Londra (2011)

25 – 27 febbraio 2011 Un nuovo fine settimana a Londra. Un po’ di pioggia il sabato (ma tanto abbiamo sempre visitato luoghi chiusi) e una domenica di sole (perfetta per visitare la bellissima zona di Greenwich)

Marble Arch e una cabina telefonica rossa. Chissà dove siamo...

 

25 febbraio 2011

F: Decidiamo di passare un fine settimana a Londra e scegliamo questo. Non sappiamo però che questo è il week end di half term, vacanza di massa per gli inglesi, e i voli sono tutti pieni.

S: cioè le scuole inglesi hanno, oltre alle vacanze di Natale, anche le vacanze dopo la fine di ogni quadrimestre! E anche qualche giorno in mezzo al quadrimestre, NON È GIUSTO!!!!! Se però consideriamo che in base al loro calendario (qui l’esempio di Londra) la scuola finisce il 20° luglio per ricominciare il 6 settembre… ritorno ad apprezzare il nostro sistema scolastico. A parte scherzi: come li tieni in classe alunni e insegnanti nel caldo che già comincia a fine maggio e prima di settembre non ti molla? Dici, l’aria condizionata. Ah, ce li vedo i municipi a pagare l’aria condizionata per tutte le aule di tutte le scuole del quartiere… aspetta e spera.

F: Dopo aver valutato le varie ipotesi decidiamo di prendere due biglietti British Airways. Last minute, nel senso che li compro proprio pochi minuti prima dell’imbarco… Il volo delle 15 è pieno, ma abbiamo più fortuna con quello delle 17. Alle 19 ora locale siamo a Londra. Metropolitana Piccadilly Line fino a Earl’s Court poi con un paio di cambi arriviamo al nostro hotel a Marble Arch, il Thistle, molto bello (abbiamo trovato una tariffa scontata, anche questa last minute, su internet). Passeggiatina serale. Si sono fatte le nove e mezza. Oxford Street è piena di giovani e ragazze sui trampoli. Ammiriamo le spettacolari vetrine di Selfridges e poi ci beviamo una birra in un pub. Spuntino-cena al KFC e poi torniamo in hotel.

S: ho notato che le persone adesso sono veramente alla moda, la prima volta che sono stata a Londra (ero ragazzina) vestivano in modo orribile.

26 febbraio 2011

F: Giornata pienissima, come era facile immaginare. Dopo una robusta colazione in hotel, alle 9 siamo già sotto al Big Ben.

Il Big Ben c'è ma non si vede

F: L’idea sarebbe quella di visitare subito Westminster ma ci viene la curiosità di vedere anche la House Of Parliament, complice anche la coda pressoché inesistente per entrare. Il cambio di programma si rivelerà quanto mai azzeccato. La visita è interessantissima, la guida – come accade spesso qui nel Regno Unito – è molto preparata ma condisce le spiegazioni con molte battute. Vediamo la sala della vestizione, la camera dei lord e quella dei common e una vasta quantità di ritratti.

L'ampio atrio da cui inizia la visita della House of Parliament

S: la camera dei Lord è scicchissima, quella dei Common… molto comune. Bella la statua di Churchill. Curioso il fatto che il Re (o la Regina) NON POSSONO entrare nella House of Commons, da quando Carlo II si permise di irrompere lì alla ricerca di due “traditori” che fecero appena in tempo a mettersi in salvo tuffandosi nel Tamigi. E non solo, da allora quando il Sovrano, o la Sovrana vanno in Parlamento, due ostaggi devono stare a Buckingham Palace fino al Suo ritorno. Tanta era la paura, o il sospetto, che il Re non facesse ritorno. Adesso è solo “una simpatica tradizione”, ma fa impressione lo stesso, come quella di controllare le cantine prima dell’arrivo del Re (o della Regina…): non si sa mai, dopo la congiura delle polveri! Comunque la visita è strameritatissima!

F: Dopo circa un’ora siamo di nuovo fuori pronti per Westminister. Ha iniziato a piovere ma non è un grosso problema visto che oggi visiteremo soprattutto luoghi coperti. La celebre abbazia è effettivamente molto bella e ricca, forse un po’ caotica, ma fa comunque impressione vedere il poet’s corner con lapidi e luoghi di sepoltura di artisti famosissimi.

S: a me non è piaciuta. Ne hanno fatto un sacrario per persone più o meno illustri, ormai è tutto fuorché una cattedrale. Invece dei santi, accanto all’altare c’è Isaac Newton e, udite udite, Charles Darwin. No, dico, accanto all’altare! Ma chi adorano, la dea Ragione? A San Pietro accanto all’altare abbiamo Sant’Andrea, San Longino, Sant’Elena e la Veronica, giusto per dire. No. Cassato senza rimedio.

F: Per il pranzo sperimentiamo Seafresh vicino Victoria Station, quello che attualmente è considerato il miglior fish&chips di Londra. In effetti è molto buono. Veloce caffè da Starbucks ed eccoci pronti per la prossima tappa. La cattedrale di Saint Paul.

St. Paul's Cathedral

S: non mi è piaciuta. L’unico motivo per cui ci tenevo a vederla era che compare nel romanzo “la sfera e la croce” di Chesterton (che anzi raccomando). Stesso effetto raggelante della Westminister Abbey.

F: Qui dopo aver ammirato gli spettacolari mosaici della volta smaltiamo il pranzo raggiungendo a piedi la sommità della cupola: tra salire e scendere, oltre 1000 gradini. La vista dall’anello più alto merita la fatica.

Londra vista dalla sommità della cupola di Saint Paul

Su Londra calano le prime luci della sera...

F: Poi visitiamo la cripta. Breve sosta in hotel.

S: ne approfittiamo per visitare la chiesa anglicana che si trova davanti al nostro albergo. Questa è quanto di più simile ad un luogo di culto mi sia successo di vedere oggi. Entrando c’era l’acquasantiera formata da un’enorme conchiglia di quelle del Pacifico, poco più avanti c’erano: una statua del Sacro Cuore, una di San Giuseppe con in braccio il Bambino e poi candele e luce soffusa. Capisco perché all’epoca don *** (un sacerdote italiano in vacanza in Inghilterra) arrivò fino a metà Messa prima di capire che si trovava in una chiesa anglicana!

F: …e poi di nuovo fuori per la messa serale nella Cattedrale cattolica di Westminster.

La Cattedrale cattolica di Westminster (da non confondere con l'Abbazia anglicana di Westminster)

S: Aria di casa… C’è pure una copia del San Pietro di Arnolfo di Cambio che si trova in San Pietro.

F: Sono ormai le sette e mezza. Troppo presto per cenare, ma troppo stanchi noi per vedere altro. Decidiamo comunque di fare quattro passi per Oxford Street tra negozietti di souvenir. Ci fermiamo un po’ in una libreria Waterstone’s poi per cena ci limitiamo a una zuppa di pollo in un fast food giapponese. In albergo, prima di rientrare in camera ci concediamo un drink nel bar interno. Poi a letto, cotti a puntino.

27 febbraio 2011

F: Anche oggi, dopo la ricca colazione in albergo, siamo in strada molto presto. Poco dopo le nove siamo a bordo del Dockland Rail, il trenino che costeggia i dock di Londra, la nuova city, e ci porta fino a Greenwich.

Greenwich!

F: Fortunatamente oggi c’è il sole e la cittadina è particolarmente bella, con i suoi prati verdi e gli edifici settecenteschi.

Greenwich

F: Dopo aver raggiunto l’osservatorio, ancora chiuso, facciamo una bella passeggiata nei giardini circostanti pieni di scoiattoli e papere.

S: Evviva!!!!!

Scoiattoli...

...e papere

F: Poco dopo le dieci siamo di nuovo all’osservatorio, che stavolta visitiamo comprese le inevitabili foto sulla linea del meridiano zero

S: che non avevamo capito dove fosse…

Facile. Il meridiano Zero è dove tutti si accalcano per farsi le foto...

Serena perfettamente allineata al meridiano di Greenwich

F: Da qui scendiamo la collina per visitare la Queen’s House.

La Queen's House a Greenwich

F: Ci soffermiamo in alcune sale con i dipinti delle colonie inglesi e i ritratti. Poi concludiamo la visita di Greenwich al Museo Marittimo che però vediamo molto di corsa perché dobbiamo raggiungere il Fifteen vicino Old Street. Già, visto che eravamo qui abbiamo deciso di pranzare al ristorante londinese del mitico Jamie Oliver. Abbiamo prenotato on line appena arrivati a Londra, due sere fa. L’unica possibilità era per le 14:15 di oggi, così eccoci qui, dopo essere passati in hotel per riprenderci la valigia. Abbiamo preso una selezione di antipasti misti di verdura e pesce, davvero molto buoni. Serena ha ordinato un risotto romanesco…

S: il problema è che Jamie fa cucina italiana! C’era pure la carbonara! Ma per quanto posso voler bene a Jamie Oliver, la carbonara a Londra cucinata da un inglese non ce la posso fare!

F: …e io una Angus marinata con rucola e parmigiano. Due bicchieri di vino e per finire una fetta di crostata con arance e creme-fraiche. A questo punto abbiamo davvero solo il tempo di riprendere la piccadilly Line fino a Heathrow. Il nostro week-end londinese finisce qui.

S: Uffa.

Categories: Città, Inverno, Viaggi nel fine settimana | Tags: , , , , , , , , , | Lascia un commento

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