ad Aguino. Qui, dal Miradoiro do Castro, si vede un interessante panorama. Poi risaliamo verso Padron per vedere la chiesa dove è conservata la pietra a cui, secondo la tradizione, è stata legata la barca con cui è arrivato in Spagna San Giacomo.
F: Pranzo veloce in una cervezeria e poi dritti a Pontevedra dove ci fermiamo un po’ per girarla con calma. Rientro a Santiago.
F: Approfittiamo dell’ultima serata in questa città per vedere il bel convento francescano che ospita, tra l’altro, un interessantissimo museo della Terra Santa. Cena a base di tapas e rientro in albergo.
S: Anche San Francesco ha fatto il cammino di Santiago! Bellissima la chiesa soprattutto per gli altari laterali dedicati ai santi con le loro biografie scritte in cartelli chiari e concisi appoggiati sugli altari. Un ottimo modo per far si che la visita ad una chiesa non sia soltanto storico artistica, ma anche religiosa. Detto così sembra brutto, ma purtroppo è quello che accade sempre più spesso, soprattutto da parte delle guide (intendo quelle cartacee soprattutto).
31 dicembre 2010 – Da Santiago a Salamanca
F: Dopo cinque ore di guida arriviamo a Salamanca per l’ora di pranzo, pratica che sbrighiamo in un ristorante “italiano” mangiando chorizi e churraschi vari. La città è bellissima ma… è tutto spaventosamente chiuso, compresa la cattedrale dove in teoria dovrebbe essere celebrato il Te Deum.
S: La cattedrale ha chiuso prima di pranzo e riaprirà domani alle dieci (pare) e la prima celebrazione saranno le Lodi… a mezzogiorno. Non dico altro.
F: Dopo alcuni giri a vuoto cercando senza successo di vedere qualcosa non ci resta altro da fare che tornare in hotel, che almeno è molto bello e centralissimo, e dedicarci come consuetudine al nostro brindisi privato in stanza. Cin cin!
1° gennaio 2011 – Da Salamanca a Madrid, poi Roma.
F: Una nebbia profonda avvolge Salamanca, città che lasciamo relativamente di buon’ora per dirigerci verso l’aeroporto di Madrid, facendo però prima tappa a Alba De Tormes per vedere la tomba di Santa Teresa d’Avila. Inutile dire che anche questo è chiuso. Pazienza, era una tappa non prevista. Vorrà dire che ci torneremo.
S: Snort.
F: All’aeroporto nessun problema a parte il fatto che nel solito caos del passaggio ai varchi di sicurezza contribuisco allo smarrimento dell’orologio di Serena, che mi tiene il muso fino a decollo avvenuto.
S: doppio snort.
F: Atterriamo a Roma Fiumicino intorno alle cinque del pomeriggio.


















Commenti recenti