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	<description>I viaggi di Federico e Serena</description>
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		<title>Portogallo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 19:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Penumpang Penumpang</dc:creator>
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		<description><![CDATA[25 dicembre 2011 &#8211; 1 gennaio 2012 &#8211; Pecore e querce da sughero. Siamo in Sardegna? No, siamo in Portogallo. Dove un po&#8217; tutto è patrimonio dell&#8217;UNESCO. 25 dicembre 2011 &#8211; Da Roma a Lisbona F: Partiamo, come l&#8217;anno scorso, con il pranzo di Natale ancora sullo stomaco. Ma i voli semivuoti del 25 dicembre e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=penumpangpenumpang.wordpress.com&amp;blog=6927121&amp;post=1119&amp;subd=penumpangpenumpang&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em><strong>25 dicembre 2011 &#8211; 1 gennaio 2012</strong> &#8211; Pecore e querce da sughero. Siamo in Sardegna? No, siamo in Portogallo. Dove un po&#8217; tutto è patrimonio dell&#8217;UNESCO.</em></p>
<div id="attachment_1139" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0364.jpg"><img class="size-full wp-image-1139" title="IMG_0364" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0364.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Tramonto in Algarve (Cabo de Sao Vicente)</p></div>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-1119"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>25 dicembre 2011 &#8211; Da Roma a Lisbona</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Partiamo, come l&#8217;anno scorso, con il pranzo di Natale ancora sullo stomaco. Ma i voli semivuoti del 25 dicembre e la tranquillità dell&#8217;aeroporto di FCO in un pomeriggio così costituiscono un attrattiva alla quale è difficile resistere. Al check-in del volo TAP per Lisbona subito qualche problema. Non risultiamo inseriti in lista d&#8217;attesa. Io avevo fatto regolare richiesta via mail ma &#8211; forse per via del fatto che l&#8217;ho inviata ieri sera (il 24 dicembre&#8230;) &#8211; non è stata elaborata. Il contrattempo si risolve chiamando il cellulare di servizio di un ufficio TAP di Lisbona (!) gentilmente fornito dal call center della TAP. Tutto OK (a parte il fatto che il tipo al cellulare non ha capito bene il mio cognome, lo ha scritto male a sistema e abbiamo dovuto lavorare di fantasia al check-in per ritrovarlo). Volo abbastanza tranquillo. Arriviamo prima del previsto. Chissà perché mi ero fatto un film che il volo durava quattro ore, invece dopo due ore e mezza atterriamo. Con un taxi raggiungiamo l&#8217;Holiday Inn Express dell&#8217;aeroporto. Di cenare non se ne parla. Anzi. Un digiuno ci sta tutto.</p>
<p style="text-align:justify;">S: La grande novità di quest&#8217;anno è la app che gestirà il budget. Abbiamo fissato un tot per ogni voce e proveremo a rispettare i limiti. Io, solita spendacciona di ricordini, ho deciso che la quota souvenir sarà di 50 euro e basta. Cascasse il mondo!</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>26 dicembre 2011 - Da Lisbona a Fatima passando per Sintra e Cabo da Roca</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Partiamo subito a ritmo serrato. Alle sei del mattino siamo già svegli. Quindi colazione e, in anticipo sulla tabella di marcia, noleggio auto (una bella Citroen C3) e partenza alla volta di Sintra, dove arriviamo che sono appena le otto e mezza. L&#8217;ufficio informazioni e il Palacio Nacional sono ancora chiusi dunque ci imbarchiamo autonomamente in una lunga e impegnativa scarpinata dentro il Parque da Pena tra alte querce e massi di granito ricoperti di muschio.</p>
<div id="attachment_1140" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0020.jpg"><img class="size-full wp-image-1140" title="IMG_0020" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0020.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Verso il castello</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Un bello shock fisico dopo le mollezze delle feste. La giornata, poi, è meravigliosa. Arriviamo alle mura del Castelo dos Mouros e qui il guardiano ci dice qualcosa in portoghese stretto. Non capiamo esattamente cosa ma il senso è che non possiamo entrare ora. Siccome dopo non avremo voglia di risalire fin quassù e siccome del castello sono rimaste solo le rovine, che abbiamo visto da fuori, riteniamo conclusa in modo soddisfacente questa parte della visita. Riscendiamo a valle e visitiamo il Palacio Nacional. Bello e strano, con le sale decorate da volte fantasiose.</p>
<div id="attachment_1141" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0035.jpg"><img class="size-full wp-image-1141" title="IMG_0035" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0035.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">«Por bem» (a fin di bene) disse il re sorpreso a baciare una dama di corte...</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Vale la pena visitarlo solo per vedere le maestose cucine reali alla fine del tour, con i fuochi, i grandi spiedi e le gigantesche pignatte. Sembra la cucina di una famiglia dei giganti, sormontata dai due altissimi comignoli bianchi che sono la prima cosa che si vede arrivando a Sintra. Riprendiamo l&#8217;auto e ci addentriamo nei boschi a sud. La prima tappa è l&#8217;incredibile Convento dos Capuchos, della metà del 500. Se prima abbiamo visto la cucina dei giganti questa è la casetta dei sette nani. Qui infatti le cellette sono piccolissime e hanno le ante e gli stipiti ricoperti di sughero. Sembra di stare veramente dentro una fiaba.</p>
<p style="text-align:justify;">S: finalmente un posto alla mia altezza <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="attachment_1142" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0076.jpg"><img class="size-full wp-image-1142" title="IMG_0076" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0076.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Minicelle di miniconventi</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: E di nuovo una scenografia da fiaba, anche se un po&#8217; esagerata, la troviamo nell&#8217;eccessivo Palacio Nacional da Pena fatto costruire da un qualche Sassonia-Coburgo a metà dell&#8217;800. Fusione di stili, cupole a cipolla, decorazioni alla Gaudì, scale e torrette che si intrecciano. Tutto molto kitsch e sostanzialmente ingiustificato&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S: (io direi lisergico ante litteram)</p>
<div id="attachment_1143" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0090.jpg"><img class="size-full wp-image-1143" title="IMG_0090" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0090.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Castles in the sky with diamonds</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: &#8230; ma in fondo divertente da vedere, considerando anche che il castello si trova all&#8217;interno di un parco incantevole. Siamo stanchi e affamati ma decidiamo di fare un ultimo sforzo prima di pranzo e raggiungere Cabo da Roca, punta estrema occidentale del continente.</p>
<div id="attachment_1145" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0108.jpg"><img class="size-full wp-image-1145" title="IMG_0108" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0108.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il promontorio di Cabo da Roca, estremità occidentale d&#039;Europa</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Qui ci godiamo la vista del meraviglioso promontorio dominato dal faro. Serena insiste anche per farsi rilasciare il certificato che attesta di aver raggiunto questo punto estremo.</p>
<p style="text-align:justify;">S: il suddetto &#8211; indispensabile &#8211; certificato sembra scritto per veri fan di Star Trek (tipo me) e recita: &#8220;<em>Certifico che Fedezico e Sezena</em> (le r sembrano z, Ndr.) <em>esteve no Cabo da Roca, Sintra, Portugal, o ponto mais Ocidental do Continente Europeu, &#8220;onde a terra se acaba e o mar começa&#8221; e onde palpita o Espirito da Fé e da Aventura que levou os Caravelas do Portugal em busca de novos mundos para o mundo</em>&#8221; (a questo punto canticchiate l&#8217;inizio della sigla di Star Trek).</p>
<div id="attachment_1148" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/foto.jpg"><img class="size-full wp-image-1148" title="foto" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/foto.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il certificato attesta che FedeZico e SeZena (chiunque essi siano) hanno raggiunto l&#039;estremità occidentale dell&#039;Europa</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Pranziamo (o meglio facciamo merenda vista l&#8217;ora) nell&#8217;unico ristorantino sulle scogliere. Un posto abbastanza anonimo ma buono. Mangiamo una <em>mariscada</em> e due polpettine di baccalà. Il tutto, complice forse anche la fame, ci sembra davvero ottimo. Con un paio d&#8217;ore di guida, mentre il sole tramonta, raggiungiamo Fatima. Arriviamo che è ormai buio. Facciamo comunque un giro. Abbiamo l&#8217;hotel a due passi dal Santuario. La chiesa nuova è già chiusa ma riusciamo comunque a vedere la Cappellina delle apparizioni e il Santuario. Passeggiata poi per la via centrale mentre i negozietti stanno chiudendo.</p>
<p style="text-align:justify;">S: L&#8217;ho già detto che il budget ricordini è di 50 euro? Sob.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Ceniamo in un piccolo locale, più che altro per passare un po&#8217; il tempo. Di nuovo pesce. Io assaggio il celebre <em>baccalau</em> locale, che è anche buono ma ti fa passare la voglia per la quantità di spine. Invece i vini bianchi portoghesi meritano eccome.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>27 dicembre 2011 &#8211; Fatima (con una puntatina ad Alcobaça)</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Dopo la colazione in hotel torniamo a visitare con un po&#8217; di calma i luoghi visti al volo ieri. Intanto entriamo nella chiesa nuova la cui esigenza di ospitare grandi masse di fedeli è andata tutta a scapito dell&#8217;estetica.</p>
<p style="text-align:justify;">S: No, no. È proprio brutta.</p>
<div id="attachment_1146" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0118.jpg"><img class="size-full wp-image-1146" title="IMG_0118" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0118.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Fatima. La chiesa nuova (brutta)</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Poi torniamo a vedere la Cappellina soffermandoci di più a contemplare l&#8217;elce dove i pastorelli pregavano in attesa dell&#8217;apparizione di Maria.</p>
<div id="attachment_1147" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0130.jpg"><img class="size-full wp-image-1147" title="IMG_0130" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0130.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Fatima. La Cappellina delle Apparizioni (a sinistra), con dietro l&#039;elce grande e, al centro, la chiesa vecchia (quella bella)</p></div>
<p>S: L&#8217;albero su cui appariva Maria non c&#8217;è più. Si trovava dove ora c&#8217;è la colonna su cui si trova la statua di Maria, davanti alla cappellina. Capirai una foglia uno, una foglia l&#8217;altro&#8230; l&#8217;elce è finito. No, veramente, se lo sono portato via pezzo a pezzo i pellegrini.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Quindi prendiamo l&#8217;auto e ci rechiamo al vicino paese di Aljustrel dove si trovano le abitazioni dei tre pastorelli, un piccolo museo delle tradizioni locali e il campo dell&#8217;apparizione dell&#8217;angelo. Sarà che c&#8217;è poca gente in giro, sarà perché il luogo è davvero bello, con il sole splendente sugli ulivi e sulle querce, ma questa visita di oggi ci piace particolarmente e ci rasserena proprio.</p>
<div id="attachment_1149" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0131.jpg"><img class="size-full wp-image-1149" title="IMG_0131" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0131.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Aljustrel. Casa di Francisco e Jacinta.</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: Io ci ho visto molte somiglianze con la Nazaret al tempo di Gesù. Gli abitanti erano quelli (25 famiglie), le case, le abitudini di vita, i lavori quotidiani, tutto molto simile nonostante i 19 secoli di differenza.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Visto che è presto decidiamo di andare a visitare anche il monastero di Alcobaça, a circa 50 minuti di macchina da qui. Leggendo la guida ci aveva affascinato l&#8217;incredibile storia d&#8217;amore tra dom Pedro e dona Ines de Castro e la storia delle due tombe che si fronteggiano in attesa della fine dei tempi.</p>
<div id="attachment_1150" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0177.jpg"><img class="size-full wp-image-1150" title="IMG_0177" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0177.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Monastero di Alcobaça. Até ao fim do mundo (&quot;FIno alla fine del mondo&quot;)</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Senza contare che al di là di questo, il monastero in sé merita una visita, con il bel chiostro punteggiato di aranci e l&#8217;incredibile cucina interna. Vedere le cucine del monastero, appunto, ci mette appetito. Così andiamo a pranzo in una <em>cafeteria</em> lì vicino dove mangiamo una confortante zuppa di verdure e il tipico <em>frango na pucara</em>, pollo cotto in umido in un alto coccio insieme a salsiccia, cipolla e funghi. Assaggiamo anche una birra portoghese, la Sagres, che a Serena piace molto. Rientriamo a Fatima per un riposino pomeridiano. Alle cinque siamo di nuovo alla Cappellina per la messa (in italiano). Poi breve passeggiatina in attesa che inizi il Rosario. Ma dobbiamo aspettare il termine della messa al santuario per riuscire a farci benedire i piccoli oggetti religiosi comprati qui. Torniamo in hotel senza cenare (siamo ancora sazi del pranzo).</p>
<p style="text-align:justify;">S: La caccia alla benedizione del ricordino è uno sport molto divertente. Si svolge soprattutto nei santuari. A Fatima erano molto organizzati. Numerose bacheche riportavano l&#8217;avviso che le benedizioni dei ricordini c&#8217;erano dopo le Messe ed i rosari principali (quelli in portoghese &#8220;gestiti&#8221; dai sacerdoti del luogo insomma). Per un credente non basta aver comprato il ricordino religioso, questo deve essere anche benedetto (la benedizione è un Sacramentale) nel luogo perché così l&#8217;oggetto porterà con sé un po&#8217; della santità del luogo stesso. Un rosario lo si può comprare ovunque e può essere fabbricato ovunque. Un rosario benedetto a Fatima &#8220;è&#8221; il rosario di Fatima. Insomma partecipiamo al rosario in portoghese nella cappellina (cosa fondamentale da fare a Fatima, sennò che ci sei andato a fare, il turista?)&#8230; e niente. Il sacerdote se ne va senza un accenno di benedizione. Io e Fede ci guardiamo perplessi. Saranno benedetti i nostri ricordini? Mah! Allora decidiamo di andare alla Messa in portoghese che era iniziata da un po&#8217; nella chiesa vecchia. Dopo la Comunione, finalmente il sacerdote dice &#8211; in tre lingue, per essere sicuro di essere compreso da tutti e di non essere inseguito dopo la Messa da qualche pellegrino insicuro &#8211; che avrebbe benedetto gli oggetti religiosi presenti in chiesa. Allora tutti hanno hanno tirato fuori le loro bustine (cosa del tutto superflua visto che Dio ci vede benissimo anche attraverso le borse, ma tant&#8217;è&#8230;) e finalmente la missione è stata compiuta!</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>28 dicembre 2011 &#8211; Da Fatima a Coimbra</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Lasciamo Fatima alla volta di Coimbra. Per raggiungere il capoluogo della regione centrale del Portogallo decidiamo di non passare per l&#8217;autostrada ma di percorrere le strade interne. In questo modo ci mettiamo un po&#8217; di più ma possiamo così goderci il bel paesaggio boscoso tipico di questa zona. Arriviamo all&#8217;hotel Oslo di Coimbra che sono appena le dieci del mattino.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Il suddetto hotel non è in un paesaggio boscoso, ma in mezzo ad un incrocio trafficatissimo&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F: Lasciamo l&#8217;auto nel garage di fronte, gratuito per i clienti dell&#8217;hotel, e cominciamo il nostro giro cittadino. È una bella giornata ma fa freddo. La prima tappa è costituita dalla meravigliosa Università Vecchia.</p>
<div id="attachment_1151" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0208.jpg"><img class="size-full wp-image-1151" title="IMG_0208" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0208.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Coimbra, l&#039;università vecchia.</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Oltre ad alcune sale addobbate e alla Cappella di San Michele è l&#8217;antica biblioteca il vero spettacolo offerto da questo posto. Oltre duecentomila volumi ordinati negli scaffali che arrivano fino al soffitto. Pare che nelle volte della biblioteca alloggi anche una piccola colonia di pipistrelli con la precisa funzione di mangiare gli insetti pericolosi per la carta. Il problema delle deiezioni dei volatili è risolto stendendo vaste coltri di cuoio sugli scaffali ogni sera. A me sembra un metodo molto macchinoso ma se dopo tutti questi secoli i volumi sono ancora in buone condizioni vuol dire che funziona.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Acchiappiamo una coppia di questi simpatici chirotteri e portiamocela a casa!</p>
<p style="text-align:justify;">F: Usciti dal paradiso per bibliofili visitiamo le due cattedrali, la vecchia e la nuova, entrambe alle spalle della città universitaria e a pochi metri l&#8217;una dall&#8217;altra. Un ragazzo del luogo ci ferma per darci un volantino di un locale di fado e quando gli diciamo che a noi il fado non piace ci guarda con grande tristezza e stupore. Scendiamo, avvicinandoci di nuovo al Montejo, il fiume che attraversa Coimbra&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S: No, scusate, time out. Ci deve essere stato uno scambio di fiumi alla nascita, perché non è spiegabile che una cittadina piccola e poco importante (con tutto il rispetto) come Coimbra abbia un fiume larghissimo e Roma &#8211; dico Roma! &#8211; abbia un fiumiciattolo largo da qui a lì come il Tevere! No prego, Federico, continua pure.</p>
<p style="text-align:justify;">F: &#8230; e ci fermiamo a visitare la torre dell&#8217;Almedina con tanto di plastico cittadino multimediale. Arriviamo a piazza del commercio dove mangiamo in un ristorantino all&#8217;aperto. In realtà noi, che volevamo solo un panino e una birra, ci eravamo seduti lì perché pensavamo fosse un bar. Quando abbiamo visto i menù abbiamo capito che era un ristorante vero e proprio. Allora ho approfittato per assaggiare un&#8217;altra specialità locale, il <em>cabrito</em> (capretto in umido con verdure e patate).</p>
<p style="text-align:justify;">S: Povero capretto! Mostro!</p>
<p style="text-align:justify;">F: Molto buono, saporito e selvatico. Serena invece ha preso la sogliola.</p>
<p style="text-align:justify;">S: La sogliola non è poverina. Così come non lo sono il pollo, la mucca ed il maiale. Vitelli, agnelli e cuccioli vari invece sono poverini e non si mangiano.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Concluso il rito del pranzo e dopo essere ripassati all&#8217;hotel per prendere possesso della stanza (stamattina alle dieci, quando siamo arrivati, ovviamente non era pronta), eccoci di nuovo in strada. Raggiungiamo prima il monastero di Santa Teresa, dove ha vissuto Suor Lucia di Fatima per molti anni</p>
<p style="text-align:justify;">S: Ma niente visita ai ricordi di sr. Lucia: il memoriale era chiuso. Bis con Alba de Tormes l&#8217;anno scorso. Le carmelitane ce l&#8217;hanno con me? No, no, no, no, aspetta aspetta aspetta&#8230; Facendo il giro arriviamo alla chiesa e troviamo &#8220;per caso&#8221; una carmelitana che aveva aperto la porta prima dell&#8217;ora ufficiale di apertura perché stava parlando con una persona. Le chiediamo spiegazioni, lei conferma la chiusura del memoriale, ci dice che la chiesa è chiusa per altri venti minuti. Alle nostre facce sconfortate ci fa entrare in chiesa dove sentiamo le suore che recitano l&#8217;Ora Media e poi all&#8217;uscita ci regala un bel mazzetto di immaginette di suor Lucia. Pace fatta con le carmelitane.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Poi ci affacciamo al Belvedere poco distante, il Penedo da Saudade. Quindi, in macchina, oltrepassiamo il fiume e raggiungiamo la parte occidentale della città dove visitiamo i due conventi di Santa Chiara (in realtà quello più vecchio, risalente al 1200, lo vediamo solo dall&#8217;esterno, un po&#8217; perché sono solo rovine e dentro non c&#8217;è nulla da vedere un po&#8217; perché l&#8217;accesso è labirintico e non riusciamo a trovare l&#8217;entrata&#8230;) e il bellissimo parco Quintas das Lagrimas.</p>
<div id="attachment_1152" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0252.jpg"><img class="size-full wp-image-1152" title="IMG_0252" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0252.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Vestigia finto-medievali nel parco di Quintas Das Lagrimas</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Il giardino fa in realtà parte di un hotel che ha adottato lo stesso nome e una parte di esso è stata destinata a campo da golf. Ma nel resto, visitabile anche da chi non è ospite dell&#8217;hotel, trovano posto rovine medievali, alberi esotici e fontane. E soprattutto qui ha avuto luogo l&#8217;assassinio di donna Ines de Castro, che avevamo già incontrato ad Alcobaça. Decidiamo di essere sufficientemente stanchi e torniamo in hotel. Prenotiamo via internet tutte le prossime tappe, compresa l&#8217;ultima notte a Lisbona. L&#8217;idea &#8211; a questo punto &#8211; sarebbe quella di non cenare e limitarsi a bere qualcosa al bar panoramico dell&#8217;ultimo piano dell&#8217;hotel. Il bar è effettivamente panoramico ma è soprattutto chiuso. C&#8217;è scritto che apre alle 20.30 e sono già le nove meno un quarto, dunque: o si tratta della proverbiale lentezza portoghese o oggi il bar non apre. Nel dubbio decidiamo di andarci a mangiare una pizza in un ristorante accanto all&#8217;hotel.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>29 dicembre 2011 &#8211; Da Coimbra a Evora (passando per il sito megalitico di Almendres)</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Ci svegliamo all&#8217;alba dopo una notte piuttosto agitata. Nonostante i doppi vetri, infatti, il rumore del traffico si sentiva eccome. Dopo la colazione lasciamo l&#8217;hotel. Stavolta decidiamo di prendere l&#8217;autostrada per percorrere la distanza che ci separa dalla prossima tappa. Evora infatti dista circa 300 chilometri da Coimbra e se ce li facciamo tutti in provinciale arriviamo dopodomani. Il paesaggio è piacevole anche stavolta. Addentrandosi nell&#8217;Alentejo lo scenario diventa sempre più verde e si infittiscono le querce da sughero. A pochi chilometri da Evora facciamo una piccola deviazione per visitare il sito megalitico di Almendes: un menhir sperduto tra pascoli di capre e un cromlech. Tutto molto suggestivo e bucolico.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Molto Asterix e Obelix più che altro&#8230;</p>
<div id="attachment_1154" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0266.jpg"><img class="size-full wp-image-1154" title="IMG_0266" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0266.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il cromlech di Almendres</p></div>
<div id="attachment_1155" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/crescita.jpg"><img class="size-full wp-image-1155" title="crescita" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/crescita.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Serena: «Ma come crescono in fretta questi menhir!»</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Finalmente arriviamo a Evora. La espugnamo quasi visto che non vedendo i cartelli di divieto entriamo con l&#8217;automobile nel labirintico centro storico medievale. Il portiere dell&#8217;hotel Riviera, dove alloggeremo stanotte, dopo un momento di sbalordimento per quello che abbiamo appena fatto ci indica la via più veloce per raggiungere gli stalli riservati agli ospiti dell&#8217;albergo. Per il pranzo ce la caviamo con un panino (stavolta ci riusciamo) in una <em>cafeteria</em> proprio di fronte all&#8217;hotel. Poi, visto che tanto ora è tutto chiuso, rientriamo nella nostra camera per un riposino. Alle 15 partiamo ufficialmente per il tour della città. La prima tappa è la ricchissima cattedrale della quale visitiamo anche il museo colmo di reliquie e il tetto (che è a forma di tetto, come al Duomo di Milano, nel senso che su non c&#8217;è una terrazza, ma il costolone centrale da cui si dipartono i due lati in discesa), nonché l&#8217;inevitabile chiostro, che però a me sembra il meno bello tra quelli visti fino ad ora.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Altra fregatura. Io ho trascinato fin qui Federico con il bieco scopo di vedere il famoso reliquiario con la ancora più famosa reliquia della Santa Croce. E siccome le cattive intenzioni vengono punite, il suddetto reliquiario con la suddetta reliquia è in restauro. Uffa!</p>
<p style="text-align:justify;">F: Passando per piazza de Giraldo</p>
<p style="text-align:justify;">S: Che pare fosse quella in cui bruciavano gli eretici. Passando vediamo che dei signori hanno acceso un gran fuoco. A scanso di pericoli io ripasso il Credo.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Raggiungiamo la chiesa di San Francesco. Qui visitiamo l&#8217;incredibile cappella delle ossa, una costruzione del 500 le cui pareti sono rivestite interamente di ossa e teschi prelevati dal cimitero del luogo. Non sappiamo se essere più stupiti dalla natura del luogo o dalla naturalezza con cui le famiglie con bambini si aggirano qui, neanche fossero a disneyland.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Diciamo che se deve essere un <em>memento mori</em> le ossa non devono far parte della decorazione del muro perché devono essere protagoniste della riflessione. Insomma tutto questo lavoro (i francescani disseppellirono molti morti all&#8217;epoca) per un risultato secondo noi diverso da quello voluto.</p>
<div id="attachment_1156" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0305.jpg"><img class="size-full wp-image-1156" title="IMG_0305" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0305.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Vestigia romane a Evora</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Risaliamo il centro storico fino alle vestigia romane che di trovano nei pressi delle antiche mura cittadine, sul lato nord est. È un posto veramente bello, complice anche il tramonto che sta cominciando a colorare il cielo.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Infatti facciamo delle foto-spettacolo.</p>
<div id="attachment_1157" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0310.jpg"><img class="size-full wp-image-1157" title="IMG_0310" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0310.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Tramonto su Evora</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Cominciamo a passeggiare più o meno senza meta per il centro storico arrivando fino a Largo da Porta de Moura e alla vicina chiesa do Carmo. Da lì un giro abbastanza assurdo per arrivare alla chiesa de Nossa Senora da Graça, che però è chiusa. Breve sosta in hotel poi usciamo per la cena. Senza allontanarci troppo dall&#8217;hotel ceniamo al ristorante Pickwick che nonostante il nome dickensiano propone cucina regionale tipica. Io infatti prendo il maiale con le vongole che avevo già mangiato all&#8217;epoca del mio primissimo viaggio in Portogallo, venti anni fa. Serena invece assaggia la zuppa di pane alentejana.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Tipo acqua cotta, molto molto buona.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>30 dicembre 2011 &#8211; Da Evora a Sagres</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Dopo una serie di tappe di interesse storico e culturale, la giornata di oggi è tutta dedicata alle bellezze della natura. Attraversiamo tutto il basso Alentejo fino a raggiungere l&#8217;Algarve e in particolare Sagres, dove alloggeremo stanotte, una delle cittadine balneari più battute durante la stagione estiva che offre comunque mete interessanti anche d&#8217;inverno. La nostra stanza alla Casa Azul non è ancora pronta, quindi &#8211; visto che è l&#8217;ora di pranzo &#8211; ci fermiamo a mangiare qualcosa al porto di Baleeria (inutile dire che vorremmo un panino ma non ne fanno. Ripieghiamo su un&#8217;insalata di polpo, io, e su un hamburger al piatto, Serena). Il pranzo viene smaltito grazie alla lunga camminata che facciamo dapprima sui promontori circostanti il porto e poi lungo lo sperone di Fortaleza. La fortezza in sé è trascurabile ma la passeggiata che si apre alle sue spalle merita.</p>
<div id="attachment_1158" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0338.jpg"><img class="size-full wp-image-1158" title="IMG_0338" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0338.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Sagres. La fortaleza.</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Da qui si vede benissimo Cabo de Sao Vicente dove contiamo di andare più tardi.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Dove pare sia fondamentale guardare il tramonto. Faccio notare che sia qui che in altri punti di Sagres che abbiamo visto si vede bene il mare verso occidente e che l&#8217;acqua ed il sole sono uguali anche a pochi chilometri di distanza. Vengo tacitata al grido di &#8220;non si contraddice la guida turistica!&#8221;. Per carità!</p>
<p style="text-align:justify;">F: Ripassiamo in hotel per prendere possesso della nostra stanza. Questo hotel è nuovissimo e ogni stanza è caratterizzata da un colore. La nostra è lilla ed è davvero carina.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Noto la cura dei particolari, tanto che decido di chiedere alla proprietaria di chi è il progetto dell&#8217;albergo e lei mi risponde che è suo e di suo marito che lavora lì con lei. Sono architetti, ma siccome non c&#8217;è lavoro e loro devono pur mangiare hanno deciso di aprire un albergo. Come albergatori sono bravi, ma come architetti sono ancora meglio.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Ci riposiamo mezz&#8217;oretta e poi riprendiamo l&#8217;auto fino a Cabo de Sao Vicente per ammirare il tramonto. Bisogna dire che ne vale davvero la pena. Nonostante il vento freddo e la durezza puntuta degli scogli sui cui siamo seduti lo spettacolo è di quelli imperdibili.</p>
<div id="attachment_1159" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0377.jpg"><img class="size-full wp-image-1159" title="IMG_0377" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0377.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">L&#039;unico vero tramonto D.O.C.G. (Destinazione Obbligatoria Consigliata dalla Guida)</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Poco dopo le cinque e mezza del pomeriggio il disco del sole si è già immerso alla sinistra del severo sperone su cui sorge il faro. Restiamo ancora un po&#8217;, nonostante il vento freddo etc., fino a quando non appare il puntino luminosissimo di Venere sopra il bagliore rosa dell&#8217;orizzonte. A quel punto decidiamo di essere soddisfatti e torniamo in hotel.</p>
<p style="text-align:justify;">S: da cui si ammirano le ultime propaggini del tramonto dietro la <em>fortaleza</em>&#8230;</p>
<div id="attachment_1160" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0390.jpg"><img class="size-full wp-image-1160" title="IMG_0390" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0390.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Lo stesso tramonto visto dalla nostra stanza (ma non ditelo alla guida...)</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Ceniamo in un ristorantino poco distante, continuando la nostra esplorazione della cucina locale. Stasera infatti assaggiamo la <em>cataplana</em>, una sorta di paella con le patate bollite al posto del riso. In particolare prendiamo una <em>cataplana de marisco</em> e dunque dobbiamo impegnarci non poco con tutto il set da chirurgo per spolpare chele e carapaci di granchio. Alla fine ne usciamo vincitori.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>31 dicembre 2011 &#8211; Da Sagres a Lisbona</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Ennesima notte movimentata. Pare che nonostante fuori faccia freddo la gente non perda occasione di chiacchierare sotto le finestre. Riusciamo comunque a svegliarci alle sette e mezza. Colazione e poi via in auto verso Lisbona. Come da tradizione, l&#8217;ultimo giorno di ogni viaggio è anche il peggiore. Il primo contrattempo si verifica alla riconsegna dell&#8217;auto alla Hertz dove un impiegato troppo zelante sostiene che un graffietto sul paraurti anteriore sia un danno da addebitarci. Il graffietto effettivamente c&#8217;è (nel parcheggiare l&#8217;auto durante uno degli spostamenti del primo giorno avevo toccato un muretto) ma se penso alle condizioni in cui riconsegnamo le auto alla fine dei nostri lunghi on the road negli Stati Uniti senza che quelli dell&#8217;Avis battano ciglio mi sembra veramente assurdo che venga sollevata una questione per un segnetto sul parafango. Comunque è inutile mettersi a discutere in inglese con un portoghese. Firmiamo il verbale e ci auguriamo solo che il conto non sia troppo salato. Dall&#8217;autonoleggio allo Sheraton in taxi. Già, per l&#8217;ultima notte di viaggio abbiamo deciso di concederci una botta di lusso. E in effetti la nostra stanza al 19° piano con bagno spettacolare e vista meravigliosa su Lisbona ci tira su il morale dopo il contrattempo dell&#8217;autonoleggio. Alle tre del pomeriggio siamo di nuovo in strada per raggiungere la chiesa di San Rocco. Avevamo preso informazioni via internet e avevamo visto che in questa chiesa, oggi alle 17, eseguivano il Te Deum e, a seguire, una cantata di Bach. Ingresso gratuito. Puntuali eccoci in fila per entrare, quando intravedo un biglietto tra le mani della signora in fila davanti a noi. «Ma, scusi, l&#8217;ingresso non è gratuito?». «Sì ma bisogna comunque fare un biglietto. Il numero dei posti è limitato». «Ah, e dove si fanno i biglietti?». «Non ci sono più biglietti. Sono tutti esauriti».  E così ecco un altro contrattempo. Svanita l&#8217;ipotesi del concerto di fine anno ci imbarchiamo in una lunga passeggiata per il centro di Lisbona.</p>
<div id="attachment_1161" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0419.jpg"><img class="size-full wp-image-1161" title="IMG_0419" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0419.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Un pescatore di Lisbona. Starà cercando anche lui di procacciarsi la cena?</p></div>
<div id="attachment_1162" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0426.jpg"><img class="size-full wp-image-1162" title="IMG_0426" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2012/01/img_0426.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">No, non è Piazza Italia a Trieste. E&#039; Piazza del Commercio a Lisbona.</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Arriviamo fino a Praça do Comerčo per poi risalire attraverso Praça dom Pedro IV, Praça dos Restauradores e Avenida de Liberdade tornando al nostro hotel. Nel frattempo ci siamo procacciati qualcosa da mangiare in un supermercato. Come da tradizione, infatti, anche quest&#8217;anno lasceremo ad altri i festeggiamenti in strada e nei veglioni e ce ne staremo in pace nella nostra stanza. Tra l&#8217;altro, vista la stanza, sarebbe davvero assurdo non sfruttarla.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Io sono molto agitata per via della macchina.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1° gennaio 2012 &#8211; Da Lisbona a Roma</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Ci svegliamo abbastanza presto e decidiamo di tentare la fortuna e vedere se riusciamo a beccare una messa nella chiesa vicino all&#8217;hotel. La becchiamo. Arriviamo alla chiesa di São Sebastião da Pedreira verso le nove meno un quarto e c&#8217;è la messa alle nove. Incredibile. Tra l&#8217;altro questa chiesa è un vero gioiello, in perfette condizioni e riccamente decorata all&#8217;interno.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Bellissima, bellissima, bellissima.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Dopo la messa purtroppo resta poco altro da fare. Torniamo nella nostra stanza per un&#8217;oretta, poi non resta altro che fare la valigia e prendere la via dell&#8217;aeroporto. Nuovo contrattempo con la TAP. Ieri avevo telefonato dall&#8217;hotel per fare il listing ed era andato tutto OK. Oggi al check-in dicono che ci sono problemi con i biglietti, che vanno <em>fixati</em> in biglietteria. E vabbe&#8217;, andiamo. Dopo il <em>fix</em> siamo pronti per partire. Alle 18.00 siamo a Roma.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Anche la nostra fedele Matiz, che avevamo lasciato a se stessa vicino alla stazione del trenino, c&#8217;è ancora e con essa ci dirigiamo felici e contenti verso casa.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/penumpangpenumpang.wordpress.com/1119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/penumpangpenumpang.wordpress.com/1119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/penumpangpenumpang.wordpress.com/1119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/penumpangpenumpang.wordpress.com/1119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/penumpangpenumpang.wordpress.com/1119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/penumpangpenumpang.wordpress.com/1119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/penumpangpenumpang.wordpress.com/1119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/penumpangpenumpang.wordpress.com/1119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/penumpangpenumpang.wordpress.com/1119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/penumpangpenumpang.wordpress.com/1119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/penumpangpenumpang.wordpress.com/1119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/penumpangpenumpang.wordpress.com/1119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/penumpangpenumpang.wordpress.com/1119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/penumpangpenumpang.wordpress.com/1119/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=penumpangpenumpang.wordpress.com&amp;blog=6927121&amp;post=1119&amp;subd=penumpangpenumpang&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>U.S.A. (Texas)</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 17:43:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Penumpang Penumpang</dc:creator>
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		<description><![CDATA[13 &#8211; 29 luglio 2011 Per il nostro ennesimo viaggio negli Stati Uniti ci dedichiamo a uno stato solo. E allora scegliamo quello dove tutto è grande. Il Texas. 13 luglio 2011 &#8211; Da Roma a San Antonio F: Il viaggio di andata scorre senza imprevisti, ma arriviamo distrutti. Cominciamo a non avere più l&#8217;età? Volo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=penumpangpenumpang.wordpress.com&amp;blog=6927121&amp;post=904&amp;subd=penumpangpenumpang&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><em>13 &#8211; 29 luglio 2011</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Per il nostro ennesimo viaggio negli Stati Uniti ci dedichiamo a uno stato solo. E allora scegliamo quello dove tutto è grande. Il Texas.</em></p>
<div id="attachment_915" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0578.jpg"><img class="size-full wp-image-915" title="IMG_0578" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0578.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Per mangiare una grande bistecca serve una grande sedia</p></div>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-904"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>13 luglio 2011 &#8211; Da Roma a San Antonio</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Il viaggio di andata scorre senza imprevisti, ma arriviamo distrutti. Cominciamo a non avere più l&#8217;età? Volo di andata FCO-JFK in business. E fin qui tutto bene. Quello che ci taglia le gambe sono le quattro ore di attesa per il volo interno e le quattro ore del volo vero e proprio. Arriviamo a San Antonio alle 22 in stato confusionale, come da programma. Meno male che a bordo c&#8217;era il wifi e così in volo ho potuto prenotare l&#8217;hotel per le prossime due notti, noleggiare l&#8217;auto e perfino prenotare le 3 notti che prevediamo di passare nel Lodge interno al Big Bend National Park. Adesso non abbiamo scuse. Dobbiamo attraversare tutto il Texas e arrivarci.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>14 luglio 2011 &#8211; San Antonio</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Inevitabile risveglio all&#8217;alba. Ciondoliamo un po&#8217; in stanza poi alle sette siamo già nella sala colazione affollata di militari in mimetica. Con lo shuttle bus dell&#8217;hotel raggiungiamo l&#8217;autonoleggio Hertz e dopo aver superato la parte più difficile di ogni viaggio &#8211; cioè dire di no a tutte gli optional che propone l&#8217;addetto al bancone &#8211; prendiamo possesso della nostra auto, che stavolta è una comoda Toyota bianca. Serena è subito alla guida e in pochi minuti siamo a Fort Alamo, teatro della storica battaglia di cui quest&#8217;anno ricorre il 175° anniversario.</p>
<div id="attachment_916" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0194.jpg"><img class="size-full wp-image-916" title="IMG_0194" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0194.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Vi ricordate Davy Crockett?</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Poi cominciamo una lunghissima passeggiata percorrendo tutto il riverwalk. Un posto davvero piacevole che a mano a mano che passa il tempo si riempie di turisti e di vita.</p>
<div id="attachment_917" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0203.jpg"><img class="size-full wp-image-917" title="IMG_0203" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0203.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il Riverwalk di San Antonio</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Pranziamo in un ristorante messicano tra i tanti che si affacciano sul fiume. E ci troviamo coinvolti in una serenata mariachi.</p>
<p style="text-align:justify;">S: &#8220;ci troviamo&#8221; non è proprio esatto. Quando sono arrivati i mariachi al tavolo non ho avuto il coraggio di dire &#8220;no grazie&#8221; e allora il cantante ha chiesto se volevamo una canzone romantica o una&#8230; boh non abbiamo capito e allora ho chiesto quella romantica. A quel punto hanno attaccato <em>Rajito De Luna</em>. Roba che a Roma non mi verrebbe mai in mente, ma in vacanza, dico io, uno ha il diritto di fare le scemenze da turista. Dopo di che il terzetto è andato a suonare il ballo del qua qua per gli ospiti che stavano dentro (!).</p>
<p style="text-align:justify;">F: Poi comincia la visita delle antiche missioni che sorgono lungo il Mission Trail. Il problema è il caldo veramente soffocante che rende pesante anche il più piccolo spostamento, ma a parte questo la visita alle missioni vale la pena, sicuramente più di quella di Alamo.</p>
<div id="attachment_918" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0232.jpg"><img class="size-full wp-image-918" title="IMG_0232" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0232.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Mission San José, lungo il Mission Trail</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: sono tutte missioni francescane. Provo ad immaginarmeli i frati a due a due nel vasto Texas a convertire gli indiani. Incredibile. Ed in un convento ci abitano ancora!</p>
<div id="attachment_919" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0244.jpg"><img class="size-full wp-image-919" title="IMG_0244" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0244.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">L&#039;ingresso di una cella</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Cominciamo con la più bella, Mission San Josè, poi scendiamo più a sud per l&#8217;ultima del percorso, Mission Espada. Quindi, risalendo, vediamo Mission San Juan e Mission Concepcion. Il caldo è tale che abbiamo visioni mistiche, però questi antichi edifici sperduti in questo assolato silenzio sono molto suggestivi. Nel pomeriggio rientriamo in hotel dopo aver comprato qualcosa per la cena in un food shop dalle parti dell&#8217;aeroporto.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>15 luglio 2011 &#8211; Da San Antonio a Houston</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Primo tragitto lungo di questo viaggio. Dopo aver lasciato l&#8217;holiday inn affrontiamo le tre ore e mezza di viaggio che separano San Antonio da Houston. La prima tappa è costituita dalla Rothko Chapel che si trova vicino al Museum District.</p>
<div id="attachment_920" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0266.jpg"><img class="size-full wp-image-920" title="IMG_0266" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0266.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Federico di fronte all&#039;ingresso della Rothko Chapel</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: Un posto pensato per pregare chi ti pare. Infatti ci sono a disposizione libri &#8220;spirituali&#8221; di tutti i generi. Dai Veda a Osho passando per la Bibbia. Tipico segno dei tempi.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Devo dire che francamente mi aspettavo di più considerando quanto mi piacciono le opere di questo pittore.</p>
<p style="text-align:justify;">S: E neanche a me piace la scelta delle opere. Rothko ne ha fatti di molto più belli ed &#8220;ispiranti&#8221; se così si può dire.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Forse è la posizione del luogo &#8211; si tratta sostanzialmente di un quartiere residenziale &#8211; forse la scelta delle tele per le varie pareti, ma mi sembra che il luogo restituisca solo una piccola parte dell&#8217;emozione che le opere di Rothko sono in grado di dare. Visitiamo quindi il museo della collezione Melin, tappa non prevista dai nostri piani ma molto gradita. Davvero incredibile la qualità delle opere raccolte, dai pezzi di arte greca ed egizia alle icone di Rublev fino a grandi nomi dell&#8217;arte contemporanea.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Mi sarebbe piaciuto approfondire il modo in cui sono venuti in possesso dei pezzi di questa collezione così eterogenea.</p>
<p style="text-align:justify;">F: È tempo di raggiungere il nostro motel a Webster altrimenti non faremo in tempo a visitare lo Space Center. Un po&#8217; di difficoltà per trovare l&#8217;Oxford Inn che abbiamo prenotato ieri, poi quando arriviamo restiamo decisamente delusi: niente wifi (contrariamente a quanto promesso dal sito) e una stanza piuttosto malconcia. Pazienza. Ora è tempo di raggiungere il quartier generale della NASA. A parte la zona iniziale che ricorda molto un luna park, il resto della visita è davvero impressionante, a partire dalla storica sala di controllo usata fino a qualche anno fa. Dentro un hangar è conservato il gigantesco Saturn 5 del mitico atterraggio sulla luna.</p>
<div id="attachment_922" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0282.jpg"><img class="size-full wp-image-922" title="IMG_0282" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0282.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Un piccolo passo per l&#039;uomo, un grosso razzo dentro un hangar</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: Sono andati sulla luna con circa 200 Kb, da non crederci.</p>
<div id="attachment_921" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0275.jpg"><img class="size-full wp-image-921" title="IMG_0275" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0275.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Serena con alle spalle i &quot;potenti&quot; computer che hanno spedito l&#039;uomo sulla luna</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Prima di uscire facciamo in tempo a visitare la ricostruzione di uno shuttle. Finalmente si mangia &#8211; oggi abbiamo saltato il pranzo &#8211; e capitiamo in un mexican bbq che di rivela una scelta azzeccata. Rientro al motel stanchi a puntino.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>16 luglio 2011 &#8211; Da Houston a Fort Worth</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Lasciandoci Webster alle spalle percorriamo un lungo tratto della I-45 in direzione nord per raggiungere Dallas. Il paesaggio è inaspettatamente verde. A rompere la monotonia interviene un piccolo contrattempo: si accende una spia &#8220;Maintenance Requested&#8221; sul cruscotto. Che fare? Decidiamo di far visitare l&#8217;auto al concessionario Hertz più vicino che fortunatamente si trova lungo la strada che stiamo facendo, a Waxahachie. Ci spiegano che si tratta solo di un avviso per il cambio dell&#8217;olio che si accende 2000 miglia prima del necessario (alla faccia&#8230;). Ripartiamo tranquilli. L&#8217;idea era quella di visitare oggi Dallas e domani Fort Worth ma visto che ormai siamo più vicini a quest&#8217;ultima preferiamo invertire le tappe. Raggiungiamo l&#8217;holiday inn dove passeremo le prossime due notti e poi ci tuffiamo subito nello Stockyard District, il &#8220;centro storico&#8221; di Fort Worth che sembra non aver mai superato la fase Far West. Ovviamente è tutto molto turistico ma ogni tanto spunta qualche barlume di autenticità.</p>
<div id="attachment_924" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0303.jpg"><img class="size-full wp-image-924" title="IMG_0303" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0303.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">La sobria insegna di un negozio di stivali da cowboy</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: L&#8217;idea è che il mito del cowboy sia ancora vissuto sinceramente da molti americani e non si capisce se gli stivali e i cappelli in vendita nei negozi siano souvenir per turisti o onesto abbigliamento autentico per la gente del posto. Pranziamo in una bisteccheria western poi lunga passeggiata nel caldo primo pomeriggio per la strada principale del District. Saloon, negozietti, locali con musica dal vivo. Visitiamo anche un museo del cowboy. Poi ci fermiamo a bere un tè freddo al Love Shack (che dovrebbe essere il local trendy di Fort Worth ma per quel che abbiamo visto sembra quasi un fast food a cielo aperto). Alle 16 in punto ci disponiamo al bordo del marciapiedi per assistere al passaggio di una mandria di mucche longhorn.</p>
<div id="attachment_925" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0320.jpg"><img class="size-full wp-image-925" title="IMG_0320" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0320.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">C&#039;mon baby...</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Poi torniamo in hotel per riposarci un po&#8217;. Alle 19 siamo di nuovo al District per assistere al nostro primo rodeo. Di nuovo quella sensazione di qualcosa che è a metà strada tra l&#8217;attrazione turistica e un evento autentico. Al coperto, nel Cowtown Coliseum, le gare vanno avanti per più di due ore tra canzoni country, retorica patriottica e soprattutto tori cavalcati, vitelli presi al lazo e cavalli lanciati in corsa tra barili. Sicuramente da vedere anche se dubito che ci tornerei una seconda volta.</p>
<div id="attachment_926" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0347.jpg"><img class="size-full wp-image-926" title="IMG_0347" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0347.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Acchiappalo acchiappalo!</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: Io sì, magari in una cittadina meno turistica. Fare i rodeo è praticamente una disciplina sportiva con la possibilità di fare una discreta carriera. E poi mi piacerebbe l&#8217;atmosfera di una fiera con rodeo.</p>
<div id="attachment_927" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0479_2.jpg"><img class="size-full wp-image-927" title="IMG_0479_2" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0479_2.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Bull riding (certo... col casco in testa so&#039; boni tutti...)</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Per cena una slice of pizza e poi in hotel a dormire.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Volevamo andare da Billy Bob&#8217;s ma c&#8217;era una fila notevole, era tardi e allora abbiamo ripiegato in una pizzeria. Le slice di pizza non erano male.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>17 luglio 2011 &#8211; Fort Worth &#8211; Dallas &#8211; Fort Worth</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: La prima tappa di oggi è il Sixth Floor Museum dedicato a JFK e in particolare al suo assassinio. Sorge nell&#8217;ex deposito di libri da cui avrebbe sparato Lee Oswald. Come accade in questi casi fa davvero impressione trovarsi di persona in un luogo che si è visto così tante volte in televisione, al cinema e di cui si è letto nei libri.</p>
<div id="attachment_930" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_04871.jpg"><img class="size-full wp-image-930" title="IMG_0487" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_04871.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Dallas, in prossimità della curva tra la Houston Street e la Elm Street</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Appena arrivati veniamo &#8220;catturati&#8221; da una guida improvvisata che ci illustra tutta la teoria del complotto e poi chiede una lauta mancia. Poi visitiamo il museo vero e proprio, molto ben organizzato.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Ad un certo punto, nel museo, stavo guardando i filmati dell&#8217;omicidio, filmati d&#8217;epoca visti tantissime volte, all&#8217;improvviso mi sono voltata verso le finestre e mi sono resa conto, quasi con uno shock, di trovarmi proprio lì, davanti al posto che stavo vedendo in tv. È una cosa che mi ha scombussolato per un attimo perché non mi era mai successo.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Quindi usciamo per vedere il JFK memorial.</p>
<div id="attachment_931" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0494.jpg"><img class="size-full wp-image-931" title="IMG_0494" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0494.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il JFK Memorial</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: Non mi è piaciuto affatto. Dà un senso di soffocamento tombale, che è l&#8217;opposto di quello che il monumento vorrebbe dire.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Ci spostiamo verso l&#8217;Art District, ma prima di visitarlo andiamo a messa alla Cattedrale della Vergine di Guadalupe, che è in zona. Quindi visita della Nasher Gallery con il giardino esterno ricco di statue di artisti moderni e contemporanei (all&#8217;interno ci sono anche diverse opere di Giacometti e Medardo Rosso. Nel seminterrato alcune divertenti installazioni di Martin Creed: una stanza piena di palloncini in cui perdersi, una scala che suona quando si calpestano i gradini).</p>
<div id="attachment_933" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0516.jpg"><img class="size-full wp-image-933" title="IMG_0516" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0516.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il giardino della Nasher Gallery</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: L&#8217;Art District, con i suoi musei e i suoi teatri, è davvero bello. Dallas la si associa a una città di petrolieri e cowboy ma come accade anche per altre località texane ci sono oasi che dimostrano una grande attenzione per l&#8217;arte e per la cultura. A pranzo decidiamo di provare un ristorante vegetariano, il Cosmic Café di Oak Lawn Avenue, un po&#8217; perché ci diverte fare un pranzo vegetariano nel paese delle bistecche, un po&#8217; perché considerato il regime alimentare iperproteico che si segue inevitabilmente quando si viaggia negli USA un pranzo a base di sole verdure non può farci che bene. Il ristorante è piccolo ma accogliente, e gli spinaci al tofu buonissimi. Rientro a Fort Worth. In hotel per un lungo riposino pomeridiano. La sera torniamo allo Stockyard District per andare al leggendario Billy Bob&#8217;s. Purtroppo stasera il locale è semideserto. Ieri c&#8217;era musica dal vivo (ma noi eravamo al rodeo. O l&#8217;uno o l&#8217;altro). Ci facciamo comunque un giro, compriamo un cd di musica locale poi usciamo per andare a cena lì vicino.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>18 luglio 2011 &#8211; Da Fort Worth ad Amarillo</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: La prima parte della giornata è occupata dalla lunga traversata verso nord. Sono circa sei le ore di guida che ci separano dalla prossima tappa mentre il paesaggio, abbandonati i trafficati svincoli autostradali intorno a Dallas, lascia spazio a sterminati campi di grano trebbiato e grandi pascoli.</p>
<div id="attachment_934" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0547.jpg"><img class="size-full wp-image-934" title="IMG_0547" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0547.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Che ne sai tu di un campo di grano?</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Verso l&#8217;ora di pranzo siamo al Palo Duro Canyon State Park al cui interno ci fermiamo anche per mangiare qualcosa. Il parco è bello ma sinceramente se non fosse di strada per Amarillo, dove dormiremo stanotte, direi che non ne varrebbe la pena.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Invece i panorami contadini dell&#8217;alto Texas a me sono piaciuti tanto. Gli appezzamenti di terra sono immensi. Mi piacerebbe vedere le mietitrebbiatrici in azione qui. Deve essere uno spettacolo impressionante.</p>
<div id="attachment_936" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0555.jpg"><img class="size-full wp-image-936" title="IMG_0555" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0555.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il secondo canyon degli Stati Uniti (pressoché sconosciuto)</p></div>
<p style="text-align:justify;"> F: Dopo aver visitato il canyon raggiungiamo il Quality Inn di Amarillo e, tempo una mezz&#8217;ora di riposo, eccoci di nuovo in strada. La prima cosa che visitiamo è il pittoresco (qui l&#8217;aggettivo è lecito) Big Texan, il locale più folkloristico della città e probabilmente dell&#8217;intero stato. Facciate western, statue gigantesche di stivali e vitelli e, dentro, un saloon con tanto di tiro a segno.</p>
<div id="attachment_938" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0574.jpg"><img class="size-full wp-image-938" title="IMG_0574" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0574.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il Big Texan di Amarillo</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: E vedessi come sparano! Del resto una delle frasi che vediamo spesso in giro è &#8220;We don&#8217;t call 911&#8243; e sotto si vede una pistola. Chi vuo&#8217; capì&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F: Come a Fort Worth anche qui ho l&#8217;idea che la scenografia turistica nasconda qualcosa di autentico, come i tre anziani cowboy che chiacchieravano in una sala appartata mentre io e Serena bevevamo qualcosa al bancone. Ci spostiamo verso la 6th avenue per fare due passi lungo uno dei tratti storici della Route 66.</p>
<div id="attachment_939" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0595.jpg"><img class="size-full wp-image-939" title="IMG_0595" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0595.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">You are entering Route 66</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Qui ceniamo al Golden Light Café, un locale che ha aperto nel 1946 e che da allora continua a servire chi viaggia lungo la strada madre. Nonostante il prestigio che gli deriva dalla storia questo locale ha mantenuto un&#8217;aria quanto mai dimessa e familiare. Rientriamo al motel.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>19 luglio 2011 &#8211; Da Amarillo alle Carlsbad Caverns</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Un&#8217;altra lunga mattinata di guida. Da Amarillo ci spostiamo vero Whites City in New Mexico che useremo come base per visitare le Carlsbad Caverns e le Guadalupe Mountains. La primissima tappa, però, è al Cadillac Ranch, il famoso appezzamento di terreno dove un miliardario del luogo ha conficcato dieci Cadillac. Una via di mezzo tra un&#8217;installazione di arte contemporanea e una pacchianeria senza senso, il posto ha una sua bellezza, anche se sono convinto che qualunque cosa esibita in un paesaggio tanto desolato e surreale esprimerebbe un certo fascino.</p>
<div id="attachment_941" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0610.jpg"><img class="size-full wp-image-941" title="IMG_0610" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0610.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Cadillac Ranch</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: Intanto il campo un cui sono infilate è immenso e, finito quello, ci sono altri campi immensi intorno. E la statale.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Arriviamo a Whites City all&#8217;ora di pranzo e prendiamo possesso della nostra stanza al Rodeway Inn. Siamo a due passi dall&#8217;ingresso del Carlsbad Caverns National Park anche se il visitor center si trova sette miglia più in là. Lo raggiungiamo in auto e prenotiamo un tour guidato delle grotte. Facciamo in tempo a sgranocchiare qualcosa alla tavola calda del visitor center e poi, dopo aver indossato per la prima e probabilmente unica volta i giubbetti in questo viaggio, prendiamo il veloce ascensore che ci porta nelle fredde profondità delle Caverns. Non sono un grande appassionato di grotte ma devo dire che queste qui, non fosse altro che per l&#8217;estensione del percorso e le dimensioni di alcune formazioni, sono davvero impressionanti. Il tour guidato dura circa un&#8217;ora e mezza. Ma finito questo ci tratteniamo per un&#8217;altra ora e seguiamo un altro sentiero che si può percorrere senza guida.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Purtroppo non siamo riusciti a fare né riprese, né foto degne della bellezza delle caverne che secondo me sono le più belle che ho visto soprattutto per la vastità.</p>
<div id="attachment_943" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0647.jpg"><img class="size-full wp-image-943" title="IMG_0647" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0647.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Le Carlsbad Caverns (purtroppo le foto non rendono)</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Riemergiamo alla luce che sono le cinque del pomeriggio. Decidiamo di approfittare della piscina del motel, con tanto di toboga.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Che io per la prima &#8211; e penso ultima &#8211;  volta ho fatto.</p>
<p style="text-align:justify;">F: La sera andiamo a cena nell&#8217;unico ristorante del luogo. Whites City è veramente piccola e tra l&#8217;altro non hanno ancora ottenuto la licenza municipale per vendere alcolici quindi dobbiamo mangiare i nostri tacos e pollo bevendo schifosissime bevande gassate e zuccherate.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Che fanno malissimo, altro che l&#8217;alcol! Quello almeno bevuto nel modo giusto fa addirittura bene, ma quelle fanno solo male.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>20 luglio 2011 &#8211; Carlsbad Caverns &#8211; Guadalupe Mountains &#8211; Van Horn</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: La giornata inizia subito con un contrattempo. Lasciamo Whites City con il serbatoio quasi vuoto perché l&#8217;unico distributore non funziona. Siamo però convinti di riuscire a fare benzina al Guadalupe Mountains (e sì che quando avevo letto la guida avevo visto che non c&#8217;erano distributori in quell&#8217;area&#8230;). Arriviamo al parco e&#8230; niente distributori. Appunto. Così con un filo di benzina siamo costretti a tornare indietro a Whites City pregando di non rimanere a secco a metà strada. Alla fine riusciamo a risolvere grazie al commesso dell&#8217;unico shop di Whites City che è il factotum della cittadina e chiama al telefono il benzinaio, un novantenne che ormai va al lavoro quando ha voglia, per farsi spiegare come attivare il distributore. Dopo la pittoresca parentesi siamo finalmente pronti per visitare il Guadalupe Mountains National Park.</p>
<div id="attachment_944" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0668.jpg"><img class="size-full wp-image-944" title="IMG_0668" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0668.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Guadalupe Mountains National Park, lungo il Nature Trail</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Il primo sentiero che affrontiamo è il Nature Trail che parte dal McKittrick Canyon poi ci cimentiamo con il più impegnativo Smith Spring Trail dal Frijoles Ranch. Le escursioni sono belle e la cornice montuosa sullo sfondo è meravigliosa ma fa veramente caldo. Meno male che siamo ben equipaggiati con acqua e cappelli per proteggerci dal sole. Il pranzo è uno spuntino alla Smith Spring, che a luglio è quasi in secca ma almeno c&#8217;è un po&#8217; d&#8217;ombra. Lasciamo il parco nel primo pomeriggio diretti verso Van Horn dove dormiremo stanotte.</p>
<div id="attachment_946" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0718.jpg"><img class="size-full wp-image-946" title="IMG_0718" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0718.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">El Capitan, uno dei profili più fotografati del Guadalupe</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Purtroppo il Ramada che abbiamo prenotato è piuttosto squallido (in genere questa catena è una garanzia). Facciamo un po&#8217; di spesa nel supermarket accanto al motel poi pomeriggio di completo relax e cena in camera.</p>
<div id="attachment_947" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0721.jpg"><img class="size-full wp-image-947" title="IMG_0721" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0721.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Due item fondamentali di ogni viaggio in america: la caffettiera e il cestello del ghiaccio</p></div>
<p style="text-align:justify;"><strong>21 luglio 2011 &#8211; Da Van Horn al Big Bend</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Lasciatoci finalmente alle spalle lo squallido Ramada di Van Horn puntiamo a sud per raggiungere il Big Bend National Park. Attraversiamo Marfa dove vediamo le prime pattuglie della polizia di frontiera, poi raggiungiamo Presidio dove facciamo rifornimento di carburante e di cibo e bevande per i tre giorni che trascorreremo al Big Bend.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Temo che il nostro alloggio nel parco sia molto, molto, molto rustico. Federico mi rassicura dicendomi che per il prezzo che l&#8217;abbiamo pagato tanto squallido non può essere, ma io, memore del <a href="http://penumpangpenumpang.wordpress.com/2007/07/12/malesia-estate-2007/">Kinabatangan Lodge</a>, finché non vedo non credo.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Siamo pronti per percorrere la strada panoramica che collega Presidio a Lajitas costeggiando il confine con il Messico. Il paesaggio è incredibile: desertico e al tempo stesso ricco di arbusti per via dei rivoli che scorrono in molti punti (anche se in questa stagione i minori sono in secca). Pietre gigantesche, piccoli canyon, cactus e rocce striate si alternano nel panorama.</p>
<div id="attachment_948" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0733.jpg"><img class="size-full wp-image-948" title="IMG_0733" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0733.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">A un passo dal confine con il Messico</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: E io temo di vedere spuntare un narcotrafficante armato da dietro ogni cespuglio!</p>
<p style="text-align:justify;">F: Arriviamo a Lajitas che non è una vera e propria cittadina ma più che altro un mini-villaggio turistico costruito nel nulla.</p>
<div id="attachment_949" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0746.jpg"><img class="size-full wp-image-949" title="IMG_0746" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0746.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Lajitas, una ghost town deluxe</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Qui mangiamo qualcosa per pranzo, unici clienti dell&#8217;unico ristorante peraltro pienamente in attività. Attraversiamo la ghost town di Terlingua e finalmente entriamo nel Big Bend National Park. Dobbiamo spingerci fino al centro per raggiungere la nostra stanza al Chisos Mountain Lodge. Sebbene questo sia forse il ventesimo parco nazionale americano che visitiamo è la prima volta che riusciamo a trovare posto in uno dei lodge interni. La stanza è meno spartana di quanto ci aspettassimo, ha anche una verandina indipendente e soprattutto siamo circondati dalle bellissime Chisos Mountains.</p>
<div id="attachment_951" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0938.jpg"><img class="size-full wp-image-951" title="IMG_0938" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0938.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il basin di Chisos Mountains nel cuore del Big Bend National Park</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: Spartano ma di buon livello. Fiuuuut!</p>
<p style="text-align:justify;">F: Peccato che piova&#8230; La ranger al visitor center ci dice che era da settembre che non pioveva.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Ecco. Questo mi ricorda il <a href="http://penumpangpenumpang.wordpress.com/2001/04/20/sharm-el-sheik/">Sinai</a>. Ma da adesso mi faccio pagare. &#8220;Avete problemi di siccità? Chiamate Serena al 55-62-magadellapioggia&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Ne approfittiamo per organizzare le prossime escursioni. Prenotiamo una gita in barca sul Rio Grande per domani mattina e controlliamo quali sentieri potremo fare. Con la macchina andiamo a visitare la regione orientale del parco: le hot springs, che purtroppo si rivelano solo una polla di fango (neanche calda) e poi il Boquilla Canyon. Rientriamo al lodge verso le otto di sera. Cena con zuppe di noodles fatte scaldando l&#8217;acqua con il bollitore per il caffè</p>
<p style="text-align:justify;">S: La necessità aguzza l&#8217;ingengno&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F: E poi birra in veranda dove, a mano a mano che scende la notte, vengono a farci compagnia una puzzola e due piccole volpi&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S: &#8230;terrorizzate dalla puzzola.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>22 luglio 2011 &#8211; Big Bend</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Ci svegliamo presto perché alle 8 del mattino dobbiamo essere a Study Butte. Oggi infatti abbiamo prenotato una gita in barca sul Rio Grande con il Big Bend River Tours. In pratica siamo solo io e Serena su un canotto insieme a una guida seguiti da un altro canotto con un ragazza che sta facendo pratica per diventare guida anche lei, accompagnata dal suo ragazzo e da un altro istruttore. Sono tutti tipi molto ruspanti, con bandane e tatuaggi. Sono simpatici e l&#8217;atmosfera è molto familiare. La gita poi è davvero piacevole. Il Rio Grande è silenzioso, c&#8217;è un bel sole. La riva messicana del fiume è piena di mucche e cavalli che pascolano.</p>
<div id="attachment_952" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0796.jpg"><img class="size-full wp-image-952" title="IMG_0796" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0796.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Serena pronta per ogni evenienza</p></div>
<div id="attachment_953" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0807.jpg"><img class="size-full wp-image-953" title="IMG_0807" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0807.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Cavalli sulla riva messicana del Rio Grande</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: La nostra guida ci dice che i messicani che vivono lì, oltre a fare la fame da quando gli americani hanno chiuso la frontiera, hanno l&#8217;abitudine di lasciar pascolare liberamente le vacche. Queste, che ignorano la geopolitica, attraversano senza problemi il confine e vanno a pascolare nel parco facendo arrabbiare gli americani. Eh eh eh. Però mi sembra di aver capito che oltre ad arrabbiarsi non facciano molto altro. Non solo, fino a 10 anni fa le due comunità erano proprio integrate e i messicani non se la passavano male, poi è arrivato l&#8217;11 settembre e da allora tutto è cambiato. Anche Lajitas era un villaggio dove americani e messicani si incontravano e commerciavano. Poi è diventato un resort di lusso ed è vuoto. Morto. Le vacche sono magre, realmente e metaforicamente.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Vediamo anche un vaquero sulla parete di una montagna e molti aironi che volano da una sponda all&#8217;altra. Ci fermiamo a fare una colazione, compresa nel tour, in una caletta. Formaggio, frutta, crackers e burro d&#8217;arachidi. Arriviamo alla fine dell&#8217;itinerario che è passato da poco mezzogiorno. Riprendiamo la nostra auto e puntiamo dritti al Santa Elena Canyon Overlook, probabilmente il punto di osservazione più spettacolare di tutto il Big Bend.</p>
<div id="attachment_955" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0839.jpg"><img class="size-full wp-image-955" title="IMG_0839" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0839.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Santa Elena Canyon</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Ci sarebbe anche da fare un sentiero escursionistico ma il sole picchia forte e abbiamo finito le nostre scorte d&#8217;acqua, dunque è improponibile. Ci limitiamo a scattare qualche foto poi riprendiamo la strada per il Mountain Lodge fermandoci di tanto in tanto per fotografare i panorami che ci si aprono di fronte. Il resto del pomeriggio è dedicato al bucato, ormai necessario dopo dieci giorni di viaggio. Poi passeggiata nei dintorni del lodge e cena al ristorante annesso, forse il primo pasto sostanzioso che ci concediamo da quando siamo partiti. Tra l&#8217;altro assaggiamo anche un paio di vini prodotti in Texas, niente male.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>23 luglio 2011 &#8211; Big Bend</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Seconda giornata interamente dedicata al Big Bend. Il fatto di alloggiare direttamente nel parco ci permette di partire per le escursioni molto presto. E così facciamo. Alle sette e mezza del mattino siamo già lungo il Lost Mine Trail con scorta d&#8217;acqua, barrette energetiche, cappelli e creme solari e soprattutto pietre in tasca da lanciare contro eventuali bestie feroci di passaggio. Inutile dire che non ne incontreremo neanche una.</p>
<div id="attachment_956" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0867.jpg"><img class="size-full wp-image-956" title="IMG_0867" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0867.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Uno degli spettacolari panorami che si vedono dal Lost Mine Trail</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Uno dei visitatori che incrociamo sul sentiero, però, ci dirà di aver avvistato un orsacchiotto bruno. Ci fa vedere anche le foto sulla sua macchina fotografica. La cosa buffa è che il tipo era la terza volta che si faceva questo Trail per fotografare i leoni di montagna e invece non è riuscito a vedere che orsi. Animali a parte, il sentiero merita. È piuttosto impegnativo, tre ore di cammino, ma ha delle vedute davvero spettacolari sulla vallata circostante. Tra l&#8217;altro stamattina fa meno caldo di ieri e le ore di cammino si affrontano più piacevolmente. Pranzo pic-nic nell&#8217;area di fronte al lodge poi sonnellino pomeridiano e letture in relax. Riprendiamo le attività verso le sei del pomeriggio percorrendo il Basin Loop Trail, un breve sentiero di circa un&#8217;ora che parte dal lodge. Nulla di particolare. Cena sulla veranda della nostra stanza scaldando al microonde alcune cose che abbiamo comprato oggi allo store.</p>
<div id="attachment_958" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0933.jpg"><img class="size-full wp-image-958" title="IMG_0933" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0933.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">La Window View che si gode dal Basin Loop Trail</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: La sera, verso le 21, siamo all&#8217;anfiteatro accanto al campeggio per una visione delle stelle guidati da un ranger. Peccato che il cielo nuvoloso ce lo impedisca. Il ranger rimedia con una interessante &#8220;lezione&#8221;, con tanto di slide proiettate, sull&#8217;importanza dell&#8217;oscurità nei parchi naturali.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>24 luglio 2011 &#8211; Dal Big Bend a Fort Davis</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Lasciamo il Big Bend, che ci è piaciuto veramente molto, per raggiungere Fort Davis. Prima però tappa ad Alpine per la messa (avevamo controllato gli orari su internet e ce n&#8217;era una alle 10 alla chiesa cattolica di Our Lady Of Peace che si incastrava perfettamente nel nostro itinerario). Arriviamo a Fort Davis, all&#8217;hotel Limpia, un bellissimo bouquet hotel d&#8217;epoca (a prezzi tra l&#8217;altro economici). In attesa che la stanza sia pronta andiamo a mangiare un hamburger al drugstore accanto. Dopo pranzo, disfatte le valigie, siamo in marcia verso il McDonald Observatory. Visita guidata, interessante (forse un po&#8217; lunga), ai due telescopi.</p>
<div id="attachment_960" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0957.jpg"><img class="size-full wp-image-960" title="IMG_0957" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0957.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Uno degli osservatori del McDonald Observatory a Fort Davis (sembra C1P8)</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: Lezione numero 1: gli astronomi NON guardano nei telescopi, ma direttamente gli schermi dei computer dove i telescopi trasmettono i dati. Bleah. È finito tutto il romanticismo!</p>
<div id="attachment_961" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0958.jpg"><img class="size-full wp-image-961" title="IMG_0958" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0958.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Così, al massimo, vedono un neon molto molto grande</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Rientriamo in hotel nel tardo pomeriggio. Passeggiata serale tra i buffi negozietti di Fort Davis. In uno store fornitissimo troviamo buone cose da cucinare al microonde in stanza e ceniamo così. Dopo cena ci mettiamo sul patio, sulle sedie a dondolo, a bere birra e a chiacchierare.</p>
<div id="attachment_962" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0947.jpg"><img class="size-full wp-image-962" title="IMG_0947" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0947.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Serena già pregusta la serata di relax in veranda</p></div>
<p style="text-align:justify;"><strong>25 luglio 2011 &#8211; Da Fort Davis a Austin</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Partenza alle 8 del mattino dall&#8217;hotel Limpia di Fort Davis. Abbiamo di fronte ben 7 ore di guida per raggiungere Austin ovvero l&#8217;ultima tappa del nostro viaggio in Texas. Spezziamo il lungo tragitto con alcune soste intermedie. In particolare ci fermiamo a Fredericksburg per pranzo. Verso le tre e mezza arriviamo finalmente a Austin, più precisamente al centralissimo motel La Quinta, dove alloggeremo per le prossime due notti, proprio di fronte allo State Capitol. Evidentemente non abbastanza stanchi usciamo subito diretti all&#8217;Harry Ransom Center. Grazie anche all&#8217;insistenza di Serena decido di approfittare del fatto che sono a Austin per vedere se è possibile visionare qualcuno dei manoscritti beckettiani conservati nella collezione della biblioteca del campus universitario.</p>
<div id="attachment_964" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0992.jpg"><img class="size-full wp-image-964" title="IMG_0992" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_0992.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Harry Ransom Center di Austin. Federico e Beckett</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Raggiungiamo il center a piedi sotto un sole cocente, ma la sfacchinata è ripagata dal buon esito della missione: oggi no, ma domani potrò accedere a un paio di manoscritti.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Non vedo l&#8217;ora! (sob)</p>
<p style="text-align:justify;">F: Già che siamo in giro visitiamo lo State Capitol. La cosa particolare è che si può entrare liberamente e, superati i controlli di sicurezza, si può girare senza problemi per le varie sale.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Tanto se c&#8217;è qualche problema loro lo risolvono subito, mica perdono tempo a chiamare il 911!</p>
<div id="attachment_965" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_1004.jpg"><img class="size-full wp-image-965" title="IMG_1004" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_1004.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">All&#039;interno dello State Capitol di Austin</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Sono le sei del pomeriggio quando rientriamo al motel, ma dopo un breve riposino eccoci di nuovo in strada per una passeggiata downtown. Visitiamo prima il fornitissimo negozio di dischi Waterloo Records, poi la libreria Books People, proprio di fronte e quindi vorremmo tuffarci nella rutilante vita notturna di Austin. Pare infatti che la capitale del Texas sia anche la capitale della musica dal vivo, che si suona in ogni angolo di strada e in ogni locale, perfino negozi. Però, sarà perché oggi è lunedì ovvero il giorno più morto della settimana, ma lungo la 6th Street, che dovrebbe essere il cuore pulsante della movida di Austin, troviamo un solo locale dove suonano live. Tra l&#8217;altro si tratta chiaramente di una band di studenti dilettanti e comunque il chiacchiericcio degli avventori del locale e così alto che la musica si sente a malapena. Vabbe&#8217;, riproveremo domani.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>26 luglio 2011 &#8211; Austin</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: La giornata comincia con l&#8217;appuntamento con i manoscritti beckettiani all&#8217;Harry Ransom Center. Passo circa un&#8217;ora e mezza in compagnia del manoscritto inglese di Endgame e di quello di Waiting for Godot prendendo molti appunti. All&#8217;uscita mi ritrovo con Serena che nel frattempo è andata a fare un giro del campus.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Che, pur essendo fine luglio è ancora pieno di vita (e di scoiattoli).</p>
<p style="text-align:justify;">F: Ci fermiamo da Starbucks per bere qualcosa di fresco poi rientriamo al motel. Dopo una breve pausa usciamo per andare a pranzo. Da un paio di giorni avevamo puntato un ristorante che fa cucina tipica della Lousiana ed è lì che andiamo, pasteggiando a base di gumbo e jambalaya. Tutto molto buono. Anche se per digerirlo sarà poi necessario un lungo riposo pomeridiano. Usciamo per una lunga passeggiata serale. Prima tappa la cattedrale (che però non è visitabile) poi raggiungiamo il lungolago giusto in tempo per assistere al quotidiano volo di pipistrelli dal ponte di Congress Avenue.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Meno male che i pipistrelli sono piccoli e volano subito nella direzione opposta alla nostra&#8230;</p>
<div id="attachment_967" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_1039.jpg"><img class="size-full wp-image-967" title="IMG_1039" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_1039.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il pennacchio nero sopra le fronde degli alberi a sinistra è la parte più avanzata di uno stormo di circa un milione e mezzo di pipistrelli...</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Calato il sole di incamminiamo, come ieri sera, lungo la 6th Street. Stavolta sul lato giusto a giudicare dal numero di locali in attività e da una percentuale di musica dal vivo maggiore rispetto a quella di ieri sera. Beviamo qualcosa in un pub dove c&#8217;è un chitarrista molto bravo e impetuoso. Rientriamo al motel.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>27 luglio 2011 &#8211; Da Austin a San Antonio</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Oggi dobbiamo lasciare Austin per iniziare il lento rientro verso casa. Dal momento che non abbiamo particolare fretta decidiamo di tornare alla cattedrale, che finalmente riusciamo a visitare.</p>
<div id="attachment_968" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_1048.jpg"><img class="size-full wp-image-968" title="IMG_1048" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/07/img_1048.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">La cattedrale di Saint Mary che si riflette sulla facciata a vetri dell&#039;edificio di fronte</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Con calma lasciamo il La Quinta motel e ci dirigiamo verso Luling. Questa tappa avremmo voluto farla all&#8217;inizio del viaggio sulla strada per Houston ma poi avevamo visto che conveniva farla ora. Perché fermarsi in questa piccola e tutto sommato insignificante cittadina texana? Semplice, perché qui &#8211; a giudizio di molti esperti &#8211; si cucina il miglior barbecue del Texas. Il locale in questione è il City Market, celebre per la bontà della sua carne e per la rozzezza del servizio. In pratica il servizio non c&#8217;è: ci si mette in fila davanti all&#8217;affumicatoio, si ordina velocemente (i tipi al bancone non hanno molta pazienza) e si riceve quello che si è ordinato su un cartoccio. Non esistono piatti né posate né tovaglioli. Si mangia con le mani e ci si pulisce con la carta in cui è avvolta la carne. Una volta ricevuto il proprio pacchetto di ciccia ci si dirige a uno dei tavoli di legno e si consuma il pasto. La carne era strepitosa. Abbiamo preso un beef brisket (la punta di petto, immaginate una porchetta, ma di manzo anziché di suino) e una salsiccia.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Questa l&#8217;ho voluta io&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F: Su ogni tavolo c&#8217;è una boccetta con un&#8217;ottima salsina fatta in casa. Probabilmente si può anche bere qualcosa anche se noi non abbiamo capito come. Finito di mangiare abbiamo cercato di dissetarci in un bar poco distante. Purtroppo non vendevano birra. Abbiamo ripiegato su due frullati la cui preparazione ha impegnato a lungo la mamma, la zia e le due bambine che lavoravano nel bar.</p>
<p style="text-align:justify;">S: E il frullato è schizzato abbondantemente fuori dal bicchiere.</p>
<p style="text-align:justify;">F. Insomma: Luling è un posto veramente rustico. Non resta che riconsegnare l&#8217;auto. Ci facciamo l&#8217;ultima ora di guida fino a San Antonio, lasciamo l&#8217;auto alla Hertz e con lo shuttle bus raggiungiamo il Pear Tree Inn dell&#8217;aeroporto dove passeremo la notte in attesa del volo di domani mattina. Approfittiamo della piscina, poi del buffet. Questo hotel, infatti, dalle cinque e mezza alle sette mette a disposizione gratis birra, vino, bibite, patatine con salsa e hot dog. Noi in realtà ci limitiamo a bere qualcosa e a sgranocchiare due pop corn ma vediamo altri ospiti dell&#8217;hotel girare con piatti dove hanno accatastato hot dog e salsa chili. Ceniamo al Pappadeaux Seafood, che io credevo fosse un fast food un po&#8217; squallido e invece si rivela essere un frequentatissimo e ottimo ristorante di specialità di pesce. La folla è tale che dobbiamo tornare una seconda volta (è a dieci minuti a piedi dal motel) prima di trovare posto.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>28 luglio 2011 &#8211; Da San Antonio a New York&#8230;</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Risveglio all&#8217;alba per prendere il volo Delta delle 7:15 da San Antonio a JFK. Tutto bene. Poi un po&#8217; di ore di attesa in aeroporto e riusciamo a imbarcarci anche sul volo da JFK a Roma.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>29 luglio 2011 &#8211; &#8230;a Roma</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Notte in aereo. Arrivo a Roma.</p>
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		<title>Londra (2011)</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 22:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Penumpang Penumpang</dc:creator>
				<category><![CDATA[Città]]></category>
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		<category><![CDATA[Viaggi nel fine settimana]]></category>
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		<description><![CDATA[25 &#8211; 27 febbraio 2011 Un nuovo fine settimana a Londra. Un po&#8217; di pioggia il sabato (ma tanto abbiamo sempre visitato luoghi chiusi) e una domenica di sole (perfetta per visitare la bellissima zona di Greenwich) &#160; 25 febbraio 2011 F: Decidiamo di passare un fine settimana a Londra e scegliamo questo. Non sappiamo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=penumpangpenumpang.wordpress.com&amp;blog=6927121&amp;post=877&amp;subd=penumpangpenumpang&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em><strong>25 &#8211; 27 febbraio 2011</strong> Un nuovo fine settimana a Londra. Un po&#8217; di pioggia il sabato (ma tanto abbiamo sempre visitato luoghi chiusi) e una domenica di sole (perfetta per visitare la bellissima zona di Greenwich)</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p><em></p>
<div id="attachment_889" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0001.jpg"><img class="size-full wp-image-889" title="IMG_0001" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0001.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Marble Arch e una cabina telefonica rossa. Chissà dove siamo...</p></div>
<p></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-877"></span><strong>25 febbraio 2011</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Decidiamo di passare un fine settimana a Londra e scegliamo questo. Non sappiamo però che questo è il week end di half term, vacanza di massa per gli inglesi, e i voli sono tutti pieni.</p>
<p style="text-align:justify;">S: cioè le scuole inglesi hanno, oltre alle vacanze di Natale, anche le vacanze dopo la fine di ogni quadrimestre! E anche qualche giorno in mezzo al quadrimestre, NON È GIUSTO!!!!! Se però consideriamo che in base al loro calendario (<a href="http://www.cityoflondon.gov.uk/Corporation/LGNL_Services/Education_and_learning/Schools_and_colleges/School-term_and_holiday_dates.htm">qui</a> l&#8217;esempio di Londra) la scuola finisce il 20° luglio per ricominciare il 6 settembre&#8230; ritorno ad apprezzare il nostro sistema scolastico. A parte scherzi: come li tieni in classe alunni e insegnanti nel caldo che già comincia a fine maggio e prima di settembre non ti molla? Dici, l&#8217;aria condizionata. Ah, ce li vedo i municipi a pagare l&#8217;aria condizionata per tutte le aule di tutte le scuole del quartiere&#8230; aspetta e spera.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Dopo aver valutato le varie ipotesi decidiamo di prendere due biglietti British Airways. Last minute, nel senso che li compro proprio pochi minuti prima dell&#8217;imbarco&#8230; Il volo delle 15 è pieno, ma abbiamo più fortuna con quello delle 17. Alle 19 ora locale siamo a Londra. Metropolitana Piccadilly Line fino a Earl&#8217;s Court poi con un paio di cambi arriviamo al nostro hotel a Marble Arch, il Thistle, molto bello (abbiamo trovato una tariffa scontata, anche questa last minute, su internet). Passeggiatina serale. Si sono fatte le nove e mezza. Oxford Street è piena di giovani e ragazze sui trampoli. Ammiriamo le spettacolari vetrine di Selfridges e poi ci beviamo una birra in un pub. Spuntino-cena al KFC e poi torniamo in hotel.</p>
<p style="text-align:justify;">S: ho notato che le persone adesso sono veramente alla moda, la prima volta che sono stata a Londra (ero ragazzina) vestivano in modo orribile.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>26 febbraio 2011</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Giornata pienissima, come era facile immaginare. Dopo una robusta colazione in hotel, alle 9 siamo già sotto al Big Ben.</p>
<div id="attachment_890" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0010.jpg"><img class="size-full wp-image-890" title="IMG_0010" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0010.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il Big Ben c&#039;è ma non si vede</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: L&#8217;idea sarebbe quella di visitare subito Westminster ma ci viene la curiosità di vedere anche la House Of Parliament, complice anche la coda pressoché inesistente per entrare. Il cambio di programma si rivelerà quanto mai azzeccato. La visita è interessantissima, la guida &#8211; come accade spesso qui nel Regno Unito &#8211; è molto preparata ma condisce le spiegazioni con molte battute. Vediamo la sala della vestizione, la camera dei lord e quella dei common e una vasta quantità di ritratti.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_891" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0014.jpg"><img class="size-full wp-image-891" title="IMG_0014" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0014.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">L&#039;ampio atrio da cui inizia la visita della House of Parliament</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: la camera dei Lord è scicchissima, quella dei Common&#8230; molto comune. Bella la statua di Churchill. Curioso il fatto che il Re (o la Regina) NON POSSONO entrare nella House of Commons, da quando Carlo II si permise di irrompere lì alla ricerca di due &#8220;traditori&#8221; che fecero appena in tempo a mettersi in salvo tuffandosi nel Tamigi. E non solo, da allora quando il Sovrano, o la Sovrana vanno in Parlamento, due ostaggi devono stare a Buckingham Palace fino al Suo ritorno. Tanta era la paura, o il sospetto, che il Re non facesse ritorno. Adesso è solo &#8220;una simpatica tradizione&#8221;, ma fa impressione lo stesso, come quella di controllare le cantine prima dell&#8217;arrivo del Re (o della Regina&#8230;): non si sa mai, dopo la congiura delle polveri! Comunque la visita è strameritatissima!</p>
<p style="text-align:justify;">F: Dopo circa un&#8217;ora siamo di nuovo fuori pronti per Westminister. Ha iniziato a piovere ma non è un grosso problema visto che oggi visiteremo soprattutto luoghi coperti. La celebre abbazia è effettivamente molto bella e ricca, forse un po&#8217; caotica, ma fa comunque impressione vedere il poet&#8217;s corner con lapidi e luoghi di sepoltura di artisti famosissimi.</p>
<p style="text-align:justify;">S: a me non è piaciuta. Ne hanno fatto un sacrario per persone più o meno illustri, ormai è tutto fuorché una cattedrale. Invece dei santi, accanto all&#8217;altare c&#8217;è Isaac Newton e, udite udite, Charles Darwin. No, dico, accanto all&#8217;altare! Ma chi adorano, la dea Ragione? A San Pietro accanto all&#8217;altare abbiamo Sant&#8217;Andrea, San Longino, Sant&#8217;Elena e la Veronica, giusto per dire. No. Cassato senza rimedio.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Per il pranzo sperimentiamo Seafresh vicino Victoria Station, quello che attualmente è considerato il miglior fish&amp;chips di Londra. In effetti è molto buono. Veloce caffè da Starbucks ed eccoci pronti per la prossima tappa. La cattedrale di Saint Paul.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_892" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0017.jpg"><img class="size-full wp-image-892" title="IMG_0017" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0017.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">St. Paul&#039;s Cathedral</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: non mi è piaciuta. L&#8217;unico motivo per cui ci tenevo a vederla era che compare nel romanzo &#8220;la sfera e la croce&#8221; di Chesterton (che anzi raccomando). Stesso effetto raggelante della Westminister Abbey.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Qui dopo aver ammirato gli spettacolari mosaici della volta smaltiamo il pranzo raggiungendo a piedi la sommità della cupola: tra salire e scendere, oltre 1000 gradini. La vista dall&#8217;anello più alto merita la fatica.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_893" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0028.jpg"><img class="size-full wp-image-893" title="IMG_0028" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0028.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Londra vista dalla sommità della cupola di Saint Paul</p></div>
<div id="attachment_894" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0051.jpg"><img class="size-full wp-image-894" title="IMG_0051" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0051.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Su Londra calano le prime luci della sera...</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Poi visitiamo la cripta. Breve sosta in hotel.</p>
<p style="text-align:justify;">S: ne approfittiamo per visitare la chiesa anglicana che si trova davanti al nostro albergo. Questa è quanto di più simile ad un luogo di culto mi sia successo di vedere oggi. Entrando c&#8217;era l&#8217;acquasantiera formata da un&#8217;enorme conchiglia di quelle del Pacifico, poco più avanti c&#8217;erano: una statua del Sacro Cuore, una di San Giuseppe con in braccio il Bambino e poi candele e luce soffusa. Capisco perché all&#8217;epoca don *** (un sacerdote italiano in vacanza in Inghilterra) arrivò fino a metà Messa prima di capire che si trovava in una chiesa anglicana!</p>
<p style="text-align:justify;">F: &#8230;e poi di nuovo fuori per la messa serale nella Cattedrale cattolica di Westminster.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_895" class="wp-caption aligncenter" style="width: 223px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0058.jpg"><img class="size-full wp-image-895" title="IMG_0058" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0058.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">La Cattedrale cattolica di Westminster (da non confondere con l&#039;Abbazia anglicana di Westminster)</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: Aria di casa&#8230; C&#8217;è pure una copia del San Pietro di Arnolfo di Cambio che si trova in San Pietro.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Sono ormai le sette e mezza. Troppo presto per cenare, ma troppo stanchi noi per vedere altro. Decidiamo comunque di fare quattro passi per Oxford Street tra negozietti di souvenir. Ci fermiamo un po&#8217; in una libreria Waterstone&#8217;s poi per cena ci limitiamo a una zuppa di pollo in un fast food giapponese. In albergo, prima di rientrare in camera ci concediamo un drink nel bar interno. Poi a letto, cotti a puntino.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>27 febbraio 2011</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Anche oggi, dopo la ricca colazione in albergo, siamo in strada molto presto. Poco dopo le nove siamo a bordo del Dockland Rail, il trenino che costeggia i dock di Londra, la nuova city, e ci porta fino a Greenwich.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_896" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0059.jpg"><img class="size-full wp-image-896" title="IMG_0059" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0059.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Greenwich!</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Fortunatamente oggi c&#8217;è il sole e la cittadina è particolarmente bella, con i suoi prati verdi e gli edifici settecenteschi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_897" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0063.jpg"><img class="size-full wp-image-897" title="IMG_0063" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0063.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Greenwich</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Dopo aver raggiunto l&#8217;osservatorio, ancora chiuso, facciamo una bella passeggiata nei giardini circostanti pieni di scoiattoli e papere.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Evviva!!!!!</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_898" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0089.jpg"><img class="size-full wp-image-898" title="IMG_0089" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0089.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Scoiattoli...</p></div>
<div id="attachment_899" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0090.jpg"><img class="size-full wp-image-899" title="IMG_0090" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0090.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">...e papere</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Poco dopo le dieci siamo di nuovo all&#8217;osservatorio, che stavolta visitiamo comprese le inevitabili foto sulla linea del meridiano zero</p>
<p style="text-align:justify;">S: che non avevamo capito dove fosse&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_900" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0106.jpg"><img class="size-full wp-image-900" title="IMG_0106" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0106.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Facile. Il meridiano Zero è dove tutti si accalcano per farsi le foto...</p></div>
<div id="attachment_901" class="wp-caption aligncenter" style="width: 223px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0104.jpg"><img class="size-full wp-image-901" title="IMG_0104" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0104.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Serena perfettamente allineata al meridiano di Greenwich</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Da qui scendiamo la collina per visitare la Queen&#8217;s House.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_902" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0107.jpg"><img class="size-full wp-image-902" title="IMG_0107" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/02/img_0107.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">La Queen&#039;s House a Greenwich</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Ci soffermiamo in alcune sale con i dipinti delle colonie inglesi e i ritratti. Poi concludiamo la visita di Greenwich al Museo Marittimo che però vediamo molto di corsa perché dobbiamo raggiungere il Fifteen vicino Old Street. Già, visto che eravamo qui abbiamo deciso di pranzare al ristorante londinese del mitico Jamie Oliver. Abbiamo prenotato on line appena arrivati a Londra, due sere fa. L&#8217;unica possibilità era per le 14:15 di oggi, così eccoci qui, dopo essere passati in hotel per riprenderci la valigia. Abbiamo preso una selezione di antipasti misti di verdura e pesce, davvero molto buoni. Serena ha ordinato un risotto romanesco&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S: il problema è che Jamie fa cucina italiana! C&#8217;era pure la carbonara! Ma per quanto posso voler bene a Jamie Oliver, la carbonara a Londra cucinata da un inglese non ce la posso fare!</p>
<p style="text-align:justify;">F: &#8230;e io una Angus marinata con rucola e parmigiano. Due bicchieri di vino e per finire una fetta di crostata con arance e creme-fraiche. A questo punto abbiamo davvero solo il tempo di riprendere la piccadilly Line fino a Heathrow. Il nostro week-end londinese finisce qui.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Uffa.</p>
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		<title>Spagna del Nord</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 09:02:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Penumpang Penumpang</dc:creator>
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		<description><![CDATA[25 dicembre 2010 – 1 gennaio 2011 &#8211; Saremmo voluti andare in Normandia partendo da Parigi, ma causa maltempo in Francia abbiamo ripiegato verso Galizia e Asturie partendo da Madrid. Alla fin fine lo schema è stato lo stesso: atterraggio nella capitale e visita del nord dello stato&#8230; 25 dicembre 2010 &#8211; Da Roma a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=penumpangpenumpang.wordpress.com&amp;blog=6927121&amp;post=834&amp;subd=penumpangpenumpang&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em><strong>25 dicembre 2010 – 1 gennaio 2011</strong> &#8211; Saremmo voluti andare in Normandia partendo da Parigi, ma causa maltempo in Francia abbiamo ripiegato verso Galizia e Asturie partendo da Madrid. Alla fin fine lo schema è stato lo stesso: atterraggio nella capitale e visita del nord dello stato&#8230;</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<div id="attachment_867" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_22.jpg"><img class="size-full wp-image-867" title="spagna2010_22" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_22.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Le onde si infrangono sulla Costa da Morte</p></div>
<p><span id="more-834"></span><strong>25 dicembre 2010 &#8211; Da Roma a Madrid</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong>F: Per la prima volta da quando viaggiamo insieme decidiamo di partire proprio il giorno di Natale per il nostro consueto viaggio di Capodanno. Del resto il pomeriggio del 25 dicembre non c&#8217;è mai nulla di particolarmente interessante da fare mentre aeroporti e trasporti sono particolarmente tranquilli. Certo, dipende dalle destinazioni: infatti quest&#8217;anno avevamo deciso di visitare la Normandia ma visto il forte maltempo che ha colpito la Francia del Nord in questi giorni abbiamo deciso di ripiegare sulla Spagna. Si tratta in fondo dello stesso schema di viaggio: arrivare all&#8217;aeroporto della capitale, affittare un&#8217;auto e guidare verso Nord. Solo che anziché Parigi verso Normandia è diventato Madrid verso Asturie e Galizia. Insomma, alle quattro del pomeriggio sia a Fiumicino. L&#8217;aeroporto è semideserto. Nessuna fila ai controlli di sicurezza. Nessun problema per i posti. Volo Air Europa puntuale. Alle 20 siamo a Barajas. Da qui shuttle bus fino al Best Western dove dormiremo stanotte. Posto semplice, ma c&#8217;è tutto quello che serve: connessione internet gratuita per prenotare auto e hotel per domani e ristorante cinese nei paraggi per una zuppa calda, perché qui a Madrid stasera fa freddo quasi quanto nella Francia del Nord.</p>
<p style="text-align:justify;">S: e io ho un giacchettino da primo autunno anziché da pieno inverno comprato, chissà con che testa, con l&#8217;idea che mi avrebbe riparato da vento e pioggia. L&#8217;idea che dovesse anche riparare dal freddo non mi è venuta in mente. Mi congelerò.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>26 dicembre 2010 &#8211; Da Madrid a Leon</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong>F: Lasciamo il Best Western di Madrid Barajas alle 8.30 del mattino e raggiungiamo l&#8217;autonoleggio Avis dell&#8217;aeroporto dove prendiamo possesso della VW Polo che ci accompagnerà per tutto il viaggio. È una giornata freddissima ma serena. Dopo un tratto di autostrada proseguiamo verso nord in direzione di Leon, capoluogo della Castiglia e prima vera tappa del nostro viaggio. Ci vorranno quasi quattro ore per arrivare. Dopo aver lasciato i bagagli all&#8217;hotel Quindos iniziamo la visita della città a piedi percorrendo Calle Ancha a partire da Casa De Botines, costruita da Gaudi in stile neogotico, fino alla meravigliosa Cattedrale. In Italia (S: a Roma dirai) non siamo abituati a queste spettacolari costruzioni gotiche.</p>
<div id="attachment_865" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_20.jpg"><img class="size-full wp-image-865" title="spagna2010_20" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_20.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">L&#039;interno della cattedrale di Leon</p></div>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_864" class="wp-caption alignleft" style="width: 223px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_19.jpg"><img class="size-full wp-image-864" title="spagna2010_19" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_19.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">La cattedrale di Leon illuminata</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: La cattedrale di Leon non ha davvero nulla da invidiare alle più famose cattedrali francesi, con i suoi rosoni policromi e le vetrate che fanno giochi di luci e colori sugli archi interni, per non parlare delle bellissime decorazioni esterne. Facciamo anche in tempo a partecipare alla messa (S: compresa di omelia sfiancante di cui purtroppo capisco quasi tutto). Tagliando per Calle del Cid arriviamo alla Collegiata de San Isidro, altro edificio interessante anche se purtroppo il Pantheon De Los Reyes è già chiuso.</p>
<p style="text-align:justify;">S: e qui comincia a risuonare la parolina magica che ci accompagnerà per tutto il viaggio: cerrado.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Camminiamo costeggiando l&#8217;esterno delle mura cittadine e torniamo alla Cattedrale, superandola e arrivando a Plaza Mayor. Continua a fare un freddo superiore alle nostre previsioni, abbiamo portato giubbetti leggeri e avremmo bisogno di comprare qualcosa di più pesante, ma i negozi sono ancora chiusi. Decidiamo di tornare in albergo, anche perché quello che c&#8217;era da vedere l&#8217;abbiamo visto. Ci fermiamo a dare uno sguardo dall&#8217;esterno al lussuoso parador ricavato dal monastero di San Carlo, che si trova proprio dietro il nostro hotel. Cenare è stato meno facile del previsto. Infatti i ristoranti non aprono prima delle 21-21.30 e noi abbiamo già fame anche se sono solo le sette. L&#8217;alternativa sono i bar che però sono pieni di gente che fuma. Alla fine ripieghiamo su una cervezeria vicino alla cattedrale dove beviamo due birre con il consueto &#8220;contorno&#8221; di tapas. Poi vorremmo integrare con qualcos&#8217;altro ma dopo un bel po&#8217; di giri a vuoto nel freddo non troviamo niente di meglio che un Telepizza, una specie di versione spagnola del Pizza Hut&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S: buono buono&#8230; ci prendiamo una pizza al chorizo da dividere in due. Slurp.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>27 dicembre 2010 &#8211; Da Leon a Ferrol, passando per le Asturie</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong>F: Giornata faticosa, ma piena di cose. Partiamo la mattina con una colazione al bar vicino all&#8217;hotel. Dovrebbe essere cappuccino e cornetto, se non fosse che il cappuccino somiglia più a un Irish Coffee e i cornetti sono da mezzo chilo l&#8217;uno.</p>
<p style="text-align:justify;">S: vallo a sapere che qui per cappuccino si intende l&#8217;Irish Coffee e il cappuccino si chiama <em>caffè con leche grande</em>! Infatti ogni volta che chiediamo un cappuccino ci guardano strani&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F: Ci facciamo un&#8217;ora e mezza di strada tra montagne innevate. Non ce l&#8217;aspettavamo proprio.</p>
<div id="attachment_849" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_04.jpg"><img class="size-full wp-image-849" title="spagna2010_04" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_04.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">I Barrios De Luna, lungo la strada per Oviedo</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: Passeggiamo sulla neve!!!!! Bellissime montagne innevate, laghi color acciaio a riflettere il colore del cielo!!!! Ma&#8230; niente vento, tanto freddo. Il mio giacchino è decisamente out.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Raggiungiamo Oviedo e visitiamo il centro storico e le sue chiese. Compriamo anche una confezione di prodotti tipici.</p>
<p style="text-align:justify;">S: che sono: salame di struzzo al pepe, caciottina asturiana con miele (di girasole più o meno), liquorino tipo rosolio, cioccolata&#8230; non vedo l&#8217;ora di tornare a Roma per organizzare una bella cena spagnola.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Da qui fino a Candas, ormai sulla costa Nord. Pranziamo in una sidreria dove mangiamo un&#8217;ottima zuppa di pesce e una gigantesca &#8220;chopa&#8221; alla piastra, per fortuna da dividere in due (S: mamma quant&#8217;era buona!!!). Ovviamente beviamo sidro locale versato nei bicchieri con acrobatica perizia dai camerieri. Da qui raggiungiamo Cabo de Peñas e ci godiamo il panorama bellissimo.</p>
<div id="attachment_853" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_08.jpg"><img class="size-full wp-image-853" title="spagna2010_08" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_08.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Cabo de Peñas</p></div>
<div id="attachment_848" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_03.jpg"><img class="size-full wp-image-848" title="spagna2010_03" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_03.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Cudillero</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Ci dirigiamo verso ovest fermandoci prima a Cudillero, un paesino arroccato in un&#8217;ansa, e poi a Luarca. Peccato che ormai abbia iniziato a piovere e stia per fare buio: per il resto della costa è difficile che riusciremo a vedere qualcosa. Il tragitto da qui fino a Ferrol, dove abbiamo prenotato l&#8217;albergo per questa notte, è davvero faticoso: oltre due ore di guida nel buio, tornanti, vento e pioggia. Arriviamo all&#8217;hotel che non abbiamo neanche voglia di cenare. Ci accontentiamo di una birra in una caffetteria vicina.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>28 dicembre 2010 &#8211; da Ferrol a Santiago De Compostela</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Lasciamo Ferrol e ci dirigiamo subito verso Santiago De Compostela. Abbiamo appena prenotato 3 notti all&#8217;hotel Hesperia Peregrino che si trova a 10 minuti a piedi dal centro. Purtroppo piove ma questo non cambia i nostri piani, forti delle nostre giacche a vento impermeabili che se da un lato si sono rilevate un po&#8217; leggerine durante i giorni precedenti ora assolvono pienamente la loro funzione. Facciamo a piedi il giro lungo intorno alla città vecchia perché Serena vuole arrivare alla cattedrale dalla porta del cammino dopo aver percorso &#8220;simbolicamente&#8221; l&#8217;ultimo tratto di Rua San Pedro. E così facciamo.</p>
<div id="attachment_872" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna10_26.jpg"><img class="size-full wp-image-872" title="spagna10_26" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna10_26.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Seguendo la via tradizionale dei pellegrini</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Il centro di Santiago è molto bello, relativamente poco turistico per essere una meta di pellegrinaggi religiosi. Pochi i negozietti di souvenir in proporzione al resto. Arriviamo a Piazza Cervantes e dopo un paio di svolte eccoci di fronte alla maestosa facciata della cattedrale, particolarmente suggestiva sotto questo cielo grigio.</p>
<div id="attachment_871" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna10_25.jpg"><img class="size-full wp-image-871" title="spagna10_25" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna10_25.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">La meravigliosa facciata della cattedrale di Santiago de Compostela</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: La visitiamo all&#8217;interno, anche se essendoci una funzione non possiamo attardarci più di tanto. Giro dei vicoli intorno alla cattedrale poi cominciamo a organizzarci per il pranzo. Troviamo un bel ristorantino proprio a Rua San Pedro ma sono &#8220;appena&#8221; le 13.30 quindi è ancora chiuso&#8230; Prenotiamo per le 14 e intanto andiamo a farci un aperitivo al bar accanto: due bicchieri di vino rosso a testa e una megatortilla al formaggio. Praticamente saremmo già sazi, ma ormai il tavolo al ristorante è prenotato. Ci limitiamo a una zuppa gallega e a un pesce in umido (per Serena) e una buonissima costata di agnello (per me). Provati dal cibo decidiamo di rientrare in albergo per un necessario riposino. Mettiamo di nuovo il naso fuori alle sei, purtroppo ancora pioviccica ma ancora una volta procediamo imperterriti.</p>
<div id="attachment_870" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna10_24.jpg"><img class="size-full wp-image-870" title="spagna10_24" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna10_24.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">La statua di San Giacomo, sopra la porta santa</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Stavolta riusciamo a visitare bene la cattedrale riuscendo perfino a visitare la Capilla Mayor con i resti di san Giacomo, dopo una fila relativamente breve. Nuovo giretto nei dintorni della cattedrale e poi cena a base di tapas e birra.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Questo è stato un viaggio imprevisto ma pieno di belle sorprese. Innanzitutto la neve e poi Santiago de Compostela che volevo vedere da una vita. E quando ci capito? Nell&#8217;anno compostelano, con indulgenza annessa! E ancora non l&#8217;avevamo capito quando siamo entrati per la porta santa. Pensavamo si trattasse del modo solito di compiere il pellegrinaggio, invece c&#8217;era il bonus. E meno male che Federico ha insistito per metterci in fila, io avrei rimandato all&#8217;indomani, senza fretta. E invece abbiamo fatto bene a cogliere l&#8217;attimo perché nei giorni seguenti, avviandoci alla conclusione dell&#8217;anno compostelano la fila sarebbe rimasta sempre lunghissima. Insomma una volta dentro abbiamo compiuto tutti i dovuti riti legati alla visita all&#8217;Apostolo: segno della croce dopo aver toccato la croce incisa sugli stipiti (ora che ci penso ricorda il toccare la mezuza), abbraccio del busto-reliquiario del santo, discesa nella cripta per pregare davanti all&#8217;urna del suddetto. Toccare la colonna del portico della gloria non ci è stato possibile perché transennato per restauri. Ma dico, giusto durante l&#8217;anno compostelano mi fai il restauro!? Vabbé avranno avuto le loro giuste ragioni. Tanto ho deciso che ci torno. A piedi. Vero Fede?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>29 dicembre 2010 &#8211; Costa Da Morte</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Anche la giornata di oggi, nonostante il maltempo, è ricca di bei momenti. La dedichiamo interamente alla perlustrazione della Costa da Muerte.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Siamo accompagnati dalla bellissima musica di un duo gallego: le <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tzU270SkOak" target="_blank">sete saias</a>. E vedere quei paesaggi col loro commento musicale è bellissimo!!!! Epperò pare si siano subito <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=409807716262" target="_blank">sciolte</a> dopo il primo ed unico album.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Partiamo da Malpica, che è trascurabile, ma già dalla tappa successiva, Camarinas, il discorso cambia completamente. La vista dal promontorio di Cabo Vilan è bellissima, con il grande faro sulle rocce e le pale del parco eolico che girano all&#8217;orizzonte. Il fatto poi che il cielo sia grigio rende tutto ancora più suggestivo.</p>
<div id="attachment_850" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_05.jpg"><img class="size-full wp-image-850" title="spagna2010_05" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_05.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Muxia, il santuario della Vergine della Barca</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Da qui proseguiamo fino a Muxia per vedere il Santuario della Vergine della Barca che si affaccia direttamente sulla scogliera. Anche questo spettacolo merita. Raggiungiamo dunque Fisterra dove ci fermiamo per il pranzo. Fuori piove a dirotto. Noi dentro aspettiamo che spiova in compagnia di un ottimo polpo&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S: bleah!</p>
<p style="text-align:justify;">F: &#8230;e di una &#8220;parillada di pescado&#8221;. Dopo pranzo raggiungiamo Cabo Fisterra, estrema propaggine occidentale di Europa e vera conclusione del Cammino di Santiago.</p>
<div id="attachment_860" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_15.jpg"><img class="size-full wp-image-860" title="spagna2010_15" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_15.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Cammino di Santiago, km. 0</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: La vista sull&#8217;Oceano Atlantico qui è meravigliosa.</p>
<div id="attachment_863" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_18.jpg"><img class="size-full wp-image-863" title="spagna2010_18" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_18.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Federico si gode maestosamente la vista sull&#039;Oceano Atlantico</p></div>
<div id="attachment_858" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_13.jpg"><img class="size-full wp-image-858" title="spagna2010_13" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_13.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Serena verso il faro di Cabo de Finisterre</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Rientriamo in hotel in tempo prima che faccia buio. La sera ne approfittiamo per andare a messa nella Cattedrale.</p>
<p style="text-align:justify;">S: io avrei voluto raccogliere le conchiglie di san Giacomo sulla spiaggia, ma il tempo inclemente mi ha fatto desistere. Voglio dire: capo Fisterre è un promontorio scosceso, la spiaggia si trova al paesino dove abbiamo pranzato. Avremmo dovuto tornare indietro, cercare una spiaggia e livi cercare le conchiglie, oppure comprarle in un negozio proprio lì, ma alla fine, provata dal pranzo e dalla pioggia, non l&#8217;ho nemmeno proposto.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>30 dicembre 2010 &#8211; Rias Baixas</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Il giro di oggi, lungo le Rias Baixas, è purtroppo meno bello di quello di ieri, senza contare che il tempo è ancora brutto. Partiamo dal paesino di Noia e poi arriviamo fino ad Aguino. Qui, dal Miradoiro do Castro, si vede un interessante panorama. Poi risaliamo verso Padron per vedere la chiesa dove è conservata la pietra a cui, secondo la tradizione, è stata legata la barca con cui è arrivato in Spagna San Giacomo.</p>
<div id="attachment_855" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_10.jpg"><img class="size-full wp-image-855" title="spagna2010_10" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_10.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">La chiesa di Padron dove è conservata...</p></div>
<div id="attachment_847" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_02.jpg"><img class="size-full wp-image-847" title="spagna2010_02" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_02.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">...la pietra di San Giacomo</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Pranzo veloce in una cervezeria e poi dritti a Pontevedra dove ci fermiamo un po&#8217; per girarla con calma. Rientro a Santiago.</p>
<div id="attachment_862" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_17.jpg"><img class="size-full wp-image-862" title="spagna2010_17" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_17.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">La Iglesia Peregrina di Pontevedra</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Approfittiamo dell&#8217;ultima serata in questa città per vedere il bel convento francescano che ospita, tra l&#8217;altro, un interessantissimo museo della Terra Santa. Cena a base di tapas e rientro in albergo.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Anche San Francesco ha fatto il cammino di Santiago! Bellissima la chiesa soprattutto per gli altari laterali dedicati ai santi con le loro biografie scritte in cartelli chiari e concisi appoggiati sugli altari. Un ottimo modo per far si che la visita ad una chiesa non sia soltanto storico artistica, ma anche religiosa. Detto così sembra brutto, ma purtroppo è quello che accade sempre più spesso, soprattutto da parte delle guide (intendo quelle cartacee soprattutto).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>31 dicembre 2010 &#8211; Da Santiago a Salamanca</strong></p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_868" class="wp-caption alignleft" style="width: 223px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_23.jpg"><img class="size-full wp-image-868" title="spagna2010_23" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_23.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Ingresso laterale (chiuso...) alla Cattedrale Vecchia di Salamanca</p></div>
<p>F: Dopo cinque ore di guida arriviamo a Salamanca per l&#8217;ora di pranzo, pratica che sbrighiamo in un ristorante &#8220;italiano&#8221; mangiando chorizi e churraschi vari. La città è bellissima ma&#8230; è tutto spaventosamente chiuso, compresa la cattedrale dove in teoria dovrebbe essere celebrato il Te Deum.</p>
<p style="text-align:justify;">S: La cattedrale ha chiuso prima di pranzo e riaprirà domani alle dieci (pare) e la prima celebrazione saranno le Lodi&#8230; a mezzogiorno. Non dico altro.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Dopo alcuni giri a vuoto cercando senza successo di vedere qualcosa non ci resta altro da fare che tornare in hotel, che almeno è molto bello e centralissimo, e dedicarci come consuetudine al nostro brindisi privato in stanza. Cin cin!</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1° gennaio 2011 &#8211; Da Salamanca a Madrid, poi Roma.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Una nebbia profonda avvolge Salamanca, città che lasciamo relativamente di buon&#8217;ora per dirigerci verso l&#8217;aeroporto di Madrid, facendo però prima tappa a Alba De Tormes per vedere la tomba di Santa Teresa d&#8217;Avila. Inutile dire che anche questo è chiuso. Pazienza, era una tappa non prevista. Vorrà dire che ci torneremo.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Snort.</p>
<p style="text-align:justify;">F: All&#8217;aeroporto nessun problema a parte il fatto che nel solito caos del passaggio ai varchi di sicurezza contribuisco allo smarrimento dell&#8217;orologio di Serena, che mi tiene il muso fino a decollo avvenuto.</p>
<p style="text-align:justify;">S: doppio snort.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Atterriamo a Roma Fiumicino intorno alle cinque del pomeriggio.</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_846" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_01.jpg"><img class="size-full wp-image-846" title="spagna2010_01" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2011/01/spagna2010_01.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Cicogne nella nebbia ad Alba De Tormes</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/penumpangpenumpang.wordpress.com/834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/penumpangpenumpang.wordpress.com/834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/penumpangpenumpang.wordpress.com/834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/penumpangpenumpang.wordpress.com/834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/penumpangpenumpang.wordpress.com/834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/penumpangpenumpang.wordpress.com/834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/penumpangpenumpang.wordpress.com/834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/penumpangpenumpang.wordpress.com/834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/penumpangpenumpang.wordpress.com/834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/penumpangpenumpang.wordpress.com/834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/penumpangpenumpang.wordpress.com/834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/penumpangpenumpang.wordpress.com/834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/penumpangpenumpang.wordpress.com/834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/penumpangpenumpang.wordpress.com/834/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=penumpangpenumpang.wordpress.com&amp;blog=6927121&amp;post=834&amp;subd=penumpangpenumpang&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>U.S.A. (Florida e Colorado)</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 18:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Penumpang Penumpang</dc:creator>
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		<description><![CDATA[17 – 31 luglio 2010 Cosa hanno in comune la Florida il Colorado? Niente. E allora: andiamo. 17 luglio 2010 &#8211; Roma-Miami-Florida City F.: Sveglia all&#8217;alba, ma il largo anticipo viene vanificato dal ritardo del trenino per Fiumicino. Arriviamo comunque pienamente in tempo per il check-in, stavolta alla biglietteria staff con inevitabile corsa per superare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=penumpangpenumpang.wordpress.com&amp;blog=6927121&amp;post=785&amp;subd=penumpangpenumpang&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em><strong>17 – 31 luglio 2010</strong></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Cosa hanno in comune la Florida il Colorado? Niente. E allora: andiamo.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<div id="attachment_794" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0001.jpg"><img class="size-full wp-image-794" title="IMG_0001" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0001.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Tramonto sulla Florida</p></div>
<p style="text-align:justify;"><em><span id="more-785"></span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>17 luglio 2010 &#8211; Roma-Miami-Florida City</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F.: Sveglia all&#8217;alba, ma il largo anticipo viene vanificato dal ritardo del trenino per Fiumicino. Arriviamo comunque pienamente in tempo per il check-in, stavolta alla biglietteria staff con inevitabile corsa per superare i controlli di sicurezza e raggiungere il gate. Anche la corsa si rivelerà inutile perché l&#8217;imbarco è lentissimo e l&#8217;aereo parte comunque con circa un&#8217;ora di ritardo. Ma quel che conta è che ormai siamo ufficialmente diretti a Miami. Sbarchiamo e dopo aver cambiato gli euro in dollari andiamo subito ad affittare la macchina. Qui c&#8217;è un gigantesco CAR rental center con oltre dieci compagnie. Come tradizione proviamo prima alla AVIS ma l&#8217;omino ci spara un prezzo assurdo. Dopo le mie perplessità mi consiglia di rivolgermi a Victor della Global dicendo che mi ha mandato lui. Così facciamo e in effetti spuntiamo un prezzo che è circa la metà del primo.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Al che pensiamo che il tipo della Avis sia in combutta con &#8220;Victor&#8221;&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F.: A bordo di una bella Nissan Versa nera installiamo il navigatore e partiamo. Direzione Florida City. Mentre eravamo sull&#8217;aereo abbiamo infatti rivisto i nostri piani e abbiamo deciso di dedicare al Colorado la seconda parte del viaggio e di fermarci prima qualche giorno in Florida. Florida City è una buona base equidistante dalle Everglades e da Biscayne. Fuori c&#8217;è un brodo tropicale. Proviamo a fare qualche tratto con l&#8217;aria condizionata spenta ma è impossibile. Piove a tratti e torna il sole. Un classico. Ci fermiamo in un Ramada a Florida City, appunto, dove pernotteremo le prime quattro notti. Siamo cotti ma qui sono appena le sette del pomeriggio. Andiamo al Wal Mart qui vicino per comprare due cosette che ci mancano e poi ceniamo al Mutineer, un ristorante di pesce proprio di fronte l&#8217;albergo. Code d&#8217;astice per me e un non meglio identificato pesce sautée per Serena. Porzioni americane, ovviamente&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Davanti al nostro albergo c&#8217;è un Walgreens. Sembra essere una farmacia, ma ovviamente di proporzioni americane. Chissà cosa vende. Devo entrarci.</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Andiamo a dormire sfatti, che non sono neanche le nove e mezza.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>18 luglio 2010 &#8211; Florida City-Biscayne-Miami-Florida City</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F.: Ci svegliamo poco prima delle cinque del mattino mentre fuori infuria un fulmineo temporale tropicale. Colazione in albergo molto presto&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S.: salsicce e uova per me, ci vogliono per affrontare il caldo tropicale!</p>
<p style="text-align:justify;">F.: &#8230;e poco dopo le sette del mattino siamo già al Biscayne. Il visitor center è ancora chiuso, in compenso è aperto il desk per prenotare la gita in motonave. Saremo tra i pochi a fare snorkeling in compagnia di un gruppo di sub. In attesa che parta il tour ci incamminiamo lungo un breve molo circondato da mangrovie. Non ci sono tutte le zanzare che temevamo, in compenso molti segnali di pericolo avvisano della presenza di coccodrilli nella zona&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S.: vediamo anche tante farfalle.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_795" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0033.jpg"><img class="size-full wp-image-795" title="IMG_0033" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0033.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">A bordo della motonave che ci porta a fare snorkeling</p></div>
<p style="text-align:justify;">F.: Il tour dura circa quattro ore e purtroppo si rivela piuttosto deludente. Il tempo è buono, pioverà solo un po&#8217; proprio mentre stiamo rientrando, ma l&#8217;acqua è un po&#8217; mossa e la visibilità, una volta tuffati, è molto scarsa. Riusciamo ad avvistare diversi banchi di piante sottomarine e qualche pesce ma nulla a che vedere con la barriera corallina che abbiamo visto quando siamo andati nel Mar Rosso o le altre immersioni che abbiamo fatto in Malesia.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: L&#8217;acqua è calda. Rispetto alle altre coste americane che abbiamo frequentato è una piacevole novità.</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Rientriamo in hotel verso le due del pomeriggio. Decidiamo di sfruttare questa mezza giornata per un primo giro di Miami Beach e in particolare del quartiere art decò e dell&#8217;Ocean Drive ma quando arriviamo a Miami scopriamo che c&#8217;è appena stato un imprecisato match di un imprecisato sport e il traffico è in tilt tra tifosi che rincasano e vigili che sbarrano strade. Raggiungere Ocean Drive è praticamente impossibile così decidiamo di fermarci lì dove siamo, cioè a Bayside che è comunque uno dei posti che avremmo voluto vedere. Facciamo una passeggiata per il porto e il relativo centro commerciale dove a dispetto del caldo soffocante i tavolini all&#8217;aperto dei locali sono affollati di clienti. Ci prendiamo un gelato (a pranzo tra l&#8217;altro non abbiamo mangiato) e giriamo un po&#8217; per i negozi.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Gelato che si auto proclama e pubblicizza come italiano. Noi siamo molto scettici e invece è buonissimo.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_796" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0051.jpg"><img class="size-full wp-image-796" title="IMG_0051" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0051.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">A passeggio per Bayside (mangiando un cono gelato)</p></div>
<p style="text-align:justify;">F.: Cerchiamo anche di raggiungere una chiesa per la messa ma quella più vicina al posto in cui stiamo è già chiusa. Rientriamo in Hotel. Sulla via del ritorno ci fermiamo a cenare in un fast food della catena &#8220;Pollo tropical&#8221; che, come dice il nome, ha soprattutto piatti di pollo cucinati in stile caraibico.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Si, ma nulla di speciale.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>19 luglio 2010 &#8211; Florida City-Everglades-Florida City</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F.: La giornata di oggi ci ripaga ampiamente di quella non eccezionale di ieri.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Visitiamo le Everglades alla ricerca di coccodrilli e alligatori. Questo è l&#8217;unico posto al mondo dove si possono avvistare tutti e due. Ma in fondo, perché ci teniamo tanto a vedere ambedue quei mostruosi rettili?!</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_820" class="wp-caption aligncenter" style="width: 436px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0519.jpg"><img class="size-full wp-image-820" title="IMG_0519" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0519.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Cominciamo bene...</p></div>
<p style="text-align:justify;">F.: Arriviamo all&#8217;Ernest Coe Visitor Center prima dell&#8217;apertura e alle nove del mattino siamo pronti in auto per le prime escursioni. Già arrivando abbiamo visto un bel po&#8217; di wildlife a cominciare dalle cavallette giganti e variopinte di fronte alla nostra stanza al motel, poi farfalle, libellule e alcuni bellissimi aironi bianchi mentre guidavamo verso le Everglades. Ma è quando partiamo per i sentieri di trekking che si snodano a partire da Royal Palm che vediamo i pezzi grossi: stormi di avvoltoi e soprattutto due alligatori nascosti in un cespuglio al termine dell&#8217;Anhinga Trail.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Che IO ho fotografato e ripreso avvicinandomi perché QUALCUNO è rimasto ben indietro pronto a scappare.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_798" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_01021.jpg"><img class="size-full wp-image-798" title="IMG_0102" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_01021.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Guardate bene e vedrete la coda e una zampa dell&#039;alligatore tra le foglie</p></div>
<p style="text-align:justify;">F.: Il paesaggio delle everglades è incredibile: una sterminata distesa di acqua erbosa, qualcosa di molto diverso da tutto ciò che avevamo visto nei parchi americani fino ad ora. Fa caldo ma è sopportabile e le zanzare non sono il problema che temevamo. Altri animali li avvistiamo mentre ci addentriamo lungo il Gumbo Limbo Trail: una pacifica testuggine, una piccolissima ranocchia, alcune lucertole, le cavallette giganti uguali a quelle del nostro albergo e alcuni uccelli rossi non meglio identificati. Da qui di nuovo in macchina fino al Pa-Hay-okee, un punto di osservazione sulle paludi che merita la visita. Poi luna tirata fino a Flamingo dove prendiamo parte a una minicrociera che ci porta lungo i canali fino alla Whitewater Bay. Avvistiamo alcuni cuccioli di coccodrillo e vari uccelli, ma è soprattutto la vegetazione a richiamare lo sguardo, le varie specie di mangrovie e le piante velenose che fioriscono sull&#8217;acqua. Sono quasi le tre quando usciamo dal parco e decidiamo di concederci un giro su una airboat, le tipiche imbarcazioni a elica che solcano le paludi. Intorno alle Everglades ci sono molti punti che offrono questo tipo di servizio e noi scegliamo quello più vicino al visitor center da cui siamo entrati. Il giro è molto divertente e lo sarebbe anche se la pilotessa non facesse le sgommate sull&#8217;acqua per intrattenere i turisti. Alla fine del giro ci intratteniamo un po&#8217; nel piccolo zoo con i serpenti nelle teche e i recinti con alligatori e coccodrilli.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_799" class="wp-caption aligncenter" style="width: 489px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0146.jpg"><img class="size-full wp-image-799" title="IMG_0146" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0146.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Sembra un prato, vero? Invece è una palude sterminata</p></div>
<p style="text-align:justify;">S.: Ci fanno indossare dei cuffioni enormi per insonorizzarci le orecchie. Sembriamo tutti Topolino.</p>
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<div id="attachment_800" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0204.jpg"><img class="size-full wp-image-800" title="IMG_0204" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0204.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Ready to go</p></div>
<p>F.: C&#8217;è ancora tempo per andare a visitare almeno una parte del resto delle Everglades e così raggiungiamo il secondo ingresso, Shark Valley, piuttosto distante. Purtroppo quando arriviamo scopriamo che il parco è già chiuso. In compenso abbiamo visto un tratto notevole costeggiato da un imponente canale artificiale e dai sistemi idraulici che servono a &#8220;tenere in vita&#8221; le Everglades.</p>
<p style="text-align:justify;">Rientriamo. Lungo la via del ritorno ci fermiamo a cenare in un ristorantino messicano di Homestead.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: taaanto carino e buono. Ho preso un taco di pesce squisito.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>20 luglio 2010 &#8211; Florida City-le Keys-Florida City</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F.: Oggi vogliamo visitare le Keys e così di buon mattino dopo aver fatto il pieno di benzina partiamo alla volta di Key West. Puntare al capo estremo dell&#8217;arcipelago è un buon modo per vedere subito tutta la zona e poi fermarsi nei punti migliori quando torneremo. Ci vogliono più di 2 ore per raggiungere la famosa cittadina ma il viaggio è ben speso.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Io spreco tantissimo nastro della telecamera per riprendere lunghi tratti di strada. Sob.</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Key west è molto turistica ma le vie con le case storiche tra cui quella di Hemingway sono davvero belle. Andiamo prima a vedere la punta estrema meridionale degli Stati Uniti poi un bel museo dedicato al relitto del galeone spagnolo affondato nel 1622 e recuperato solo una ventina di anni fa.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Ho sollevato una barra d&#8217;oro!!!!!!!!</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Pranziamo in un pub vicino al porto. In realtà mangiamo solo qualche snack. Più che altro beviamo un paio di cocktail e assaggiamo una selezione di rum locali.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Il barman è molto simpatico e affabile, ma qua per chi serve è una regola. Da noi a volte pare che dai fastidio&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Quindi visitiamo la casa di Hemingway affollata di turisti e dei gatti discendenti dei mici appartenuti allo scrittore.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_803" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_03011.jpg"><img class="size-full wp-image-803 " title="IMG_0301" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_03011.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il bis-bis-bisnipote del gatto originale di Hemingway!</p></div>
<p style="text-align:justify;">S.: Questi gatti hanno una particolarità: hanno sei dita per zampa. Una malformazione che aveva un gatto e che poi si è diffusa attraverso i suoi discendenti.</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Sotto un caldo insopportabile torniamo al parcheggio dove abbiamo lasciato la macchina e ci spostiamo a Bahia Honda, la spiaggia che viene considerata la più bella delle Lower Keys.</p>
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<div id="attachment_804" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0343.jpg"><img class="size-full wp-image-804" title="IMG_0343" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0343.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Bahia Honda</p></div>
<p>F.: Abbiamo fatto bene a fermarci qui. Le spiagge sono belle, l&#8217;acqua è calda, soprattutto sul lato dell&#8217;oceano, mentre sul lato che dà su Florida Bay è più fredda ma più tranquilla. Il sole va e viene e ogni tanto cade una spruzzatina di pioggia ma c&#8217;è comunque tempo di prendere il sole, fare molti bagni e godersi il panorama tropicale che non avevamo messo in conto in questo viaggio. Inizialmente le rovine del vecchio ponte sembrano stonare con il resto del paesaggio ma alla fine ci si fa l&#8217;abitudine e anzi dedichiamo loro anche il breve sentiero che conduce al punto d&#8217;osservazione più alto. Restiamo qui quasi tre ore poi prendiamo la lunga via del ritorno verso l&#8217;hotel. Cena di corsa in un KFC/Taco Bell e poi sosta all&#8217;internet point del nostro Ramada per prenotare l&#8217;hotel per domani a Orlando.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: che io volevo prendere il pollo fritto, poi mi sono sbagliata e ho preso il taco, buono si, ma io volevo il pollo fritto. Uffa!!!! Ma in compenso si va finalmente da Walgreens. É fantastico ovviamente. Vende di tutto, medicinali compresi <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> . Da tener presente.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>21 luglio 2010 &#8211; Florida City-Orlando</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F.: Giornata estenuante anche se divertente. Lasciamo il Ramada di Florida city molto presto diretti a Orlando dove arriviamo dopo circa cinque ore di viaggio.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Andiamo a vedere la sezione a tema dedicata a Harry Potter, evviva!!!!!</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_805" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0348.jpg"><img class="size-full wp-image-805" title="IMG_0348" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0348.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Serena esprime una moderata gioia all&#039;ingresso degli Universal Studios</p></div>
<p>F.: Lasciamo le valigie al Doubletree Hotel proprio di fronte allo Universal Resort e a mezzogiorno e mezzo siamo già risucchiati nel delirio di folla e calore dove resteremo per tutto il pomeriggio. La nostra ingenua speranza che essendo un mercoledì ci sarebbe stata meno gente che nel fine settimana è stata clamorosamente disattesa. C&#8217;è tutta la gente possibile.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: E anche di più&#8230; file enormi per qualunque cosa&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F.: A parte questo visitare i parchi a tema è sempre divertente. La maggior parte del tempo la dedichiamo alla nuova sezione, fresca di apertura, The Wizarding World Of Harry Potter, per la gioia di Serena, anche se la spettacolare attrazione dentro la ricostruzione di Hogwarts me la gusto anche io.</p>
<div id="attachment_806" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0366.jpg"><img class="size-full wp-image-806" title="IMG_0366" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0366.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il castello di Hogwarts</p></div>
<p style="text-align:justify;">S.: La parte più bella di tutte (e infatti ci costa due ore di fila!!!) è il negozio di Ollivander (scenograficamente eccezionale) dove mr. Ollivander in persona trova la bacchetta giusta per un avventore a caso. <strong>ATTENZIONE SPOILER.</strong> <em>Quando c&#8217;eravamo noi è stata scelta tale Madison (che io all&#8217;inizio avevo capito si chiamasse Medicine&#8230; medicina, invece era solo una questione di pronuncia). Mr. Ollivander le ha fatto provare un vingardium leviosa su una scatola di bacchette in alto (molte bacchette si sono agitate, ma nulla), poi un accio scala per avvicinare una scala da libreria, grande agitazione di scatole, ma nulla. Infine, presa in mano una terza bacchetta, Madison si è illuminata. Era quella giusta! </em><strong>FINE SPOILER</strong><em> </em>Gustosissimo spettacolo, ma più di tutto bellissima l&#8217;atmosfera all&#8217;interno del negozio!!!! File e file di scatole di bacchette magiche fino al soffitto. Valeva assolutamente la fila fatta. Trasferiti nella stanza accanto, dove si potevano acquistare le bacchette magiche, ho comprato la bacchetta di Hermione perché essendo nate nello stesso periodo ho pensato che la sua bacchetta potesse essere adatta anche a me <img src='http://s2.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:justify;">F.: Dopo essere frullati tra negozietti vari&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S.: c&#8217;era Zonko, Honeydukes, e i tre manici di scopa dove abbiamo pranzato&#8230; meraviglioso. Ci voglio tornare. Subito.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_808" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0395.jpg"><img class="size-full wp-image-808" title="IMG_0395" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0395.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Marvel Parade</p></div>
<p>F.: &#8230;raggiungiamo la sezione Marvel dove ci imbarchiamo sulla Spiderman Ride.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: bellissima!!! Alla fine Spiderman ti fa anche la foto&#8230; e dove compro una spilla di Spiderman fantastica. C&#8217;è il logo della universal e sotto lui che si lancia come appeso ad una ragnatela. É il ricordino più bello di tutti. Ever.</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Cotti e lessi ci trasciniamo verso l&#8217;uscita con le energie residue e ci rintaniamo stanchi nella nostra stanza all&#8217;hotel.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: &#8230;ma felici, stanchi ma felici!</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>22 luglio 2010 &#8211; Orlando-Miami</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F.: Verso le otto lasciamo il Doubletree di Orlando e ci prepariamo al lungo viaggio di rientro verso il Miami Airport. Il tragitto fila liscio fino a pochi minuti dall&#8217;arrivo quando rischiamo di rimanere in mezzo alla strada per aver finito la benzina. Il punto è che avendo scelto la formula &#8220;noleggia l&#8217;auto con il serbatoio pieno, riportacela con il serbatoio vuoto&#8221; stiamo appunto cercando di riportarla con il serbatoio più vuoto possibile. Ma a dieci chilometri dall&#8217;aeroporto ci dobbiamo rassegnare e mettiamo cinque dollari di carburante. Il bello è che il garzone dell&#8217;autonoleggio pensava che avessimo scelto la formula &#8220;noleggia l&#8217;auto con il serbatoio vuoto, riportacela con il serbatoio pieno&#8221; e dunque voleva farci pagare un extra perché c&#8217;era troppa poca benzina nel serbatoio&#8230; Ma alla fine ci siamo: auto riconsegnata, check in al banco staff e poi in stand by in attesa dell&#8217;imbarco per Denver. Purtroppo il volo è pieno e non riusciamo a ottenere i posti. Decidiamo di fare almeno un nuovo tentativo domani e ci facciamo mettere direttamente in lista d&#8217;attesa per il volo del giorno successivo. Quello che non sappiamo è che in questo modo le nostre valigie restano in aeroporto per tutta la notte! Così eccoci in giro senza neanche uno spazzolino da denti&#8230; Dopo aver vagato un po&#8217; in cerca di una soluzione decidiamo che la cosa migliore è trovare un Hotel a Miami Beach così almeno domani mattina avremo tempo di fare una passeggiata visto che è inutile tornare in aeroporto prima delle tre del pomeriggio. All&#8217;internet point dell&#8217;aeroporto puntiamo il dito a caso su Expedia ed esce fuori il Chesterfield Hotel di Collins Avenue a Miami Beach. Il prezzo è ragionevole così prenotiamo. Quando arriviamo scopriamo che il Chesterfield è un hotel molto &#8220;stiloso&#8221; molto chill-out con ragazzi e ragazze nella piccola lounge che bevono cocktail e musica tipo Buddha bar che esce dagli altoparlanti. È davvero strano pensare che siamo qui mentre dovremmo essere in giro con un auto a noleggio per le montagne del Colorado a cercare un motel per la notte&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S.: In televisione sento parlare da una settimana di un certo uragano, o tempesta, Bonnie che dalla Repubblica Dominicana si sta avvicinando alla Florida, ma non riesco a capire quando arriverà. Sembra ancora lontana. Boh.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>23 luglio 2010 &#8211; Miami-Denver-Colorado Springs (più o meno)</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F.: Beh insomma, ieri avremo anche perso il volo per Denver ma in fondo siamo a Miami Beach e abbiamo mezza giornata di tempo per fare un bel giro tra l&#8217;Art Decò District e Ocean blvd&#8230; E invece no! Quando tiriamo le tende della nostra stanza di albergo ci accorgiamo infatti che sulla Florida si sta abbattendo una tempesta tropicale con i fiocchi, è la tempesta tropicale Bonnie di cui parlano i TG da qualche giorno. Ciò compromette sia la nostra passeggiata a Miami Beach sia, ed è assai peggio, la possibilità di partire per Denver. Così prendiamo il free shuttle per l&#8217;aeroporto e sotto una pioggia furiosa raggiungiamo di nuovo il terminal dell&#8217;American Airlines cercando di raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sull&#8217;evolvere della situazione.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Tutti i tg parlano di Bonnie, per strada non c&#8217;è nessuno. Vento e pioggia pazzeschi e noi sullo shuttle bus dell&#8217;albergo sfidiamo le forze della natura per arrivare all&#8217;aeroporto, dove non sappiamo se hanno cancellato i voli e se c&#8217;è il panico. Io un po&#8217; di panico ce l&#8217;ho.</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Dentro la gente sembra molto più tranquilla di noi. All&#8217;ora di pranzo i voli cancellati sono davvero pochissimi e tra questi non figura il nostro. Non resta che aspettare l&#8217;ora dell&#8217;imbarco. Alla fine ce la facciamo: le condizioni meteorologiche migliorano, il volo parte regolarmente e ci vengono assegnati due posti. Resta il mistero delle nostre valigie che abbiamo lasciato ieri in aeroporto e che non sappiamo ora dove si trovano. L&#8217;addetta all&#8217;imbarco suppone che siano partite per Denver già ieri (!) e che quindi le troveremo all&#8217;arrivo. Noi siamo molto più pessimisti.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: infatti ad un certo punto noi eravamo a Miami, le valigie erano a Denver e il nostro aereo era (inspiegabilmente anche per la compagnia aerea) a Orlando. Riallineare tutta la situazione era impellente!</p>
<p style="text-align:justify;">F.: E invece veniamo smentiti. Non appena arriviamo all&#8217;area riconsegna bagagli le nostre due valigie sono già lì ad attenderci. Sembra che le cose si stiano rimettendo per il verso giusto. Qualche difficoltà però la incontriamo nel noleggio auto. Intanto i CAR rental all&#8217;aeroporto di Denver sono lontanissimi dallo scalo, così scegliamo a caso Budget, la navetta ci porta in questo CAR rental sperduto e quando arriviamo lì scopriamo che non hanno neanche un&#8217;auto disponibile. La tipa al desk vorrebbe propinarci un camioncino e noi cortesemente rifiutiamo. Così a piedi lungo la highway raggiungiamo il prossimo CAR rental, Advantage, noto per essere uno dei più economici e invece ci rifilano a un prezzo esorbitante una Buick super-inutilmente-accessoriata. Ma ormai è fatta. Con le ultime energie del giorno rimaste raggiungiamo un Comfort Inn ai confini di Colorado Springs e crolliamo sul letto.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: e all&#8217;autonoleggio accade la tragedia. Senza accorgermene perdo la spillina di Spiderman che avevo appuntato allo zaino. Questo ha gettato un&#8217;ombra di tristezza su tutto il resto del viaggio.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>24 luglio 2010 &#8211; Colorado Springs-Cripple Creek-Walsenburg</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F.: Risveglio al Comfort Inn. Primo fondamentale impegno della giornata: bucato per i panni sporchi. Poi, via free internet, stabiliamo le prossime tappe e i prossimi due pernottamenti. Il resto della giornata è davvero soddisfacente. Iniziamo dalla visita di Colorado Springs e dal suo bel museo dei pionieri, oltre che della caratteristica downtown.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_809" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0430.jpg"><img class="size-full wp-image-809" title="IMG_0430" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0430.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Colorado Springs</p></div>
<p style="text-align:justify;">Poi vorremo proseguire per Manitou Springs, ma mentre siamo in macchina decidiamo all&#8217;ultimo momento di girare per Garden of The Gods. La scelta è quanto mai azzeccata perché questo parco si rivela un piccolo Arches, con le dovute proporzioni ovviamente.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_810" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0470.jpg"><img class="size-full wp-image-810" title="IMG_0470" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0470.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Federico e Serena nel Garden of the Gods (modestia a parte...)</p></div>
<p>Camminiamo per un bel po&#8217; tra i sentieri anche se il parco è affollatissimo e attira evidentemente molti turisti locali. In fondo Denver è a poco più di un&#8217;ora e mezza di macchina da qui. Riprendiamo la strada all&#8217;ora di pranzo. Ci fermiamo a sgranocchiare qualcosa comprata in un Walgreens e poi raggiungiamo Cripple Creek. Nel frattempo il paesaggio si è trasformato. Ora sembra di essere in Svizzera: conifere, baite, laghetti d&#8217;alta montagna. Cripple Creek era un popolosa cittadina mineraria, ora è un piccolo centro pieno di Casinò, pub e vestigia dell&#8217;epoca della febbre dell&#8217;oro. Ci facciamo un giro sul trenino a vapore che porta i turisti lungo i punti di interesse del passato minerario della cittadina.</p>
<div id="attachment_811" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0508.jpg"><img class="size-full wp-image-811" title="IMG_0508" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0508.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Cripple Creek: vecchie città fantasma e nuove miniere d&#039;oro</p></div>
<p style="text-align:justify;">S.: Alcune miniere d&#8217;oro ancora funzionano. Che sollievo, con tutti i gioielli che porto in genere!</p>
<p style="text-align:justify;">F.: A questo punto non resta che raggiungere il Best Western a Walsenburg, che abbiamo prenotato stamattina. Nel frattempo il paesaggio cambia ancora. Ora siamo in una spettacolare prateria poco prima del tramonto. Guidare negli Stati Uniti è un&#8217;emozione che si rinnova ogni volta che torniamo.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Mi dispiace che questa volta guidi solo tu, ma nell&#8217;astronave che ci hanno costretti a noleggiare io non arrivo ai pedali! Malnato metro e cinquantasette!</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Cena in stanza con noodle al microonde, poi a dormire, che anche oggi ci siamo fatti i nostri chilometri.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>25 luglio 2010 &#8211; Walsenburg-Great Sand Dunes-Walsenburg</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F.: Prima di visitare il Great Sand Dunes National Park ci fermiamo ad Alamosa per la messa. Al termine della celebrazione ci fermiamo a chiacchierare un po&#8217; con l&#8217;organista e altri parrocchiani. Quando gli diciamo che veniamo dalla città di Pietro ci fanno molte feste.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_812" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0555.jpg"><img class="size-full wp-image-812" title="IMG_0555" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0555.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Deserto ululì... foresta ululà...</p></div>
<p>F.: Poi senza indugio verso il Parco. Non solo si vedono subito le due zone ben differenziate, a ovest le dune sabbiose e a est la foresta, ma anche il cielo è diviso in due: sulle dune c&#8217;è il sole mentre la parte boscosa è coperta da basse nuvole grigie e cade una pioggerellina fitta che però non ci impedisce di addentrarci per circa mezz&#8217;ora di cammino nel Mosca Trail Pass. Dopo questo primo piccolo trekking di riscaldamento ci fermiamo in un&#8217;area picnic per mangiare i sandwich che abbiamo nello zaino mentre intorno a noi un piccolo scoiattolo corre avanti e indietro tra le panche e gli alberi.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Gli scoiattoli (e i chipmunks, non capiamo bene la differenza) corrono sempre indaffaratissimi, mettono un&#8217;ansia! Però sono carini.</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Riprendiamo l&#8217;auto e ci spingiamo fino al Point of no Return.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: (Da mo&#8217; che l&#8217;ho raggiunto io&#8230;)</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Da qui in poi si può procedere solo con mezzi 4&#215;4 e la nostra Buick &#8220;fighetta&#8221; è già un miracolo che sia arrivata fin qui. In compenso avvistiamo un piccolo branco di giovani alci al bordo della strada. Altro trekking stavolta un po&#8217; più lungo fino alle rive del Medano Creek che in questa stagione è in secca ma il panorama che ha intorno merita. L&#8217;ultimo sforzo della giornata è il più faticoso. Decidiamo di arrivare fino alla cima della High Dune. O meglio: io decido, perché Serena appena vede la scarpinata in salita sulla sabbia che ci aspetta mi prende per matto. Ma alla fine riesco a convincerla e con molta fatica da parte di entrambi raggiungiamo la vetta. Il panorama che ci aspetta ci ripaga della fatica.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_813" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0603.jpg"><img class="size-full wp-image-813" title="IMG_0603" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0603.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Procedendo verso la cima di High Dune</p></div>
<p>S.: Tsk</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Ma soprattutto è molto divertente scendere le ripide pareti sabbiose quasi correndo con le gambe affondate fino alla caviglia nella sabbia. Torniamo indietro stanchi morti ma ci siamo divertiti molto.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Parla per te&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>26 luglio 2010 &#8211; Walsenburg-Black Canyon Of The Gunnison-Montrose</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F.: Lasciamo il Best Western di Walsenburg verso le otto del mattino, diretti a Montrose. Sono quattro ore e mezza di macchina ma tutto sommato passano piuttosto velocemente anche grazie alle diverse soste che facciamo per fotografare i paesaggi meravigliosi che si aprono intorno alla US 50 in particolar modo quando ci avviciniamo alla Curecanti Area. Giunti a Montrose prendiamo alloggio nella nostra stanza al Rodeway Inn e poi iniziamo subito la visita del Black Canyon Of The Gunnison National Park che si trova a cinque minuti di macchina da Montrose. Il Canyon vale la visita, sicuramente più del Gran Canyon, almeno per quanto riguarda il North Rim di quest&#8217;ultimo. Iniziamo con un sentiero piuttosto leggero, l&#8217;Oak Flat Loop, che però percorriamo solo a metà. Poi risaliamo in macchina e uno a uno ci fermiamo presso tutti i punti panoramici. I più spettacolari sono probabilmente Rock Point, Sunset View ma soprattutto Painted Wall. Con l&#8217;auto ci spingiamo fino a High Point e facciamo solo l&#8217;inizio del Warner Point Trail ma torniamo indietro quasi subito, primo perché non vogliamo ripetere l&#8217;ammazzata di ieri, secondo perché siamo a oltre 2500 metri di altezza e fare un passo ci da venire il fiatone.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_815" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0735.jpg"><img class="size-full wp-image-815" title="IMG_0735" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0735.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il Painted Wall al Black Canyon of the Gunnison</p></div>
<p>S.: Adesso ricordo perché preferisco il mare&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Finita la visita del parco torniamo al motel. Per cena mangiamo i buoni panini al roast beef di Arby&#8217;s.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Buoni, avevo visto la pubblicità in tv ed ero curiosa di provare Arby&#8217;s, ma non avevo capito che facevano i panini col roast beef anziché con l&#8217;hamburger. Da riprovare.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>27 luglio 2010 &#8211; Montrose-Rocky Mountains-Estes Park</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F.: Dopo la colazione al Rodeway Inn di Montrose ci aspettano quasi sei ore di macchina per raggiungere l&#8217;entrata occidentale del Rocky Mountains National Park. Spezziamo il lungo tragitto pranzando a Frisco, una cittadina turistica di montagna molto carina di cui ignoravamo l&#8217;esistenza prima che ci passassimo accanto lungo la I-70.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: É una cittadina così carina che speriamo che Estes park lo sia altrettanto. Federico dice di si perché è una località famosa. Io preferisco essere pessimista, così non resto delusa.</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Finalmente verso le tre del pomeriggio entriamo nel parco. Il primo effetto non è sorprendente ma a mano a mano che si sale di altitudine lungo la Trail Ridge Road la bellezza del parco si manifesta. Ci fermiamo a Fairview Curve per ammirare il panorama mentre piccoli gruppi di scoiattoli si avvicinano ai turisti.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Lumacando cibo, evidentemente non hanno letto i cartelli che dicono di non approcciare la wildlife e non darle cibo.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_816" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0765.jpg"><img class="size-full wp-image-816" title="IMG_0765" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0765.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">«Qualunque cosa dicano i cartelli, io non sono wildlife e apprezzo molto le vostre noccioline...»</p></div>
<p style="text-align:justify;">F.: Poi proseguiamo fino all&#8217;Alpine Visitor Center e durante una sosta a Medicine Bow ci rendiamo conto di quanto alti siamo, oltre i 3500 metri, non perché possediamo un altimetro ma per il freddo che fa. Addirittura, poco oltre, vediamo alcuni banchi di neve sulle pareti montuose di fronte a noi.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Ovviamente siamo vestiti da turisti della Florida anziché da montanari del Colorado. Sob.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_817" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0801.jpg"><img class="size-full wp-image-817" title="IMG_0801" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0801.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">«Ma dove vanno questi due matti in maniche corte?»</p></div>
<p style="text-align:justify;">F.: Un&#8217;altra sorpresa ci aspetta prima di Rainbow Curve quando vediamo tre cervi attraversare la strada. Poi superato un brutto pezzo di strada non asfaltata ci dirigiamo verso l&#8217;ingresso orientale per uscire. Siamo vicinissimi a Estes Park e dunque al nostro motel Super-8 dove passeremo stanotte e quella successiva. Il posto non è male anche se si fa pagare la vicinanza al parco.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: No, è proprio male. Il bagno è orripilogeno. E Estes park NON è carina come Frisco.</p>
<p style="text-align:justify;">F.: E poi non c&#8217;è il microonde in stanza, cosa che scombussola un po&#8217; i nostri piani per la cena. Chiediamo al portiere giapponese di farcene installare uno e poi usciamo per andare a fare un po&#8217; di spesa al Safeway vicino al motel.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: La risposta alla richiesta di avere un frigorifero E un microonde è stata: O un frigorifero O un microonde. Ma dico, ma quando mai in America si fanno queste questioni? Sarà che i gestori sono cinesi e lì troppi lussi non si concedono. Non va, non va!</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>28 luglio 2010 &#8211; Estes Park-Rocky Mountains-Estes Park</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F.: Il tempo non promette nulla di buono e ci dirigiamo un po&#8217; preoccupati verso le Rocky Mountains dopo aver fatto colazione al Super-8.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Lasciamo perdere la surreale colazione da motel di paese sottosviluppato anziché di una cittadina fighetta di montagna&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Prima facciamo tappa per mettere un po&#8217; di benzina e per comprare qualcosa da mangiare per il pic nic che vorremmo fare a pranzo. Il tempo si rimette quasi subito ma il parco è veramente affollato, come dicevano del resto tutte le guide che abbiamo letto. In più ci si mettono i lavori di ripavimentazione stradale che in alcuni tratti della Trail Ridge Road causano file di mezz&#8217;ora. Dulcis in fundo: quasi tutti i parcheggi interni sono al completo e quindi bisogna parcheggiare molto lontano dai punti di partenza dei sentieri e raggiungerli poi con lo shuttle bus gratuito. Ma a parte tutto questo riusciamo a fare diverse cose interessanti. Partiamo prima con un sentiero molto leggero, di circa mezzo miglio, intorno a Sprague Lake dove vediamo tantissimi scoiattoli. Poi affrontiamo un percorso decisamente più impegnativo partendo da Bear Lake e toccando tre laghi: Nymph Lake, che non è niente di speciale, Dream Lake e Emerald lake, che invece sono veramente belli.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_818" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0828.jpg"><img class="size-full wp-image-818" title="IMG_0828" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0828.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Sprague Lake (Rocky Mountains National Park)</p></div>
<p style="text-align:justify;">S.: io ho voluto fare la Robinson Crusoe della situazione e mi sono seduta su un tronco caduto, ma era troppo liscio e sono scivolata davanti a una cinquantina di persone facendo una figuraccia barbina e sbucciandomi un dito. Ahia.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Poi picnic sotto un albero in un posto abbastanza tranquillo, considerando l&#8217;affollamento di oggi.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: E poi, anche se siamo in un posto isolato, siamo perfettamente in grado di gestire le emergenze tipo orsi o leoni di montagna. Basta seguire le indicazioni dei ranger.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_821" class="wp-caption aligncenter" style="width: 436px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0587.jpg"><img class="size-full wp-image-821" title="IMG_0587" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0587.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Fight back?!</p></div>
<p style="text-align:justify;">F.: Dopo il pranzo, su fino a Cut Rock per fare una piccola parte del sentiero che si addentra nella tundra.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_822" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0890.jpg"><img class="size-full wp-image-822" title="IMG_0890" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0890.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">La tundra (anche se non è facile vederla...)</p></div>
<p style="text-align:justify;">Lo scenario è affascinante, completamente avvolto dalle nuvole, ma siamo a oltre 3500 metri di altezza, l&#8217;altitudine ci fa venire l&#8217;emicrania, da freddo e insomma siamo stanchi. Decidiamo di rientrare. Mentre usciamo dal parco vediamo un grande alce accovacciato sotto gli alberi, una specie di saluto da parte del Rocky Mountains National Park.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>29 luglio 2010 &#8211; Estes Park-Estes Lake-Denver</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F.: Dopo aver lasciato lo squallido super-8 di Estes Park andiamo verso Estes Lake. Ieri infatti abbiamo visto una brochure che pubblicizzava la possibilità di affittare canoe o kayak e noi vogliamo provare a fare questa esperienza per la prima volta. Il tempo è buono, il lago calmissimo e deserto, le condizioni migliori per dei beginners come noi. Affittiamo una canoa, indossiamo i giubbetti salvagente (it&#8217;s the law&#8230;) e in pochi minuti stiamo già pagaiando verso il centro del lago. L&#8217;esperienza si rivela molto piacevole e divertente. Sicuramente ci riproveremo anche in Italia.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_823" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0921.jpg"><img class="size-full wp-image-823" title="IMG_0921" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/08/img_0921.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">«Ma dove cavolo è il pulsante di accensione di questo coso?»</p></div>
<p style="text-align:justify;">S.: ma quale molto piacevole, É BELLISSIMO!!!!	 Correte tutti  provare la canoa o il kayak!</p>
<p style="text-align:justify;">F.: Dopo la canoa lungo giro a piedi per Estes Park e i suoi innumerevoli negozietti di souvenir. Ne approfittiamo per comprare un po&#8217; di regalini da riportare a casa. Pranziamo in un locale carino, il Wild Rose, dove mangiamo un hambuger. A questo punto è tempo di riportare indietro la macchina che riconsegnamo alla Advantage. Prima di raggiungere il Ramada dove passeremo la notte passiamo al terminal dell&#8217;American Airlines per farci mettere in lista d&#8217;attesa per il volo di domani. Poi shuttle bus fino al Ramada. La stanza è molto carina, un gioiello in confronto a quella del Super-8. Ci riposiamo un po&#8217; poi diamo una bella sistemata alle valigie per il viaggio di domani e infine ceniamo in stanza con una pizza al microonde comprata allo shop interno al motel.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: una faticaccia per riuscire ad ottenere quelle pizze! Prima sembrava che l&#8217;unico luogo dove mangiare fosse il costosissimo ristorante dell&#8217;Holiday Inn, lì accanto, poi solo uno snack alla vending machine, poi, dietro le spalle del receptionist allucchiamo dei frigo con delle cose da fare al microonde &#8220;ma quelle si possono comprare?&#8221; &#8220;certo&#8221;. Ho capito, allora ce l&#8217;avete con noi!</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>30 luglio 2010 &#8211; Denver-Miami&#8230;</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F.: Sveglia all&#8217;alba per prendere il volo delle 7:45 per Miami. Nessun problema per i posti.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: Che facciamo, torniamo a Roma subito o proviamo col volo di oggi? Potremmo andare a vedere Miami&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F.: visto come ci è andata le ultime due volte che abbiamo provato a vedere Miami, torniamo a Roma, che lunedì torno al lavoro.</p>
<p style="text-align:justify;">S.: fuffa.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>31 luglio 2010 &#8211; &#8230;Roma</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F.: Eccoci qui.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/penumpangpenumpang.wordpress.com/785/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/penumpangpenumpang.wordpress.com/785/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/penumpangpenumpang.wordpress.com/785/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/penumpangpenumpang.wordpress.com/785/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/penumpangpenumpang.wordpress.com/785/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/penumpangpenumpang.wordpress.com/785/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/penumpangpenumpang.wordpress.com/785/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/penumpangpenumpang.wordpress.com/785/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/penumpangpenumpang.wordpress.com/785/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/penumpangpenumpang.wordpress.com/785/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/penumpangpenumpang.wordpress.com/785/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/penumpangpenumpang.wordpress.com/785/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/penumpangpenumpang.wordpress.com/785/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/penumpangpenumpang.wordpress.com/785/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=penumpangpenumpang.wordpress.com&amp;blog=6927121&amp;post=785&amp;subd=penumpangpenumpang&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Giappone (Kansai)</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 14:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Penumpang Penumpang</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
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		<description><![CDATA[26 - 31 marzo 2010 - Torniamo in Giappone, a otto anni di distanza dalla prima volta, per un mini tour del Kansai (Osaka, Nara, Kyoto, lago Biwa) proprio nei giorni della fioritura dei ciliegi.









Ciliegi in fiore nel parco di Maruyama (Kyoto)<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=penumpangpenumpang.wordpress.com&amp;blog=6927121&amp;post=748&amp;subd=penumpangpenumpang&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em><strong>26 &#8211; 31 marzo 2010</strong> &#8211; Torniamo in Giappone, a otto anni di distanza dalla prima volta, per un mini tour del Kansai (Osaka, Nara, Kyoto, lago Biwa) proprio nei giorni della fioritura dei ciliegi.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<div id="attachment_756" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_011.jpg"><img class="size-full wp-image-756" title="giap_01" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_011.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Ciliegi in fiore nel parco di Maruyama (Kyoto)</p></div>
<p><em><span id="more-748"></span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>26 marzo 2010 &#8211; Roma&#8230;</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Partiamo dall&#8217;aeroporto di Roma Fiumicino alle 15.05 alla volta di Osaka. Volo relativamente tranquillo, Serena riesce addirittura a dormire un bel po&#8217;.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Merito della medicina antiraffreddore con antistaminico provocatore di sonno incorporato <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:justify;">F: A bordo un nutrito gruppo di studenti dell&#8217;Università di Kyoto.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>27 marzo 2010 &#8211; &#8230;Osaka</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Arriviamo alle 10.40 ora locale. Fa un po&#8217; più freddo di quel che ci aspettavamo, ma c&#8217;è un bel cielo limpido. Dall&#8217;aeroporto prendiamo il trenino JR Kinku Rapid che in un&#8217;ora ci porta alla stazione ferroviaria di Osaka. Il nostro albergo è lì a due passi. Purtroppo come nella migliore tradizione la nostra stanza non sarà pronta prima delle 15. Così lasciamo i due trolley e muniti del solo zainetto ci imbarchiamo in un primo giro di Osaka.</p>
<p style="text-align:justify;">S: non siamo &#8220;cotti&#8221;, ma certamente se potessimo riposarci un po&#8217; prima di fare qualunque cosa sarebbe meglio. Anche lavarsi, magari&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F: Con un altro trenino urbano raggiungiamo la fermata di Osakajokonoe e da lì a piedi fino al parco del castello.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_757" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_02.jpg"><img class="size-full wp-image-757" title="giap_02" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_02.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il Castello di Osaka</p></div>
<p>S: Sulla guida si parlava male di Osaka (accento sulla O, mi raccomando!) descrivendola come una brutta città moderna e senza attrattive. A me non è sembrato, anzi, mi è piaciuta. Non intendo dire che ci andrei a vivere domani, ma non mi è dispiaciuta.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Già alla stazioncina ci procuriamo qualcosa da mangiare sotto i ciliegi. Un piccolo bento e due onigiri. A mano a mano che ci addentriamo nei giardini vediamo piccole comitive di giapponesi che si radunano per hanami con i loro teli blu da picnic e buste piene di cose da mangiare.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_758" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_03.jpg"><img class="size-full wp-image-758" title="giap_03" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_03.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Gruppi di giapponesi fanno hanami nel parco</p></div>
<p>F: I ciliegi in fiore non sono tantissimi ma quelli che ci sono sono davvero belli. Proseguiamo verso i giardini di Nishinomaru dove abbiamo anche l&#8217;occasione di vedere un corteo nuziale shintoista. Finalmente ci fermiamo anche noi sotto un ciliegio e mangiamo le cose che abbiamo portato. Impossibile dire se per noi sia un pranzo o una cena o solo una merenda. Purtroppo si sta rannuvolando. Verso le quattro e mezza riprendiamo la via dell&#8217;hotel circumnavigando il perimetro dei giardini del castello. Qui ci sono molti altri alberi in fiore, non solo ciliegi. È una passeggiata molto bella. Prima di riprendere il trenino che ci riporta in albergo facciamo una sosta a una bancarella che vende i buonissimi takoyaki, i bocconcini di polipo pastellati. Tornati all&#8217;Umeda Os Hotel finalmente prendiamo possesso della nostra stanza che &#8211; in linea con gli standard locali &#8211; è pulita, ben accessoriata e molto piccola. Non c&#8217;è neanche l&#8217;armadio. La stessa cosa ci era successa a Tokyo otto anni fa. Finalmente doccia bollente. Poi crolliamo sul letto e ovviamente ci risvegliamo che sono le dieci di sera&#8230; Ci beviamo una birra presa al distributore automatico dell&#8217;albergo e fortunatamente ci riaddormentiamo prima di mezzanotte.</p>
<p style="text-align:justify;">S: io riprendo l&#8217;antiraffreddore&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>28 marzo 2010 &#8211; Nara</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Oggi la giornata è dedicata alla visita di Nara. Sveglia alle sette, poi treno (Yamatoji Line) delle 8.43. Arriviamo a Nara che sono passate da poco le nove e mezza tanto che la cittadina, con tutti i suoi negozietti e ristorantini, si deve ancora svegliare. Facciamo colazione in un bar poi cominciamo il nostro giro. Scesi dal treno la città non ci aveva fatto una grande impressione. Ci aspettavamo un borgo più caratteristico invece eravamo stati accolti da alti palazzoni moderni. Ma ora che abbiamo cominciato a passeggiare ecco che vengono fuori gli aspetti più tipici. Già tra le due pagode del tempio di Hokuendo, neanche venti minuti a piedi dalla stazione, vediamo i primi cervi che senza nessuna paura si fanno avvicinare dai visitatori, soprattutto nella speranza che gli diano le gallette in vendita presso i numerosi chioschetti ambulanti.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_760" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_041.jpg"><img class="size-full wp-image-760" title="giap_04" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_041.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">I cervi, a Nara, si fanno avvicinare senza problemi dai visitatori</p></div>
<p>S: I cervi sono tutti scornati, nel senso che gli hanno tagliato le corna. Per farne dei ricordini&#8230;?</p>
<p style="text-align:justify;">F: Altri cervi li incontriamo lungo il sentiero che conduce al tempio buddhista di Todaiji.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_761" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_05.jpg"><img class="size-full wp-image-761" title="giap_05" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_05.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Anche Federico si lascia avvicinare senza problemi dai cervi (senza problemi?)</p></div>
<p>F: Il luogo è davvero bellissimo: l&#8217;imponente struttura del tempio costruita per ospitare un mastodontico budda alto 16 metri è ingentilita dagli alberi di ciliegio che si trovano nel parco antistante. Da qui a piedi fino ai santuari shintoisti di Nigatsu e Sangatsu, da cui si gode anche una notevole veduta del parco. Quindi giù per oltre un chilometro fino al santuario shintoista di Kasuga, altra attrazione del luogo con le sue centinaia di lanterne in pietra ricoperte di muschio.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_764" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_061.jpg"><img class="size-full wp-image-764" title="giap_06" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_061.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Lanterne lungo la via per il tempio (Nara)</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: la folla. Gente, gente ovunque. Non si cammina e non si riesce a fare un&#8217;inquadratura decente. Teste, braccia, gambe, zampe di cervo, ovunque. La fioritura dei ciliegi attira masse!</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_765" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_07.jpg"><img class="size-full wp-image-765" title="giap_07" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_07.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Nara</p></div>
<p>F: Stanchi a puntino torniamo sui nostri passi per raggiungere la chiesa cattolica di Nara. Avevamo controllato su Internet prima di partire e avevamo visto che proprio l&#8217;ultima domenica di ogni mese c&#8217;era la messa in inglese. Così partecipiamo alla celebrazione della Domenica delle Palme, decisamente sottotono rispetto al nostro equivalente Italiano.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Il prete non è della parrocchia di Nara, ci sembra di capire. E&#8217; uno di quei poveri preti sempre in tour. Scarsità di vocazioni&#8230; La chiesa è brutta. Insomma, dico, i templi buddisti e i santuari shintoisti sono bellissimi, di legno, molto spirituali ed evocativi e tu come me la fai l&#8217;abside? UN MURO DI PIETRE CON UNA CROCE AL CENTRO. Insomma, come dire, diventa cristiano e ti schianterai contro un muro di pietra. Incoraggiante, no?</p>
<p style="text-align:justify;">F: Dopo la messa giriamo un po&#8217; per la via di Higashimuki-kita dove compriamo qualche ricordino nei molti negozi che si affacciano qui. Prendiamo il treno del ritorno e arriviamo a Osaka verso le sei del pomeriggio. Dopo una breve sosta in albergo andiamo a fare una passeggiata per scoprire la vita notturna della città. La prima tappa non può che essere dunque Dotomburi, la Times Square di Osaka. Insegne multicolori, negozi, ristoranti e locali di ogni tipo. La folla è costituita soprattutto da giovani che da soli contribuiscono allo spettacolo.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_766" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_08.jpg"><img class="size-full wp-image-766" title="giap_08" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_08.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Giovani giapponesi per le vie di Dotomburi (Osaka)</p></div>
<p>S: Approfitto per fare delle foto ai giovani del luogo. Alcuni di loro, ragazze specialmente, si vestono con uno stile che chiamerei &#8220;al buio&#8221;. Ovviamente non è mancanza di stile. E&#8217; fatto di proposito. E fa effetto!!!!</p>
<p style="text-align:justify;">F: Dopo una passeggiata a partire dalla stazione metro di Namba ci fermiamo a cenare al Kani Doraku, un ristorante la cui specialità è un menù basato tutto sul granchio. La cena ci soddisfa pienamente sia per la varietà delle portate &#8211; dal granchio sashimi a una piccola piastra rovente da tavola dove grigliate bocconcini di polpa e verdure miste &#8211; sia per la qualità degli alimenti. Terminiamo con un sakè caldo. Altra passeggiatina lungo il canale poi con la metro torniamo in hotel.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Noto che la birra e il sakè locali non mi fanno alcun effetto. Sono più leggeri di quelli italiani? Mah!</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>29 marzo 2010 &#8211; Kyoto</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Come ieri ci svegliamo piuttosto presto per partire il prima possibile alla volta della città che intendiamo visitare, che oggi è Kyoto. Prendiamo il JR special rapid delle 8.46 e dopo neanche mezz&#8217;ora siamo a destinazione. A differenza di ieri però, riuscire a iniziare il giro della città non sarà semplice. Già trovare l&#8217;ufficio informazioni, per prendere una piantina della città, si rivelerà un&#8217;impresa. Una volta trovato, poi, bisogna affrontare una lunga fila di turisti. E un&#8217;altra lunga coda ci aspetta al capolinea dell&#8217;autobus numero 100 che ci porterà fino all&#8217;inizio del quartiere di Higashiyama, uno dei più belli e caratteristici di Kyoto, cui vogliamo dedicare la visita di oggi.</p>
<p style="text-align:justify;">S: non solo. Ho sempre sentito magnificare Kyoto&#8230; e invece a me non ha detto nulla, anzi, dalla stazione fino alla nostra prima tappa mi ha proprio deluso! Forse dovevamo vederla prima di Nara (accento sulla seconda A, mi raccomando..).</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_767" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_09.jpg"><img class="size-full wp-image-767" title="giap_09" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_09.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Lungo la via per la pagoda di Yasaka (Kyoto)</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Scendiamo alla fermata di Gojozaka e da lì proseguiamo a piedi fino alla pagoda di Yasaka. Lo scenario intorno a noi cambia radicalmente: appena abbandonata la trafficata strada principale, inoltrandosi nei vicoli sembra di essere tornati indietro di qualche secolo. Le vie sono delineate da basse costruzioni in legno, intramezzate da giardini curatissimi e mentre si cammina non è infrequente incontrare un gruppo di geishe a passeggio.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_768" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_10.jpg"><img class="size-full wp-image-768" title="giap_10" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_10.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Geishe a passeggio per le vie di Kyoto</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: La pagoda di Yasaka è molto bella: antica e interamente in legno, con le pareti interne dipinte. È possibile salire fino al terzo stadio. L&#8217;aspetto negativo è costituito dalle orde di turisti che affollano la città e che soprattutto nelle vie che convergono verso il tempio di Kiyomizu, uno dei più belli e importanti di Kyoto, trasformano la passeggiata in un incolonnamento in cui si procede a rilento.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_770" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_111.jpg"><img class="size-full wp-image-770" title="giap_11" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_111.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il tempio di Kiyomizu (Kyoto)</p></div>
<p>F: Le vie in salita costellate di negozietti e ristorantini di ogni tipo ricordano un po&#8217; la nostra Assisi. Il complesso del tempio di Kiyomizu merita effettivamente una visita. L&#8217;edificio centrale poggia su una colossale palafitta di legno e offre uno splendido panorama della città. Moltissimi fedeli in pellegrinaggio vengono qui vestiti con abiti da cerimonia.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_771" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_12a.jpg"><img class="size-full wp-image-771" title="giap_12a" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_12a.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Pellegrini con il tipico abito bianco</p></div>
<div id="attachment_774" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_121.jpg"><img class="size-full wp-image-774" title="giap_12" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_121.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Ragazze in kimono al tempio di Kiyomizu</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Risalendo verso nord raggiungiamo il parco di Maruyama pieno di ciliegi in fiore e dunque di giapponesi che fanno pic nic.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_775" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_13.jpg"><img class="size-full wp-image-775" title="giap_13" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_13.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Serena sotto il ciliegio (parco Maruyama, Kyoto)</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Da qui saliamo ancora verso l&#8217;altra grande attrazione di questo quartiere: il tempio di Chion-in cui si accede varcando il gigantesco portale di ingresso alto 24 metri e superando una scalinata a gradoni. Anche questo complesso, che oltre al tempio centrale comprende alcuni edifici minori e una delle campane in bronzo più grandi di tutto il Giappone, merita sicuramente una visita.</p>
<p style="text-align:justify;">S: pare ci vogliano 17 uomini per suonarla! (e chissà quante donne&#8230;)</p>
<p style="text-align:justify;">F: Da qui vorremmo proseguire la passeggiata verso il tempio di Shoren-in ma dopo un paio di giri a vuoto che ci riportano sempre a Chion-in decidiamo che è meglio lasciar perdere e ripiegare verso Gion, il quartiere delle geishe. Già il tempo era stato bizzarro per tutto il giorno, con il sole che andava e veniva e pioggerellina a sprazzi, ma quando a un certo punto vediamo dei fiocchetti bianchi cadere dal cielo non crediamo ai nostri occhi. Ebbene sì: nevica! La neve dura pochi minuti e non attacca, ma l&#8217;aria, già fredda prima, è ora gelida. Così passeggiamo per le vie dell&#8217;antico quartiere delle geishe stringendo i denti e a passo piuttosto spedito fino a raggiungere le sponde del fiume Shirakawa. Qui, per il freddo e la stanchezza e pur sapendo che ci sarebbero moltissime altre cose da vedere, dichiariamo conclusa la nostra visita e con il trenino torniamo a Osaka.</p>
<p style="text-align:justify;">S: e ce ne sarebbero di cose da vedere, mannaggia! Ad esempio volevamo fare il Philosopher&#8217;s trail e vedere la foresta di bambù e il parco a tema della TOEI. Uffa!</p>
<p style="text-align:justify;">F: In albergo, dopo aver controllato la posta all&#8217;internet point interno, usciamo per una passeggiata nel quartiere di Kita-Schinchi che si apre proprio alle spalle del nostro hotel. Qui ceniamo in un ristorante locale dove mangiamo alcuni spiedini fritti, buoni, e una deludente zuppa di riso.</p>
<p style="text-align:justify;">S: il bello è che nessuno parlava inglese. Ci siamo capiti a ditate (nel senso che indicavamo col dito le immagini sul menù che per fortuna qui sono la regola!). Peccato che nei locali si possa fumare. Questo rovina una cena. In compenso per strada è proibito. Probabilmente per evitare l&#8217;antiestetica cicca-per-terra che invece va tanto di moda da noi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>30 marzo 2010 &#8211; lago Biwa</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Dopo una buona colazione in un bar della JR Osaka station prendiamo il treno per Otsu, sulle rive del lago Biwa. All&#8217;arrivo l&#8217;impressione non è delle migliori. Ci aspettavamo una caratteristica cittadina sul lago, con porticcioli, locande e vicoletti. Invece Otsu è solo una piccola città, molto tranquilla, ma anche molto moderna. In ogni caso, ci dirigiamo verso il porto e dopo una breve passeggiata acquistiamo due biglietti per una mini-crociera sul lago. La cosa si rivelerà più divertente del previsto. Per motivi che ci sfuggono, infatti, tutto l&#8217;evento è in stile &#8220;Vecchia America&#8221;. La motonave si chiama Michigan ed è la riproduzione, non sappiamo quanto fedele, di un battello del Mississippi. Tutto l&#8217;equipaggio è vestito all&#8217;americana e si cimenta in uno spettacolino country sia durante le fasi di imbarco che a bordo. Il tutto diverte immensamente i passeggeri giapponesi e ancora di più noi, unici occidentali del gruppo, che ci sentiamo finiti in un contesto assurdo. Al di là di questi aspetti, e nonostante il paesaggio circostante non sia memorabile, la crociera è molto rilassante e siamo soddisfatti della nostra scelta.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_776" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_14.jpg"><img class="size-full wp-image-776" title="giap_14" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_14.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">La nave Michigan! (ma perché?)</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: intorno alla nave in moto volteggiano gabbiani&#8230; e falchi! Mistero. Anche perché non si è capito a cosa puntassero. Ai gabbiani? Ai pesci? Ai bambini? Agli animatori della crociera? Non si sa.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_777" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_15.jpg"><img class="size-full wp-image-777" title="giap_15" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_15.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Falchi sul lago Biwa</p></div>
<p>F: Per il pranzo, sfumata l&#8217;ipotesi di una grigliata di pesce di lago in una locanda tipica a causa dell&#8217;assenza di locande tipiche, ripieghiamo in uno dei ristoranti interni di un centro commerciale che affaccia sul porto. È uno di quei ristoranti in cui ogni tavolo ha al centro una griglia. I camerieri portano carne cruda marinata e spetta ai commensali cucinarla secondo il grado di cottura desiderato. Prima di cimentarci con questo microbarbecue fai-da-te prendiamo due ciotole di ramen fumante, molto buono.</p>
<p style="text-align:justify;">S: ma io volevo il pesce!</p>
<p style="text-align:justify;">F: Dopo pranzo di nuovo in treno fino a Osaka. Per il pomeriggio abbiamo infatti deciso di visitare Kaiyukan, il grande acquario cittadino.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_778" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_16.jpg"><img class="size-full wp-image-778" title="giap_16" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_16.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Kaiyukan, uno dei più grandi acquari del mondo (Osaka)</p></div>
<p>F: Anche stavolta siamo soddisfatti della scelta. L&#8217;acquario è realizzato molto bene e alcune vasche, come ad esempio quella con lo squalo balena o con i pinguini, sono davvero spettacolari.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_779" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_17.jpg"><img class="size-full wp-image-779" title="giap_17" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_17.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Zuppa mista di pesce</p></div>
<div id="attachment_780" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_18.jpg"><img class="size-full wp-image-780" title="giap_18" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_18.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Una manta dell&#039;acquario di Kaiyukan</p></div>
<p>S: Le lontre, le lontre!!!!!</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_781" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_19.jpg"><img class="size-full wp-image-781" title="giap_19" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/04/giap_19.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Lontra impegnata nella toletta personale</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Breve giretto nella zona commerciale vicino Kaiyukan e poi rientriamo in albergo. Anche stasera andiamo a cena nel quartiere di Kita-Schinchi. O meglio: solo stasera visto che ieri sera credevamo di essere stati lì mentre eravamo semplicemente finiti in una zona limitrofa. Che questo sia il vero Kita Schinchi lo si capisce dai club esclusivi che si affacciano sulla via, dagli uomini d&#8217;affari giapponesi che scendono dai taxi e dalle donnine che si affacciano dagli ingressi dei club. Ma al di là di questo qui ci sono tantissimi ristoranti e noi ci concediamo un&#8217;ottima cena sushi. Tra le cose che non avevamo assaggiato prima: il Sushi con la bottarga e dei futo-maki con frittata e gamberetti.</p>
<p style="text-align:justify;">S: io trovo indeglutibile una seppia e la nascondo in un fazzolettino di carta. Meno male che ero di spalle rispetto al cuoco. Non so cosa sarebbe potuto succedere!</p>
<p style="text-align:justify;">F: Beviamo birra Sapporo e alla fine assaggio anche il famoso whisky single malt prodotto localmente dalla Suntory. Poi rientriamo in albergo.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>31 marzo 2010 &#8211; Osaka-Roma</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Ci svegliamo alla stessa ora delle altre mattine ma stavolta, purtroppo, è solo per andare all&#8217;aeroporto e tornare a Roma. Facciamo a ritroso, con il Kinku Rapid, lo stesso percorso compiuto qualche giorno fa. Stavolta ci godiamo un po&#8217; di più l&#8217;aeroporto di Kansai, che è davvero grande. Il terzo piano delle Partenze Internazionali è tutto un susseguirsi di negozi e ristoranti, da perdercisi. Anche se sono solo le undici e mezza del mattino decidiamo di concederci un ultimo assaggio di gastronomia locale. Così entriamo in uno dei ristoranti e ordiniamo un set lunch con tempura, riso bianco e una ciotola di ramen (soba per me, udon per Serena).</p>
<p style="text-align:justify;">S: Che buoni!!!! Soprattutto avevamo in dotazione delle bacchette molto appuntite con cui si prendevano benissimo i singoli chicchi di riso (si sa che non si deve lasciare neanche un chicco di riso nella ciotola!)</p>
<p style="text-align:justify;">F:Acquistiamo gli ultimi regali e a questo punto non resta davvero che recarsi al gate e imbarcarsi in queste nuove dodici ore di volo. Alle sette di sera, ora locale, siamo a Roma.</p>
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		<title>Terra Santa (2010)</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 09:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Penumpang Penumpang</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
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		<description><![CDATA[2 &#8211; 10 gennaio 2010 &#8211; Ritorno in Terra Santa per un pellegrinaggio-studio con un folto gruppo di docenti romani (e non). F: Torniamo in Terra Santa, dopo la mia prima volta nel 2005. Sono al seguito di mia moglie e di un gruppo di 97 (sì, 97!) insegnanti per un pellegrinaggio-studio organizzato dal Vicariato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=penumpangpenumpang.wordpress.com&amp;blog=6927121&amp;post=729&amp;subd=penumpangpenumpang&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em><strong>2 &#8211; 10 gennaio 2010</strong> &#8211; Ritorno in Terra Santa per un pellegrinaggio-studio con un folto gruppo di docenti romani (e non).</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_731" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_1078.jpg"><img class="size-full wp-image-731" title="IMG_1078" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_1078.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Candele nella Basilica del Santo Sepolcro (Gerusalemme)</p></div>
<p><span id="more-729"></span></p>
<p style="text-align:justify;">F: Torniamo in Terra Santa, dopo la mia <a href="http://penumpangpenumpang.wordpress.com/2006/01/19/terra-santa/" target="_self">prima volta nel 2005</a>. Sono al seguito di mia moglie e di un gruppo di 97 (sì, 97!) insegnanti per un pellegrinaggio-studio organizzato dal Vicariato di Roma&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">S: &#8230;Ufficio per la Pastorale Scolastica, per la precisione.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_733" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_0319.jpg"><img class="size-full wp-image-733" title="IMG_0319" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_0319.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Cupola della Basilica dell&#039;Annunciazione (Nazareth)</p></div>
<div id="attachment_734" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_0628.jpg"><img class="size-full wp-image-734" title="IMG_0628" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_0628.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Il luogo del parto (Basilica della Natività, Betlemme)</p></div>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">F: il giro è più ampio di quello fatto l&#8217;altra volta. In aggiunta vediamo Cesarea, il villaggio di Kazryn, le rovine di Bet Shean e soprattutto il bellissimo sito storico di Masada.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_735" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_0189.jpg"><img class="size-full wp-image-735" title="IMG_0189" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_0189.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Fortilizi di epoca crociata (Cesarea)</p></div>
<div id="attachment_737" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_0474.jpg"><img class="size-full wp-image-737" title="IMG_0474" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_0474.jpg?w=690" alt="Ricostruzione dell'interno di una casa del I Sec. (Katzryn)"   /></a><p class="wp-caption-text">Ricostruzione dell&#039;interno di una casa del I Sec. (Katzryn)</p></div>
<p style="text-align:center;">
<div id="attachment_738" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_0555.jpg"><img class="size-full wp-image-738" title="IMG_0555" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_0555.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Le rovine di Bet Shean</p></div>
<div id="attachment_739" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_0655.jpg"><img class="size-full wp-image-739" title="IMG_0655" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_0655.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Salendo con la funivia verso il sito archeologico di Masada</p></div>
<p>S: &#8230;e soprattutto ci facciamo il bagno nel mar Morto!</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_740" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_0765.jpg"><img class="size-full wp-image-740" title="IMG_0765" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_0765.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Un serio esperimento scientifico sulle capacità di galleggiamento dei corpi (bagno!)</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: viaggio come sempre interessante, molti spunti di riflessione, guide preparate. Gerusalemme si conferma una città bellissima. Viene voglia di tornarci.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_742" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_1039.jpg"><img class="size-full wp-image-742" title="IMG_1039" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_1039.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Gli ebrei affollano il Muro Occidentale per l&#039;inizio di Shabbat (Gerusalemme)</p></div>
<div id="attachment_743" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_1182.jpg"><img class="size-full wp-image-743" title="IMG_1182" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2010/01/img_1182.jpg?w=690" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Processione armena (Gerusalemme, Basilica del Santo Sepolcro)</p></div>
<p>S: &#8230;forse la prossima volta azzarderemo un viaggio da soli, almeno per una full immersion di Gerusalemme. Questo per me è stato il quarto viaggio in Terra Santa e il secondo Pellegrinaggio. Quindi, di nuovo, c&#8217;era un certo distacco emozionale che mi ha permesso di guardare i vari luoghi con una più ampia apertura visuale: è come quando incontri qualcuno, dopo tanto tempo, a cui vuoi tanto bene. All&#8217;inizio lo abbracci forte e quindi non lo vedi, ma lo &#8220;senti&#8221;. Poi, spontaneamente, ti allontani da lui per guardarlo: vedere come sta, come è cambiato e scoprire il suo volto. Questa volta è andata più o meno così con questi luoghi.</p>
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		<title>Rodi</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 15:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Penumpang Penumpang</dc:creator>
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		<description><![CDATA[25 luglio &#8211; 6 agosto 2009 &#8211; Dopo alcune estati passate lontani da casa scegliamo stavolta un&#8217;isola vicina. Rodi. Un bel viaggio rilassante tra natura e cultura. 25 luglio 2009 &#8211; Da Roma a Rodi F: Ci svegliamo all&#8217;alba ma a parte questo la prima giornata di viaggio fila via tranquilla. Tutto regolare senza problemi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=penumpangpenumpang.wordpress.com&amp;blog=6927121&amp;post=697&amp;subd=penumpangpenumpang&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>25 luglio &#8211; 6 agosto 2009</strong> &#8211; Dopo alcune estati passate lontani da casa scegliamo stavolta un&#8217;isola vicina. Rodi. Un bel viaggio rilassante tra natura e cultura. </em></p>
<div id="attachment_701" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-701" title="rodi01" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi01.jpg?w=690" alt="La costa rocciosa di Kalithea (Rodi, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">La costa rocciosa di Kalithea (Rodi, 2009)</p></div>
<p><span id="more-697"></span></p>
<p><strong>25 luglio 2009 &#8211; Da Roma a Rodi</strong></p>
<p>F: Ci svegliamo all&#8217;alba ma a parte questo la prima giornata di viaggio fila via tranquilla. Tutto regolare senza problemi di posti sia sul volo AZ720 per Atene sia sul volo OA708 per Rodi.</p>
<p>S: È la prima volta, mi sembra, che in un viaggio estivo ci danno subito i posti senza metterci in stand by. È la crisi?</p>
<p>F: All&#8217;aeroporto di Atene mangiamo un sandwich per pranzo e il resto del tempo in attesa del volo per Rodi lo passiamo tra parole crociate e iPod. Dall&#8217;aeroporto, in una free internet area, prenotiamo anche l&#8217;albergo a Rodi centro per le prime due notti: il Best Western Plaza. Arriviamo all&#8217;aeroporto Diagoras di Rodi che sono quasi le 17. In taxi raggiungiamo l&#8217;hotel. Siamo piuttosto stanchi. Dunque la cosa migliore è passare le ultime ore di sole in piscina. In fondo questa vacanza dovrà essere all&#8217;insegna del relax.</p>
<p>S: C&#8217;è anche una piccola piscina con idromassaggio ma è impossibile utilizzarla. C&#8217;è sempre qualcuno inzuppato dentro&#8230;</p>
<p>F: Per cena ci facciamo un giro per la zona dove anticamente sorgeva il colosso, che ora al tramonto è bellissima e soprattutto molto più tranquilla del previsto.</p>
<div id="attachment_702" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-702" title="rodi02" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi02.jpg?w=690" alt="Il colosso stava proprio lì, più o meno (Rodi, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">Il colosso stava proprio lì, più o meno (Rodi, 2009)</p></div>
<p>F: Ci sbafiamo due pannocchiette alla brace comprate in una bancarella di strada mentre per la cena vera e propria optiamo per una trattoria sul mare. Si rivelerà un ottima scelta: prezzi modici e ottimo cibo (crema di formaggio speziata, pesce fritto, polpo alla brace e insalata con la frutta secca). Lunga passeggiata prima di tornare all&#8217;hotel. Qui vediamo per la prima volta un po&#8217; di negozietti e turisti ma l&#8217;atmosfera generale non è caotica. Passiamo anche davanti al grande casinò.</p>
<p><strong>26 luglio 2009 &#8211; Rodi</strong></p>
<p>F: Ci svegliamo verso le otto e facciamo colazione. Poi ci dirigiamo al tourist office per raccogliere un po&#8217; di informazioni. Viene fuori che la cosa migliore è usare Rodi come base e partire da qui per escursioni giornaliere. Si potrebbe pernottare all&#8217;Angela&#8217;s Suite per un prezzo ragionevole anche se c&#8217;è la possibilità di continuare a stare al Best Western dove già alloggiamo. Decideremo più tardi nel pomeriggio.</p>
<div id="attachment_704" class="wp-caption aligncenter" style="width: 465px"><img class="size-full wp-image-704" title="rodi03" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi03.jpg?w=690" alt="Via Ippoton (Rodi, città vecchia, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">Via Ippoton (Rodi, città vecchia, 2009)</p></div>
<p>F: Nel frattempo facciamo un giro della città vecchia sotto un sole caldissimo. Vediamo le mura di cinta, il palazzo del gran maestro e compiamo anche un lungo giro del camminamento di ronda.</p>
<p>S: Ce lo potevamo anche risparmiare. Troppo caldo e il panorama non è così imperdibile.</p>
<p>F: Fa davvero impressione trovarsi nel cuore del Mediterraneo a due passi dalla Turchia e camminare per vie che sembrano quelle di un paesino medievale dell&#8217;Italia centrale. Alcune vie sono piene di negozietti e turisti ma non è raro trovare angoli silenziosi e assolati. Pranziamo con un frappè: fa così caldo che i profumi pur invitanti che arrivano dalle molte tavernette non ci tentano proprio. Pomeriggio al mare, vicino all&#8217;albergo. Spiaggia di sassi roventi. Ma acqua limpidissima. Ci restiamo fino alle cinque e mezza. Nel frattempo maturiamo la decisione di passare i prossimi giorni al Best Western. Messa delle 19 nella chiesetta di Santa Maria dove il prete celebra in un mix di lingue (latino, soprattutto, ma anche italiano e inglese).</p>
<p>S: La mia prima messa in latino! La mia prima messa in latino! Evviva! C&#8217;era anche un gruppo di &#8220;pie donne&#8221; filippine bravissime a rispondere in latino (a parte gli accenti&#8230;)</p>
<p>F: Cena nello stesso ristorante di ieri (il Meltemi, in riva al mare, vicino al porto) dove si mangia bene e si spende il giusto (stasera prendiamo dolmades, moussaka, souvlaki e un&#8217;orata buonissima). Cocktail serale al bar dell&#8217;albergo. Poi si va a dormire. Bollettino medico Serena: scottatura al naso.</p>
<p>S: umpf!</p>
<p><strong>27 luglio 2009 &#8211; Lindos<br />
</strong><br />
F: Dopo la colazione ci dirigiamo al bus stop vicino al tourist point di Rodi per prendere il pullman delle 10 per Lindos. Come tradizione i pullman greci sono ingiustificatamente lenti. Questo non fa eccezione.</p>
<p>S: Come? Abbiamo preso la &#8220;Freccia del Dodecaneso&#8221;!</p>
<p>F: Arriviamo a Lindos alle 11.30. Il caldo si sopporta a fatica ma il posto è davvero molto bello. Casette imbiancate a calce che si affacciano su un&#8217;insenatura dominata da un promontorio su cui si intravede un&#8217;acropoli. Attraversiamo i vicoli del paesino infestati da turisti e negozi e arriviamo alla meravigliosa Saint Paul&#8217;s Bay.</p>
<div id="attachment_705" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-705" title="rodi04" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi04.jpg?w=690" alt="Quando si dice &quot;una cittadina pittoresca&quot; (Lindos, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">Quando si dice &quot;una cittadina pittoresca&quot; (Lindos, 2009)</p></div>
<div id="attachment_706" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-706" title="rodi05" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi05.jpg?w=690" alt="Saint Paul's Bay con la Saint Paul's church (Lindos, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">Saint Paul&#039;s Bay con la Saint Paul&#039;s church (Lindos, 2009)</p></div>
<p>F: Qui dopo un po&#8217; di titubanza riusciamo a trovare un ombrellone libero. Bagni nella bellissima baia e sole a picco. Serena viene anche punta da una piccola ape (nulla di serio).</p>
<p>S: doppio umpf!</p>
<p>F: Pranziamo all&#8217;unico bar della baia (insalata greca e birra) e passiamo il resto del pomeriggio sotto l&#8217;ombrellone: mettersi al sole è improponibile. Infatti verso le 15.30 dopo aver visitato (da fuori perché è chiusa) la piccola chiesetta di San Paolo decidiamo di tornare alla stazione dei pullman riattraversando il paesino (che si conferma davvero carino). Prendiamo il pillman del ritorno delle 16.30. Il tragitto è più panoramico che all&#8217;andata: grandi piantagioni di ulivi, capre e somari anogni curva, il mare che appare e scompare all&#8217;orizzonte tra bellissime scogliere e purtroppo qualche albergo troppo grande per l&#8217;ambiente circostante.</p>
<p>S: Abbiamo scoperto che i pullman di Rodi anche se percorrono la stessa linea fanno strade diverse. Non sappiamo se a piacere dell&#8217;autista o se c&#8217;è qualche motivazione logica dietro&#8230;</p>
<p>F: Tornati a Rodi, al porto prenotiamo l&#8217;escursione in barca per domani. Poi piscina in albergo. Il vento di Rodi è piacevolissimo dopo il caldo infernale di oggi. In serata ci facciamo un passeggiata intorno alle mura medievali della città. Al tramonto sono ancora più affascinanti. Rodi è davvero bella. Stasera la cena consiste solo in una kasseropita comprata in un chioschetto lungo la strada e mangiata camminando. Poi ci concediamo un cocktail sulla terrazza panoramica di un bar della città vecchia.</p>
<p><strong>28 luglio 2009 &#8211; Costa sud dell&#8217;isola </strong></p>
<p>F: Giornata marinara. Ci svegliamo di buon&#8217;ora per imbarcarci alle 8.30 sulla Captain Mike che salpa dal porto di Rodi per un tour di cinque spiagge della costa sudest dell&#8217;isola.</p>
<div id="attachment_707" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-707" title="rodi06" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi06.jpg?w=690" alt="La Captain Mike salpa verso Anthony Quinn's Bay (Rodi, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">La Captain Mike salpa verso Anthony Quinn&#039;s Bay (Rodi, 2009)</p></div>
<p>F: La prima tappa è Anthony Quinn&#8217;s bay. Molto bella ma meno di quella che abbiamo visto ieri. Siamo attrezzati con maschere e boccagli anche se qui i fondali non danno granché da vedere. La seconda tappa è Tsampika dominata dalla collina con il monastero. L&#8217;acqua qui &#8211; come in ogni altro punto dell&#8217;isola del resto &#8211; è di una limpidezza incredibile. Terza tappa: Stegna. Qui la nave ferma due ore per consentire a chi vuole di pranzare in una delle numerose tavernette vista mare. Noi vogliamo.</p>
<div id="attachment_709" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-709" title="rodi07" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi07.jpg?w=690" alt="Federico e Serena in una tipica tavernetta di pescatori (Stegna, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">Federico e Serena in una tipica tavernetta di pescatori (Stegna, 2009)</p></div>
<p>F: Spettacolare orata fresca alla griglia con insalatina greca di contorno. Retsina, caffè e Ouzo. E la cosa bella è che torniamo a bordo per niente appesantiti. Anzi, pronti per nuove immersioni.</p>
<div id="attachment_710" class="wp-caption aligncenter" style="width: 489px"><img class="size-full wp-image-710" title="rodi08" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi08.jpg?w=690" alt="Federico, per niente appesantito, risale a bordo della Captain Mike (Rodi, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">Federico, per niente appesantito, risale a bordo della Captain Mike (Rodi, 2009)</p></div>
<p>F: Cosa che facciamo dapprima ad Afandou (niente di che) e poi a Kalithea che di tutte le tappe di oggi è sicuramente la più bella. Fondali rocciosi e branchi di piccoli pesci che appaiono sotto i nostri occhi. Sicuramente varrà la pena tornare qui nei prossimi giorni. Rientriamo al porto di Rodi che sono le 17.</p>
<div id="attachment_711" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-711" title="rodi09" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi09.jpg?w=690" alt="La Captain Mike, il &quot;Siluro del Dodecaneso&quot; (Rodi, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">La Captain Mike, il &quot;Siluro del Dodecaneso&quot; (Rodi, 2009)</p></div>
<p>F: Siamo così stanchi che in albergo quasi ci mettiamo a dormire. Ci facciamo forza e usciamo per andare a cena (stasera fast food: Chicken Stories, una versione greca del KFC&#8230;). Dopo cena andiamo a bere qualcosa al Blue Lagoon, un improbabile locale stile Pirati dei Caraibi che sembra essere finito qui direttamente da Disneyland.</p>
<p>S: Bello bello&#8230;</p>
<p><strong>29 luglio 2009 &#8211; Rodi</strong></p>
<p>F: Giornata di assoluto relax. Dopo la colazione ci trasferiamo su due lettini della spiaggia più vicina al nostro albergo. Poi anziché pranzare ci prendiamo due frullatoni di frutta da Starbucks.</p>
<p>S: Il cui caffè si rivela sempre un ottimo succedaneo di quello italiano. Una specie di &#8220;metadone&#8221; temporaneo prima di tornare alla &#8220;droga&#8221; vera.</p>
<p>F: Il pomeriggio lo vorremmo passare nella piscina dell&#8217;albergo ma il breve pisolino pomeridiano si trasforma in in sonno lungo fino all&#8217;ora di cena. O quasi. Aperitivo in un locale vicino all&#8217;hotel e poi cena in un ristorante di pesce (un po&#8217; caro ma ottimo) della città vecchia: cozze, calamaro ripieno, polpette di pesce e una terrina di scampi cotti in una salsa che ricordava moltissimo la pizzaiola.</p>
<p>S: Sicuramente da rifare a casa.</p>
<p><strong>30 luglio 2009 &#8211; Kalithea</strong></p>
<p>F: Oggi passiamo la giornata a Kalithea e la scelta si rivela particolarmente azzeccata. Lo stabilimento delle terme, dove andiamo, è bellissimo. I fondali sono perfetti per lo snorkeling (ce ne eravamo già accorti durante la gita in barca di due giorni fa). Passiamo qui quasi tutto il giorno tra bagni e sole.</p>
<div id="attachment_713" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-713" title="rodi10" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi10.jpg?w=690" alt="La spettacolare acqua del mare di Kalithea (Rodi, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">La spettacolare acqua del mare di Kalithea (Rodi, 2009)</p></div>
<p>F: Al ritorno un&#8217;ora alla piscina dell&#8217;hotel poi cena al fast food e passeggiata serale fino al mare per vedere un tramonto bellissimo.</p>
<div id="attachment_714" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-714" title="rodi11" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi11.jpg?w=690" alt="Architettura italiana in terra greca (Kalithea, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">Architettura italiana in terra greca (Kalithea, 2009)</p></div>
<p>S: L&#8217;architettura delle terme di Kalithea realizzate dagli italiani negli anni Venti mi è piaciuta molto. E poi c&#8217;era anche un gattino nero che si è venuto a sdraiare sotto i nostri lettini.</p>
<div id="attachment_715" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-715" title="rodi12" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi12.jpg?w=690" alt="Un gattino nero si sdraia all'ombra delle nostre sdraio (Kalithea, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">Un gattino nero si sdraia all&#039;ombra delle nostre sdraio (Kalithea, 2009)</p></div>
<p>S: A proposito: Rodi è piena di gatti, e questo fa di essa un&#8217;isola meravigliosa.</p>
<div id="attachment_716" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-716" title="rodi13" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi13.jpg?w=690" alt="Tipico gatto di Rodi"   /><p class="wp-caption-text">Tipico gatto di Rodi</p></div>
<p><strong>31 luglio 2009 &#8211; Prasonisi</strong></p>
<p>F: Oggi ce ne andiamo a visitare Prasonisi, la punta estrema meridionale dell&#8217;isola. Prendiamo un autobus alla solita stazione. Cambiamo bus a Lindos e dopo due ore e mezza di viaggio in totale ci siamo.</p>
<p>S: Merito dell&#8217;azienda di trasporti pubblici &#8220;La freccia del Dodecaneso&#8221;!</p>
<div id="attachment_718" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-718" title="rodi14" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi14.jpg?w=690" alt="I due mari di Prasonisi (Rodi, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">I due mari di Prasonisi (Rodi, 2009)</p></div>
<p>F: Il posto merita: la punta sud è collegata a un&#8217;isoletta deserta da un istmo di terraferma percorribile a piedi nei periodi di bassa marea (come oggi). Qui si incontrano due mari. Il mare della costa nord è particolarmente impetuoso, ideale per chi ama fare il bagno tra i cavalloni. La costa sud è comunque ventosa è infatti è popolata da windsurfer. Tutta la spiaggia è attrezzata per questo tipo di sport ed è un vero spettacolo mettersi a guardare le vele coloratissime che sfrecciano sull&#8217;acqua.</p>
<div id="attachment_719" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-719" title="rodi15" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi15.jpg?w=690" alt="No, non siamo noi..."   /><p class="wp-caption-text">No, non siamo noi...</p></div>
<p>S: Ebbene sì, siamo stati tentati di prendere lezioni di windsurf. Prima o poi, forse, capiterà l&#8217;occasione. Magari alle Hawaii&#8230;</p>
<p>F: Dopo un&#8217;escursione sull&#8217;isola &#8211; che non giriamo tutta perché è più grande di quanto sembra &#8211; ci facciamo un bagno sulla costa sud. L&#8217;acqua qui è tra le meno memorabili di quelle in cui ci siamo bagnati fino a oggi. Alle due circa siamo seduti in uno degli unici due ristoranti del posto. Pranziamo all&#8217;ombra del pergolato e grazie al servizio lento dei camerieri finiamo giusto in tempo per la partenza del bus del ritorno. Tra una tappa e l&#8217;altra arriviamo all&#8217;hotel che sono le 18.30 passate. Scriviamo un po&#8217; di cartoline poi con tutta calma ceniamo al buffet restaurant dell&#8217;hotel.</p>
<p><strong>01 agosto 2009 &#8211; Ialyssos</strong></p>
<p>F: Oggi è il giorno in cui ci trasferiamo nel resort di Ixìa che abbiamo prenotato da Roma. Dovrebbe in pratica terminare la prima fase del viaggio, quella più esplorativa, e cominciare la seconda, più rilassante. Lasciamo la nostra stanza al Best Western con tutta calma, dopo aver fatto una ricca colazione e rifatto le valigie. Raggiungiamo l&#8217;Ixian Grand con il taxi. Il posto è veramente bello. Da Roma avevamo prenotato una suite con piscina privata direttamente raggiungibile dalla veranda della stanza.</p>
<div id="attachment_720" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-720" title="rodi20" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi20.jpg?w=690" alt="Dal letto al lettino all'acqua in un'unica stanza (Rodi, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">Dal letto al lettino all&#039;acqua in un&#039;unica stanza (Rodi, 2009)</p></div>
<p>S: Non a causa di chissà quali manie di grandezza, è che era l&#8217;ultima stanza disponibile quando abbiamo prenotato. E allora ci siamo &#8220;rassegnati&#8221;&#8230;</p>
<p>F: Nell&#8217;hotel ci sono due ristoranti, due bar e la spiaggia privata. Insomma: meno male che abbiamo girato Rodi nei giorni scorsi, perché ora sembra proprio che non ci sia bisogno di spostarsi da qui! Passiamo quasi tutta la giornata nella nostra stanza-piscina. Poi verso le cinque e mezza andiamo in spiaggia. Si sta veramente bene, a un certo punto si sente solo il rumore del mare. Restiamo quasi fino al tramonto. A cena ci avventuriamo fuori dal resort. Dopo un breve tratto di strada deserta si raggiungono le prime luci di negozi e ristoranti. In realtà non c&#8217;è granché, soprattutto se consideriamo che fino all&#8217;altro giorno eravamo al centro di Rodi.<br />
Ceniamo in un pub inglese.</p>
<p>S: Con regolamentare partita di rugby in TV e tavolo da biliardo che mi ha tentato, lì per lì&#8230;</p>
<p>F: Poi torniamo in hotel e ci fermiamo a bere qualcosa al bar interno.</p>
<p><strong><br />
02 agosto 2009 &#8211; Ialyssos</strong></p>
<p>F: Mattinata piuttosto movimentata. Dopo una buona colazione all&#8217;hotel cerchiamo una chiesa cattolica per la messa. Alla reception ce ne indicano una piuttosto vicina. La raggiungiamo che sono neanche le dieci. Sul cartello all&#8217;esterno c&#8217;è scritto che la messa c&#8217;è a mezzogiorno. Torniamo in hotel facendo una tappa in un negozio per comprare qualche ricordino. Breve bagno in piscina. Verso mezzogiorno ci rivestiamo e raggiungiamo di nuovo la chiesa. Deserta. Leggiamo meglio il cartello e capiamo che la messa di mezzogiorno è quella della parrocchia al centro di Rodi mentre qui la messa si tiene solo il sabato pomeriggio alle 17.30. Solo tornando per la seconda volta in hotel ci accorgiamo che all&#8217;inizio della via che conduce alla chiesa c&#8217;è un cartello bello grosso con su scritto &#8220;chiesa di S. Anna &#8211; messa sabato 17.30&#8243;&#8230;</p>
<p>S: Viene confermata così sperimentalmente la mia teoria che i cartelli non li legge nessuno.</p>
<p>F: Definitivamente in hotel. Bagni e sole. Pranzo con la frutta fresca offerta dall&#8217;hotel. Caffé sul bar vista mare. Pomeriggio di totale relax. Verso le 17 prendiamo l&#8217;autobus che ci porta a Rodi centro. Messa delle ore 19 nella stessa chiesa di domenica scorsa poi cena in un&#8217;enoteca molto carina in una delle vie intorno al nostro precedente albergo. Torniamo a Ixìa in taxi.</p>
<p><strong>03 agosto 2009 &#8211; Ialyssos</strong></p>
<p>F: Giornata di totale relax. Oggi non abbiamo davvero nulla da fare. Dopo la colazione prenotiamo l&#8217;automobile per domani, per fare un giro della costa nord. A parte questo solo bagni, sole e riposo.</p>
<div id="attachment_721" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-721" title="rodi21" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi21.jpg?w=690" alt="Anche Serena si gode la stanza-piscina (Rodi, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">Anche Serena si gode la stanza-piscina (Rodi, 2009)</p></div>
<p>F: Verso le 16 ci trasferiamo dalla stanza-piscina alla spiaggia. A cena vorremmo andare alla tavernetta dell&#8217;hotel ma scopriamo che è aperta solo a pranzo. Così ripieghiamo sul main restaurant. Dopo cena beviamo qualcosa al bar dell&#8217;albergo.</p>
<p><strong>04 agosto 2009 &#8211; Costa nord dell&#8217;isola</strong></p>
<p>F: Lunga giornata on the road. Prendiamo l&#8217;auto prenotata ieri (una Toyota Yaris) direttamente in albergo, quindici euro di benzina al primo distributore e alle dieci del mattino siamo già in marcia sulla strada costiera che da Ialyssos punta a sud.</p>
<div id="attachment_723" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-723" title="rodi23" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi23.jpg?w=690" alt="Federico e Serena tra le rovine dell'antica Kamiros (Rodi, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">Federico e Serena tra le rovine dell&#039;antica Kamiros (Rodi, 2009)</p></div>
<p>F: La prima tappa è Kamiros, le rovine della città vecchia e il panorama marino di fronte. Tutto sommato un luogo meritevole. Poi procediamo sempre verso sud e arriviamo al monastero di Aghìos Georgios. Davvero incredibile, costruito su un promontorio a picco sul mare. Ricorda in piccolo i monasteri delle Meteore in Tessaglia.</p>
<div id="attachment_724" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-724" title="rodi22" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi22.jpg?w=690" alt="Aghìos Georgios (Rodi, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">Aghìos Georgios (Rodi, 2009)</p></div>
<p>S: E infatti ho temuto che ci si arrivasse solo attraverso un&#8217;arrampicata faticosissima. Invece no, per fortuna.</p>
<p>F: Ci fermiamo poi poco prima di Appolakia, sulla spiaggia di Fourni. Mare mosso, snorkeling impraticabile, ma bellissima passeggiata sulle scogliere battute dal vento e dalla schiuma delle onde.</p>
<div id="attachment_725" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-725" title="rodi24" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi24.jpg?w=690" alt="Scogliere battute dal vento e dalle onde. No, non è la Scozia. Siamo a Fourni (Rodi, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">Scogliere battute dal vento e dalle onde. No, non è la Scozia. Siamo a Fourni (Rodi, 2009)</p></div>
<p>F: Bagno e un po&#8217; di sole. Pranziamo in una trattoria sul mare sulla strada per Katavia. Squisiti calamari fritti e gamberoni alla griglia bevendo l&#8217;ormai immancabile Retsina. A questo punto abbiamo due possibilità. O proseguire e tornare a Prasonisi, dove siamo già stati qualche giorno fa, oppure deviare a est e puntare verso Gennadi. Scegliamo la seconda ipotesi. Ci fermiamo in realtà molto prima, sulla spiaggia di Salamina, a digerire il pranzo e poi a fare il bagno.</p>
<div id="attachment_726" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-726" title="rodi25" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2009/08/rodi25.jpg?w=690" alt="Salamina Beach (Rodi, 2009)"   /><p class="wp-caption-text">Salamina Beach (Rodi, 2009)</p></div>
<p>F: Qui siamo sulla costa sudorientale dunque il mare è una tavola, l&#8217;acqua è bellissima e sebbene qui il fondale sia sabbioso le immersioni con maschera e boccaglio ci regalano la vista di un bel po&#8217; di pesci. Torniamo tagliando per l&#8217;entroterra e ci appaiono paesaggi che in alcuni tratti potrebbero definirsi di alta montagna. Rientriamo in hotel che sono circa le 20. Anziché cenare preferiamo mangiare un gelato in un bar sul lungomare.</p>
<p>S: Ma non un conetto qualsiasi. Una coppa enorme!</p>
<p><strong>05 agosto 2009 &#8211; Ialyssos</strong></p>
<p>F: Ultimo giorno di vacanza.</p>
<p>S: Noooooo!</p>
<p>F: Altra giornata senza particolari programmi. Dopo colazione facciamo un giro nel supermarket vicino all&#8217;hotel.</p>
<p>S: Girare per i supermarket all&#8217;estero è una delle cose più belle di ogni vacanza. Scopri tutti i meravigliosi prodotti che hanno in ogni luogo.</p>
<p>F: Poi piscina fino alle tre e mezza del pomeriggio quando ci trasferiamo in spiaggia. Ultimo bagno nell&#8217;acqua di mare, snack e birra nel bar dell&#8217;hotel. Prima di cena prepariamo le valigie. Ceniamo in un pub dietro l&#8217;hotel (calamari fritti, insalata di tonno per Serena e piatto di gyros per me). Poi andiamo a bere un cocktail di arrivederci nel bar sul lungomare dove siamo stati ieri.</p>
<p><strong>06 agosto 2009 &#8211; Da Rodi a Roma</strong></p>
<p>F: Inizia il ritorno a Roma. Ci svegliamo verso le 7. Colazione in hotel, poi taxi fino all&#8217;aeroporto di Diagoras.<br />
In lista d&#8217;attesa per il volo OA703 verso Atene. Al check-in ci dicono che ci sono poche speranze di venire imbarcati poi invece riusciamo a ottenere i posti e saliamo a bordo di un ATR42.</p>
<p>S: Che per capirci somiglia molto al triplano Fokker.</p>
<p>F: Una volta ad Atene veniamo imbarcati senza problemi sul volo AZ715. I problemi si verificheranno, invece, al nostro arrivo a Fiumicino, causa black out che sta affliggendo l&#8217;aeroporto e che impedisce, tra le altre cose, che il finger possa congiungersi all&#8217;aeromobile per far sbarcare i passeggeri e che i nastri bagagli funzionino&#8230; Soluzione d&#8217;emergenza? I passeggeri vengono fatti arrivare al terminal via bus (e fin qui tutto ok) e i bagagli vengono riconsegnati&#8230; a mano. Un delirio. Che per fortuna dura poco. Poi il black out cessa, i nastri tornano a girare e noi possiamo finalmente riprendere la via di casa.</p>
<p>S: Dove con un vile mezzuccio prendo Federico per stanchezza e lo convinco a pulire casa prima che possa dire di no&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/penumpangpenumpang.wordpress.com/697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/penumpangpenumpang.wordpress.com/697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/penumpangpenumpang.wordpress.com/697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/penumpangpenumpang.wordpress.com/697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/penumpangpenumpang.wordpress.com/697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/penumpangpenumpang.wordpress.com/697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/penumpangpenumpang.wordpress.com/697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/penumpangpenumpang.wordpress.com/697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/penumpangpenumpang.wordpress.com/697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/penumpangpenumpang.wordpress.com/697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/penumpangpenumpang.wordpress.com/697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/penumpangpenumpang.wordpress.com/697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/penumpangpenumpang.wordpress.com/697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/penumpangpenumpang.wordpress.com/697/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=penumpangpenumpang.wordpress.com&amp;blog=6927121&amp;post=697&amp;subd=penumpangpenumpang&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>U.S.A. (Southwest)</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 00:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Penumpang Penumpang</dc:creator>
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		<description><![CDATA[26 luglio &#8211; 12 agosto 2008 &#8211; Ennesimo on the road negli Stati Uniti, dal delirio autostradale di Los Angeles alla pace dei deserti e degli altipiani.   26 luglio 2008 &#8211; Da Roma a Los Angeles F: La giornata inizia all&#8217;alba con il treno per Fiumicino preso in corsa, un lungo check in e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=penumpangpenumpang.wordpress.com&amp;blog=6927121&amp;post=57&amp;subd=penumpangpenumpang&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:justify;">26 luglio &#8211; 12 agosto 2008</div>
<p></strong> &#8211; Ennesimo on the road negli Stati Uniti, dal delirio autostradale di Los Angeles alla pace dei deserti e degli altipiani.</em></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<div id="attachment_171" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-171" title="usa2008_00_intro" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/08/usa2008_00_intro.jpg?w=690" alt="La Toyota Corolla che ci ha accompagnato per tutto il viaggio (Monument Valley, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">La Toyota Corolla che ci ha accompagnato per tutto il viaggio (Monument Valley, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-57"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>26 luglio 2008 &#8211; Da Roma a Los Angeles</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: La giornata inizia all&#8217;alba con il treno per Fiumicino preso in corsa, un lungo check in e un lunghissimo volo per LAX. Solito carosello di pasti a bordo, film, musica e pisolini che sono sempre troppo brevi.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Tutto sommato il viaggio è stato piacevole e non siamo arrivati completamente distrutti.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Atterriamo che qui è ora di pranzo. Lunga fila al controllo passaporti, al controllo doganale, al noleggio auto. Finalmente siamo fuori e stavolta con tanto di navigatore satellitare che ci porta in un baleno al nostro Hampton Inn a nord di Los Angeles, San Fernando Valley. Guidando con la nostra Toyota vediamo cartelli con famosissimi nomi di strade: Mulholland Drive, Sunset Blvd., etc.<br />
Ma la prima tappa di oggi è la spiaggia di Malibu che raggiungiamo attraversando Santa Monica. Non è la spiaggia tropicale che mi aspettavo. Palme sì, ma anche molto smog che circonda le montagne con un effetto suggestivo e inquietante. Tantissimi surfisti, alcuni molto bravi. Gabbiani e cormorani dividono la spiaggia con i turisti.</p>
<div id="attachment_172" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-172" title="usa2008_01_surf" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/08/usa2008_01_surf.jpg?w=690" alt="Surfisti a Malibu Lagoon (Malibu, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Surfisti a Malibu Lagoon (Malibu, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: E poi fa freddo! Mi ci devo rassegnare: la costa che dà sull&#8217;oceano è fredda.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Ceniamo in un &#8220;Thai Deli Sushi Bar&#8221; sulla Pacific Coast Highway. Sushi di salmone così così, buoni i Californian Rolls e spettacolare zuppa thailandese di gamberi e cocco. Torniamo in albergo con le ultime energie rimaste dopo una giornata di 36 ore.<br />
<strong></strong></p>
<p>27 luglio 2008 &#8211; Hollywood, Universal Studios</p>
<p style="text-align:justify;">F: La notte dormiamo poco e male ma all&#8217;inizio è normale che sia così. Dopo la colazione in albergo andiamo a messa a Pacoima nella Chiesa di Maria Immacolata. Il coro è composto da mariachi. Serena all&#8217;uscita compra anche il loro CD.<br />
Seguono peripezie per riuscire a cambiare in dollari gli euro che ci siamo portati da casa (il cambio dell&#8217;aeroporto ieri era chiuso). Alla fine ci riusciamo e non è poi così tardi per dedicare il resto della giornata agli Universal Studios.<br />
Lunga fila per entrare (e lunghe file all&#8217;interno, poi), ma ne vale la pena: Shrek in 4D, un cabaret sugli effetti speciali, Backdraft, il classico Universal Tour e l&#8217;incredibile The Simpson Ride riempiono il nostro pomeriggio mentre su LAX comincia a soffiare un vento gelido.</p>
<div id="attachment_173" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-173" title="usa2008_02_krusty" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/08/usa2008_02_krusty.jpg?w=690" alt="Federico si beve una birra Duff alla faccia di Krusty il clown (Los Angeles, Universal Studios, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Federico si beve una birra Duff alla faccia di Krusty il clown (Los Angeles, Universal Studios, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: Il Simpson Ride è un&#8217;esperienza assolutamente fantastica. Da consigliare a tutti quanti per il realismo della simulazione in cui si è immersi.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Ceniamo con pollo fritto direttamente negli studios e poi facciamo una passeggiatina lungo il Walk. Anche per oggi siamo cotti: domani ci aspetta The Joshua Tree.</p>
<p><strong><br />
28 luglio 2008 &#8211; Joshua Tree Park</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Lasciamo una nuvolosa Los Angeles per raggiungere il Joshua Tree National Park. Sono circa tre ore di guida. Ma prima di vedere il panorama desertico che stiamo desiderando da mesi ce ne vuole.<br />
Abbiamo preso alloggio in un &#8220;Motel Six&#8221; a 29 Palms, a 5 minuti dall&#8217;ingresso del parco. Ci dirigiamo subìto lì. Prendo il park pass che ci accompagnerà per tutto il viaggio, qualche mappa e siamo pronti per iniziare l&#8217;esplorazione.<br />
Il parco è di una bellezza inaspettata. Io credevo si trattasse di un deserto dove ogni tanto spuntavano arbusti cespugliosi. Invece è un ambiente ricco di varietà e di vita. Iniziamo dalle formazioni rocciose che ricordano gli scogli levigati e giganteschi delle isole tropicali.</p>
<div id="attachment_174" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-174" title="usa2008_03_joshua" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/08/usa2008_03_joshua.jpg?w=690" alt="Split Rock (Joshua Tree Park, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Split Rock (Joshua Tree Park, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">Poi attraversiamo sterminate distese di joshua e subito dopo tornano le accumulazioni di pietre, stavolta più piccole. Ancora piante di yucca circondate dai buchi delle tane dei topo-canguri. Vediamo anche qualche scoiattolo del deserto e una lucertola zebrata.<br />
Il panorama che si vede da Key View è bellissimo: una vista a perdita d&#8217;occhio della cresta di montagne della San Bernardino Valley. Ci concediamo anche una escursione fino alla diga di Barker, ormai in disuso, ma ancora &#8220;in servizio&#8221; per gli animali che la usano come riserva naturale d&#8217;acqua. E infatti qui troviamo cinque o sei stambecchi che riposano su una parete di roccia.<br />
Siamo cotti dal sole. Stiamo girando da quattro ore. Decidiamo di tornare al motel: la seconda parte del parco la visiteremo comunque domattina prima di partire per la prossima tappa.<br />
Dopo un breve riposo in motel andiamo a fare un po&#8217; di spesa al &#8220;7 Eleven&#8221; e poi a cenare da Denny&#8217;s. Appena il sole tramonta torniamo nel parco per vedere il cielo stellato mentre il deserto è immerso nelle tenebre. Le stelle che riusciamo a vedere non sono tantissime (erano molte di più l&#8217;estate scorsa quelle viste dal Borneo), ma Serena riesce a vedere una stella cadente.</p>
<p style="text-align:justify;">S: In effetti non siamo rimasti molto a guardare le stelle. Avevamo un po&#8217; paura che ci capitasse qualcosa.<br />
<strong></strong></p>
<p>29 luglio 2008 &#8211; Phoenix, Arizona</p>
<p style="text-align:justify;">F: Ci svegliamo molto presto così abbiamo l&#8217;occasione di goderci il deserto&#8230; deserto. Nel Joshua Park alle 7.30 del mattino ci siamo solo noi e le lucertole. Un silenzio meraviglioso. Ci fermiamo a vedere il Cholla Garden, una distesa di cactus cholla. Quando torniamo in macchina avviene IL contrattempo: Serena si accorge che intorno alla nostra auto ronzano un bel po&#8217; di api. Saliamo di corsa per non farle entrare, ma una riesce a infilarsi. Apriamo per farla uscire e invece&#8230; ne entrano dodici. Fuggiamo dalla macchina ormai in possesso delle api. Siamo soli nel deserto con una macchina inutilizzabile. Dopo un quarto d&#8217;ora passa un camper. Chiediamo di avvertire i ranger. Il camper riparte. Aspettiamo, ma la situazione nel frattempo è critica: siamo assediati dalle api che sembrano particolarmente attratte dall&#8217;olio solare che ci siamo spalmati stamattina. Dopo un&#8217;ora di questo supplizio finalmente arriva una ranger, ma ormai le api si sono stancate di giocare con la nostra macchina (e con noi&#8230;) e hanno liberato il campo. La ranger controlla che sia tutto a posto e ci lascia ripartire. Siamo un po&#8217; provati ma almeno avremo qualcosa di avventuroso da raccontare.</p>
<div id="attachment_177" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-177" title="usa2008_04_cholla" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/08/usa2008_04_cholla.jpg?w=690" alt="La quiete di Cholla Garden, poco prima dell'assalto delle api (Joshua Tree Park, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">La quiete di Cholla Garden, poco prima dell&#039;assalto delle api (Joshua Tree Park, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: Già dall&#8217;inizio di questa vacanza abbiamo capito che la &#8220;wildlife&#8221; sarebbe stata abbondante e&#8230; affettuosa.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Chiudiamo in fretta il giro del parco: breve visita della Cottonwood Springs (bella) e poi uscita sulla I-10 verso Phoenix che useremo come base intermedia prima di proseguire il nostro viaggio.<br />
Alloggiamo al Ramada. Spesa al &#8220;7 Eleven&#8221;. Pomeriggio in piscina e cena in camera.</p>
<div id="attachment_178" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><strong><img class="size-full wp-image-178" title="usa2008_05_saguaro" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/08/usa2008_05_saguaro.jpg?w=690" alt="Federico e il saguaro (Saguaro National Park, 2008)"   /></strong><p class="wp-caption-text">Federico e il saguaro (Saguaro National Park, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;"><strong>30 luglio 2008 &#8211; Saguaro National Park</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Facciamo il pieno di benzina e partiamo alla volta del Saguaro National Park a due ore e mezza circa di guida.<br />
Serena è felicissima di vedere finalmente questi cactus che sono comunque davvero meravigliosi.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Non vedo l&#8217;ora di farmi le foto con le braccia alzate in posa da Saguaro.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Ancora una volta ci eravamo immaginati un paesaggio deserto e invece ci troviamo all&#8217;interno di una selva arida ma ricca di piante.<br />
Alle 14 siamo di nuovo in macchina. Destinazione: Holbrook. La strada che ci porta qui, attraversando anche alcune riserve indiane, è semplicemente meravigliosa. Saguari, montagne dai colori stratificati, agavi incredibili e sopra tutto questo i falchi che volteggiano.<br />
Il deserto si trasforma in foresta e la foresta in prateria. E noi che temevamo di annoiarci in questo viaggio di 4 ore&#8230;<br />
Troviamo alloggio in un motel che stavamo &#8220;puntando&#8221; da Roma. Il Wigwam: ogni stanza è in realtà la ricostruzione di un teepee indiano. Molto kitsch americano, ma in fondo molto divertente.<br />
Ceniamo in un tex mex sulla Route 66: cheeseburger per serena e enchiladas per me.</p>
<div id="attachment_179" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-179" title="usa2008_06_wigwam" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/08/usa2008_06_wigwam.jpg?w=690" alt="Una tenda per la notte (Holbrook, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Una tenda per la notte (Holbrook, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: E così incidentalmente abbiamo anche percorso la storica Route 66. Una cosa che non avevo previsto di fare in questo viaggio e che mi fa sentire molto &#8220;on the road&#8221; <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
<strong></p>
<p>31 luglio 2008 &#8211; Petrified Forest National Park</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Risveglio nel teepee all&#8217;alba e velocissima colazione fai da te. Alle 7 siamo già alla Petrified Forest. Appena superato il visitor center vediamo un giovane cervo sul ciglio della strada che ci dà il benvenuto. Ci guarda per qualche secondo, poi fugge.<br />
Anche questo parco si dimostra bello oltre le nostre aspettative: il paesaggio lunare è immerso in una prateria sterminata incorniciata da montagne multicolore.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Siamo stati messi sull&#8217;avviso più o meno ogni cinque minuti di non toccare gli alberi pietrificati, di non portarne via i frammenti e di non &#8220;molestare&#8221; le rocce. Ora, in che modo si può *molestare* una roccia?</p>
<div id="attachment_180" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-180" title="usa2008_07_petrified" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/08/usa2008_07_petrified.jpg?w=690" alt="Tronchi fossili (Petrified Forest National Park, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Tronchi fossili (Petrified Forest National Park, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">F. Passeggiamo tra i tronchi fossili e ci godiamo il panorama spettacolare della mesa e del painted desert dai punti di osservazione.<br />
Alle 11.30 abbiamo completato la visita del parco e ci rimettiamo in macchina, direzione Santa Fe.<br />
Arriviamo nel pomeriggio e prendiamo alloggio nel bellissimo Hotel Hacienda, un grande pueblo gestito da nativi americani. Siamo davvero stanchi: passiamo il resto del pomeriggio a riposare e poi ceniamo nel ristorante interno: piatti che vorrebbero ispirarsi alla cucina dei pellerossa ma che a me sembrano più che altro ricette tradizionali molto rivisitate. Per fortuna è tutto molto buono: bisque d&#8217;astice, salmone al tartufo, agnello, parfait di limone e torta di albicocche.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Hotel bellissimo, ma forse non c&#8217;era bisogno di allargarsi tanto, perché a Santa Fe c&#8217;erano molti altri alberghi caratteristici a prezzi forse più bassi. Ero molto curiosa di vedere Santa Fe perché la guida ci diceva che è una delle rarissime città degli Stati Uniti ad avere un centro storico, come le nostre città europee. In effetti il centro c&#8217;è, anche carino, ma forse l&#8217;apparenza è un po&#8217; troppo nuova.<br />
<strong></p>
<p>01 agosto 2008 &#8211; Santa Fe</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Oggi finalmente non dobbiamo guidare! Dopo la colazione in albergo iniziamo a esplorare la città a piedi iniziando dalla plaza e proseguendo con la bella cattedrale dedicata a san Francesco. Poi facciamo un giro per il museo di arte contemporanea dove espone un artista locale che scopiazza un po&#8217; da Warhol, Bacon e Rothko&#8230; Ci rifacciamo visitando il Georgia O&#8217;Keefee Museum e proseguiamo con la deludente Loretto Chapel e la San Miguel Mission.<br />
Santa Fe è una città carina ma un po&#8217; troppo turistica: negozi di artigianato a ogni angolo e gallerie d&#8217;arte a profusione, quasi a voler ostentare l&#8217;aspetto di città d&#8217;arte.<br />
Pranziamo in un locale carino in Old Santa Fe road, poi andiamo a vedere il santuario della Madonna di Guadalupe.</p>
<p style="text-align:justify;">S: In questo si vede forse la città di ispirazione europea: la possibilità di visitare molte chiese artistiche e storiche, cosa che capita raramente negli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align:justify;">F: In albergo per riposino pomeridiano.<br />
Nel pomeriggio andiamo a farci un giro per Canyon Road, la strada più trendy di tutta Santa Fe, costellata di gallerie d&#8217;arte e ristorantini. Ma più che le fantasiose sculture esposte all&#8217;aperto ciò che attira la nostra attenzione è soprattutto la fauna locale di artisti, collezionisti e galleristi vari.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Qui è emersa un&#8217;altra caratteristica di questo viaggio: molto di quello che avevamo letto sulle guide ha suscitato nella nostra mente delle immagini che si sono poi rivelate molto diverse nella realtà. Questa Canyon Road ce la figuravamo un po&#8217; come via Margutta e invece è qualcosa di molto differente, così come il &#8220;centro storico&#8221; di Santa Fe.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Vorremmo cenare in un ristorante tipico vicino alla stazione, ma c&#8217;è da fare un&#8217;ora di fila. Così ripieghiamo sul vicino Dominicq dove mangiano un&#8217;ottima zuppa azteca e enchiladas e burrito.<br />
<strong></p>
<p>02 agosto 2008 &#8211; Mesa Verde National Park</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Di buon mattino lasciamo l&#8217;albergo di Santa Fe per raggiungere Cortez in Colorado, togliendoci così subito il pensiero delle quotidiane quattro ore di guida&#8230;<br />
Arriviamo comunque sufficientemente presto per fare un primo giro esplorativo della mesa. Il panorama all&#8217;inizio è stupefacente, poi si dimostra meno incredibile di quello degli altri parchi. C&#8217;è da dire che questo è più un sito archeologico che naturalistico. Anche per questo motivo prenotiamo due escursioni guidate da ranger, una per domani e una per dopodomani.<br />
Alle 18.30 siamo alla Chiesa di St. Margaret per la messa. Organizzazione come sempre impeccabile. qui chiedono addirittura se c&#8217;è qualche forestiero e tutti si stupiscono quando diciamo che veniamo dall&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Forse pochi italiani vanno a messa all&#8217;estero? <img src='http://s2.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:justify;">F: Ceniamo da &#8220;Pizza Hut&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">S: &#8230;in compagnia di innumerevoli italiani&#8230; <img src='http://s2.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /><br />
<strong></p>
<p>03 agosto 2008 &#8211; Mesa Verde National Park</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Giornata di camminate: iniziamo alle 9:30 del mattino con l&#8217;escursione al bellissimo &#8220;Cliff Palace&#8221;. Sono rovine di un pueblo dei nativi risalente al 1200 ca. La visita è guidata da un ranger e si snoda attraverso scalini irregolari di pietra e passaggi angusti. Nulla di particolarmente impegnativo: anzi, questo è il tour più facile. Ce n&#8217;era uno in cui un tratto andava fatto procedendo carponi in un tunnel largo 50 cm&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S: Eeeh, quella sì che mi sarebbe piaciuto farla!</p>
<div id="attachment_181" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-181" title="usa2008_08_mesaverde" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/08/usa2008_08_mesaverde.jpg?w=690" alt="Rovine di un pueblo sulla parete di roccia (Mesa Verde, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Rovine di un pueblo sulla parete di roccia (Mesa Verde, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Dopo il cliff palace ci facciamo per conto nostro il Soda Trail: altri 40 min di camminata&#8230; Da qui però la vista sulla Balcony House è spettacolare. Avvistiamo anche un&#8217;aquila che volteggia sopra la mesa.<br />
Il resto della mattinata lo passiamo esplorando tutta la zona sud del parco con numerosi stop nei punti panoramici e nei vari siti archeologici. A pranzo ci fermiamo a mangiare qualcosa in uno dei ristoranti all&#8217;interno e poi ci concediamo l&#8217;ultima escursione della giornata, alla Spruce Tree House, ennesimo &#8220;cliff dwelling&#8221; del parco.<br />
Torniamo al motel per un meritato riposo pomeridiano.<br />
Facciamo quindi una passeggiata per Cortez downtown. La cittadina è quasi deserta, ma riusciamo comunque a prenderci un&#8217;ottima birra in un&#8217;improbabile birreria&#8230; tedesca. Poi andiamo da wal-mart a comprare un po&#8217; di CD che ci faranno compagnia durante il resto del viaggio. Quindi chinese take-away&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S: &#8230;non riesco a farmi dare il cibo cinese take-away in quelle meravigliose scatoline di cartone che si vedono nei film. Forse ho capito perché: ogni porzione è talmente abbondante che non c&#8217;entra in una scatolina, allora te la mettono in grandi contenitori di polistirolo. Quindi la prossima volta mi raccomanderò: porzioni piccole e tante scatoline.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Di nuovo in stanza a vedere telefilm.<br />
<strong></p>
<p>04 agosto 2008 &#8211; Arches National Park</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Lasciamo il Rodeway Inn e con la macchina di nuovo carica di bagagli ci apprestiamo a compiere l&#8217;ultima escursione guidata della Mesa Verde, più precisamente al sito archeologico di Wetherhill.<br />
Per raggiungerlo dobbiamo fare un tratto in macchina lungo una strada scoscesa, poi un breve tragitto in tram e infine un percorso a piedi tra scale e tornanti guidati da un ranger.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Strenuous&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F: Il sito è bello ma c&#8217;è da dire che ormai ne abbiamo visti abbastanza di cliff dwellings e kiva.<br />
Così lasciamo finalmente la Mesa Verde alla volta di Moab che useremo come base per visitare Arches.<br />
Troviamo alloggio in un motel della catena Days Inn. L&#8217;esterno è squallido. Paradossalmente le stanze sono invece molto carine. Ci sono anche frigo e forno a microonde così decidiamo di andare a fare un po&#8217; di spesa per la cena di stasera. Entriamo anche in una piccola libreria molto curata dove riesco finalmente a comprare una copia del mitico &#8220;the believer&#8221;&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S: &#8230;e due magliette molto carine inneggianti alla lettura.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Siamo pronti per Arches. Fin da prima del visitor center il paesaggio è già mozzafiato. Pareti di roccia rossa, guglie dalle forme assurde, macigni in bilico. Da un momento all&#8217;altro mi aspetto di veder passare wilcoyote e beep-beep.<br />
Tiriamo dritti fino all&#8217;area del Devil&#8217;s Garden dove facciamo una lunga escursione a piedi e vediamo i primi archi (Tunnel, Pine Tree e Landscape). Poi torniamo indietro e ci fermiamo nei punti panoramici, tra cui quello davvero impressionante di Fiery Furnace.<br />
Ma il momento più bello della visita è il lungo percorso che facciamo per raggiungere il promontorio da cui si gode la vista sul Delicate Arch. È ormai il tramonto. La valle intorno ha colori indescrivibili e sebbene la zona sia piena di turisti io e Serena riusciamo a ritagliarci un momento di pace e silenzio su uno degli speroni più esterni del percorso.<br />
Torniamo in motel stanchi ma più che soddisfatti.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Oggi, per la prima volta, abbiamo sperimentato l&#8217;unico vero disagio delle vacanze d&#8217;agosto: la folla. Speriamo che non ci causi altri inconvenienti.<br />
<strong></p>
<p>05 agosto 2008 &#8211; Di nuovo in New Mexico</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Durante la mattina completiamo il giro di Arches visitando la zona sud che se possibile è ancora più bella di quella visitata ieri. Soprattutto la Balanced Rock merita molti scatti fotografici.</p>
<div id="attachment_182" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-182" title="usa2008_09_doublearch" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/08/usa2008_09_doublearch.jpg?w=690" alt="Double Arch (Arches National Park, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Double Arch (Arches National Park, 2008)</p></div>
<div id="attachment_183" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><img class="size-full wp-image-183" title="usa2008_10_balanced" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/08/usa2008_10_balanced.jpg?w=690" alt="Serena sotto Balanced Rock (Arches National Park, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Serena sotto Balanced Rock (Arches National Park, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">Usciamo dal parco pienamente soddisfatti e diretti verso la Monument Valley. Lo scenario che la precede è favoloso, peccato che la Monument Valley vera e propria sia visitabile esclusivamente percorrendo una strada sterrata e dissestata che mette a dura prova i nostri nervi e le sospensioni della nostra auto. Abbiamo il forte sospetto che i nativi abbiano lasciato la strada in queste condizioni perché così è più &#8220;pittoresca&#8221; per i turisti, ma a noi sembra una pessima idea&#8230;<br />
Ci dirigiamo verso Chinle che vorremmo utilizzare come base per la visita al Canyon de Chelly. Peccato che tutti gli alberghi (due) della zona siano pieni.</p>
<p style="text-align:justify;">S: A proposito di inconvenienti causati dalle folle di turisti ad agosto&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F: Abbiamo notato che all&#8217;interno delle riserve indiane l&#8217;offerta delle strutture turistiche cala vertiginosamente.<br />
Non resta che cercare un posto per dormire: il più vicino (si fa per dire) lo troveremo a Gallup in New Mexico.<br />
Abbiamo guidato non si sa quanto e ora abbiamo giusto la forza per cenare in un ristorante carino accanto al nostro Comfort Inn e andare a dormire. Domani dovremo rivedere il nostro itinerario.</p>
<div id="attachment_184" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-184 " title="usa2008_11_monument" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/08/usa2008_11_monument.jpg?w=690" alt="Le Tre Sorelle (Monument Valley, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Le Tre Sorelle (Monument Valley, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">
<strong>06 agosto 2008 &#8211; Flagstaff, Arizona</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Serena propone di saltare Canyon de Chelly e tirare dritti il più possibile verso Los Angeles. Stando un giorno in più del previsto potremo visitare il parco di Channel Islands.<br />
Nel frattempo faremo tappa a Flagstaff dove contiamo di fare il bucato e comprare qualcosa. Ma prima di arrivare qui ci fermiamo a visitare l&#8217;impressionante cratere scavato dal meteorite caduto 50.000 anni fa in Arizona. Un posto davvero incredibile con tanto di museo astronomico annesso.</p>
<p style="text-align:justify;">S: È incredibile come il cratere si sia conservato perfettamente, mi chiedo se le pareti non siano state ripulite dalla vegetazione eventualmente cresciuta nel corso del tempo. O se invece davvero lì non cresca nulla.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Arriviamo a Flagstaff verso mezzogiorno e troviamo alloggio al Travel Inn, un motel piuttosto carino proprio sulla Route 66. Qui ci dedichiamo, come previsto, al bucato.<br />
Ci voleva proprio una giornata rilassante senza dover correre a destra e a sinistra per vedere cose. Ci facciamo con tutta calma un giro per i centri commerciali della città, compriamo qualcosa da scaldarci al microonde stasera per cena e poi ci facciamo un bel giro da Barnes &amp; Nobles proprio vicino al nostro motel.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Le librerie Barnes &amp; Nobles sono meravigliose. In una cittadina come Flagstaff non mi aspettavo di trovarne una così bella. O forse Flagstaff è una città più importante di quello che io penso.</p>
<p style="text-align:justify;">F: In stanza, prima di andare a dormire, prenotiamo le prossime tappe a L.A.: Disneyland e Hollywood.<br />
<strong></p>
<p>07 agosto 2008 &#8211; Disneyland</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Sono necessarie quasi sette ore di guida e un bel po&#8217; di confusione sul mostruoso nodo autostradale di L.A. per arrivare al nostro Jolly Roger Inn a dieci minuti di cammino da Disneyland.<br />
Non c&#8217;è fila per fare i biglietti (sono le due del pomeriggio), in compenso dentro c&#8217;è una bolgia pazzesca.<br />
Passiamo l&#8217;intera giornata facendo file, non solo per salire sulle attrazioni ma anche semplicemente per prendere un gelato o andare al bagno. La sera faremo difficoltà anche a trovare posto per cenare perché perfino i ristoranti fuori dal parco hanno una lista d&#8217;attesa.<br />
A parte questo Disneyland è divertente, ma ha davvero poco di più rispetto a Eurodisney. Mi aspettavo di più.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Anch&#8217;io&#8230; <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' />  Ma era un dovuto omaggio da compiere. Non capisco quelli che si fanno il pass annuale però.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Ceniamo in un fast food cinese della catena Panda e poi andiamo a dormire.<br />
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<p>08 agosto 2008 &#8211; Hollywood</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Ci spostiamo dal Jolly Roger di Disneyland al Ramada Inn vicino Hollywood (a Burbank per la precisione). Arriviamo dopo un&#8217;ora circa di guida nel traffico. La stanza non è ancora pronta così decidiamo di andare subìto a esplorare Hollywood.<br />
Ci affidiamo a un tour organizzato che si rivelerà una mezza fregatura (troppo lungo, guida incomprensibile a causa di microfono gracchiante, bus scomodo).<br />
Comunque: vediamo la celeberrima scritta Hollywood sul monte. Alcuni studios e luoghi famosi nonché le case delle star a Beverly Hills. Ci facciamo anche un giretto a piedi per conto nostro fino al Chinese Theater e al Kodak Theater.</p>
<div id="attachment_187" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-187" title="usa2008_12_hollywood" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/08/usa2008_12_hollywood2.jpg?w=690" alt="Una collina qualunque nei dintorni di Los Angeles (2008)"   /><p class="wp-caption-text">Una collina qualunque nei dintorni di Los Angeles (2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: Anche se il tour e le cose viste non ci hanno entusiasmati comunque anche questo era un dovuto tributo da rendere a Los Angeles, che tutto sommato si è rivelata una città al di sotto delle nostre aspettative. Al confronto meglio San Francisco.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Alle 4 del pomeriggio siamo pronti per tornare in albergo. Piscina, passeggiata nei dintorni e cena nel ristorante interno.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>09 agosto 2008 &#8211; Channel Islands National Park</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Dopo aver fatto colazione in albergo con alcune cose comprate ieri sera in un drugstore montiamo sulla nostra Toyota e ci facciamo un&#8217;ora di guida verso Ventura, a sud di Santa Barbara. Oggi infatti visiteremo le Channel Islands e proprio da Ventura (sede del visitor center del parco) partono i traghetti.<br />
È una bella giornata di sole, a parte la pellicola di smog che avvolge perennemente Los Angeles e dà a ogni cosa una luce irreale.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Questa escursione l&#8217;ho molto temuta perché immaginavo la folla in attesa di imbarcarsi, credevo che non saremmo riusciti a fare nulla se non innervosirci nel traffico. E invece è andato tutto bene.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Sulla costa del pacifico tira un vento freddo che non scoraggia tuttavia la gente del posto. Fanno il bagno in mare, girano in costume. Noi siamo abituati ad altre temperature quando andiamo in spiaggia d&#8217;estate.<br />
La crociera lunga che tocca tutte e tre le isole oggi non c&#8217;è. Ripieghiamo su uno short trip che ci porterà all&#8217;isola di Santa Cruz.<br />
La traversata in motonave su un&#8217;acqua non proprio tranquilla si rivelerà divertente e anche il paesaggio che ci attende all&#8217;attracco merita.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Come ogni volta che faccio una traversata in barca anche oggi mi chiedo come è possibile che ci sia gente che preferisce la montagna&#8230;</p>
<div id="attachment_188" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-188" title="usa2008_13_santacruz" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/08/usa2008_13_santacruz.jpg?w=690" alt="Isla de Santa Cruz (Channel Island National Park, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Isla de Santa Cruz (Channel Island National Park, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Santa Cruz è una vasta isola principalmente desertica con scogliere a picco su un oceano limpidissimo e stormi di gabbiani e cormorani che volano tra le calette.<br />
Dopo uno spuntino nell&#8217;area pic nic affrontiamo il primo dei diversi sentieri per escursionisti offerti dall&#8217;isola. Alla fine ne completeremo uno e mezzo.<br />
L&#8217;idea di prendere il sole o di fare un bagno viene scartata per via delle basse temperature e per il fatto che ormai è tardi, ma ci voleva proprio questa giornata di pace e natura dopo il delirio di folla degli ultimi due giorni.<br />
Si rientra a Ventura che assomiglia terribilmente alle località turistiche delle spiagge italiane. Negozietti con souvenir a forma di barche o conchiglie, ristoranti di pesce. Noi ceniamo in un ottimo sushi restaurant al porto.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Ventura, almeno la zona del porto, si è rivelato un posto molto carino e tranquillo. Ancora una volta qualcosa che non mi aspettavo.<br />
<strong></p>
<p>10 agosto 2008 &#8211; Downtown L.A.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Oggi finalmente possiamo dedicarci al &#8220;centro storico&#8221; di Los Angeles dopo tutti i dintorni visitati in questi giorni.<br />
Iniziamo proprio dalla cattedrale &#8220;vecchia&#8221; (1800 ca.) di Nostra Signora degli Angeli, anche se partecipiamo poi alla messa che si terrà nella cattedrale nuova poco distante. Funzione come al solito organizzatissima con un coro spettacolare.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Un&#8217;ottima omelia e una chiesa in stile contemporaneo ma ben pensata. Un&#8217;ottima impressione in generale.</p>
<p style="text-align:justify;">F: Il nostro giro prosegue poi per il centro: Plaza California, la Walt Disney Music Hall, il Grand Central Market, Pershing Square. Ma c&#8217;è poco da fare: L.A. non ci dice granché: non ha il fascino di New York né la bellezza trasognata di San Francisco.</p>
<div id="attachment_189" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-189" title="usa2008_14_disneyhall" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/08/usa2008_14_disneyhall.jpg?w=690" alt="Walt Disney Music Hall (Los Angeles, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Walt Disney Music Hall (Los Angeles, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">La downtown alterna isolati da quartiere malfamato a alberghi di lusso e grattacieli. Arriviamo fino a Little Tokyo dove, paradossalmente, fatichiamo per trovare un ristorante giapponese aperto. Comunque poi riusciamo a pranzare a base di sashimi e soba noodle.<br />
Rientriamo alla base e decidiamo di passare al cinema quest&#8217;ultimo pomeriggio del nostro viaggio: &#8220;the mummy&#8221; al multisala vicino al nostro albergo. Poi cena in un fast food, sempre in zona.<br />
<strong></p>
<p>11 agosto 2008 &#8211; Decollando da L.A.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Lasciamo l&#8217;albergo con tutta calma e arriviamo all&#8217;aeroporto internazionale di Los Angeles dopo circa 40 min.<br />
Riconsegnamo la fedele Toyota all&#8217;Avis e con lo shuttle raggiungiamo il terminal. Veniamo messi in stand-by. C&#8217;è ancora un po&#8217; di tempo così andiamo a pranzo nel terminal accanto.<br />
Un&#8217;ora prima della partenza ci assegnano i posti. Si decolla&#8230;<br />
<strong></p>
<p>12 agosto 2008 &#8211; Atterrando a Roma</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Ed eccoci di nuovo a casa.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Io sono un po&#8217; frastornata. L&#8217;anno prossimo quindici giorni alla Pensione Miralago&#8230;</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/penumpangpenumpang.wordpress.com/57/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=penumpangpenumpang.wordpress.com&amp;blog=6927121&amp;post=57&amp;subd=penumpangpenumpang&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lisbona</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 00:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Penumpang Penumpang</dc:creator>
				<category><![CDATA[Città]]></category>
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		<description><![CDATA[07-09 marzo 2008 &#8211; Un fine settimana nell&#8217;affascinante capitale portoghese, che io avevo visitato da solo ormai quindici anni fa e che Serena non aveva mai visto. 07 marzo 2008 &#8211; Da Roma a Lisbona F: Esco dall&#8217;ufficio un po&#8217; prima del solito e prendo il trenino che porta a FCO. Serena è già a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=penumpangpenumpang.wordpress.com&amp;blog=6927121&amp;post=80&amp;subd=penumpangpenumpang&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em><strong>07-09 marzo 2008</strong> &#8211; Un fine settimana nell&#8217;affascinante capitale portoghese, che io avevo visitato da solo ormai quindici anni fa e che Serena non aveva mai visto.</em></p>
<div id="attachment_377" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-377" title="lisbon_01_belem" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/03/lisbon_01_belem.jpg?w=690" alt="La Torre di Belem (Lisbona, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">La Torre di Belem (Lisbona, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-80"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>07 marzo 2008 &#8211; Da Roma a Lisbona</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Esco dall&#8217;ufficio un po&#8217; prima del solito e prendo il trenino che porta a FCO. Serena è già a bordo (mi manda un SMS: 5a porta dalla testa del treno). La raggiungo. Alla fine arriviamo all&#8217;aeroporto con largo anticipo. Con tutta calma facciamo il check-in sul volo TAP 843 (ci danno subito i posti), poi spuntino al bar, controlli di sicurezza, insomma la solita trafila. L&#8217;Airbus 319 per Lisbona è mezzo vuoto. Il volo è tranquillo. Atterriamo puntuali, dopo aver sorvolato tutte le luci della città sulla riva settentrionale del Tago. L&#8217;Aeroporto di Lisbona è vicinissimo alla città, sfioriamo i palazzi prima di atterrare. Il nostro Novotel è un po&#8217; in periferia. Lo raggiungiamo in taxi (15 euro), poi decidiamo di non uscire subito a fare un giretto ma di fermarci pigramente nella lounge a bere cocktail e navigare sul web (ma allora che ci siamo venuti a fare a Lisbona. Potevamo starcene a casa&#8230;). Andiamo a dormire che sono le 23 (mezzanotte in Italia). Domani sarà una lunga giornata.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>08 marzo 2008 &#8211; Lisbona</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Alle 8 del mattino siamo già in strada. La fermata metro di Praça De Espanha è a pochi metri dall&#8217;albergo. Compriamo due 1-Day Ticket e partiamo. Linea Azul fino a Restauradores. Lisbona si deve ancora svegliare. Facciamo colazione da uno &#8220;zozzetto&#8221; sulla piazza. Poi prendiamo la funicolare Elevador Da Gloria fino al Miradouro De Sao Pedro De Alcantara.</p>
<div id="attachment_378" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-378" title="lisbon_02_miradouro" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/03/lisbon_02_miradouro.jpg?w=690" alt="Serena al Miradouro De Sao Pedro De Alcantara (Lisbona, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Serena al Miradouro De Sao Pedro De Alcantara (Lisbona, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">Qui c&#8217;è un bel panorama, il cielo è nuvoloso ma tiene. Giù a piedi per le vie del Barrio Alto, con i locali di Fado, ora chiusi, che a giudicare dai cocci di bottiglia per terra ieri sera devono essere stati teatro di grandi bisbocce. Visitiamo le due chiese di Nostra Signora di Loreto e dell&#8217;Incarnazione che si affacciano l&#8217;una di fronte all&#8217;altra su Largo Do Chiado. Da qui lungo via Garrett, dopo una pausa in libreria, fino alle bellissime rovine medievali della Igreja Do Carmo&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S: &#8230;che ha qualche affinità con l&#8217;abbazia di San Galgano in Toscana.</p>
<div id="attachment_379" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><img class="size-full wp-image-379" title="lisbon_03_miradouro" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/03/lisbon_03_miradouro.jpg?w=690" alt="Vista da Santa Justa (Lisbona, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Vista da Santa Justa (Lisbona, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Poi altra salita panoramica sull&#8217;Elevador De Santa Justa. Siamo ormai nel quartiere della Baixa e ci perdiamo tra i suoi vicoli. Sbuchiamo nell&#8217;enorme Praça Do Comercio con vista sul Tago (vedendo il quale capisco sempre di più che il Tevere è solo un misero fiumiciattolo&#8230; poverino), sul ponte 25 Aprile e sulla statua di Cristo sul monte sulla riva opposta. Percorriamo Rua Dos Bacalhoeiros dove, in un negozio retrò, compriamo due scatolette di conserva di pesce. Poi visita all&#8217;imponente Sè Patriarcal, la cattedrale, a piedi fino al punto panoramico (e tre!) di Miradouro De Santa Luzia. Infine al Castello di Sao Jorge, che non è niente di eccezionale (epperò si gode una vista eccezionale&#8230;). Siamo ora davvero stanchi. Torniamo indietro a Rua Dos Bacalhoeiros dove mangiamo alla Adega Triunfo (calamari alla griglia e merluzzo al &#8220;lagareiro&#8221;, tutto molto buono). Torniamo in albergo per breve riposo.</p>
<p style="text-align:justify;">S: Troppo breve&#8230;!</p>
<div id="attachment_381" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-381" title="lisbon_04_tram28" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/03/lisbon_04_tram28.jpg?w=690" alt="Il mitico tram 28 (Lisbona, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Il mitico tram 28 (Lisbona, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">F: Nel pomeriggio vediamo cose per certi versi più belle di quelle viste la mattina. Con la metro arriviamo fino a Cais Do Sodrè e da qui con il tram n. 15 arriviamo alla zona di Belem dove vediamo come prima cosa il magnifico Mosteiro Dos Jeronimos, una cattedrale gotico la cui facciata è ricoperta di incredibili fregi. Una specie di Sagrada Familia, però completata.</p>
<div id="attachment_382" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-382" title="lisbon_05_mosteirodosjeronimos" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/03/lisbon_05_mosteirodosjeronimos.jpg?w=690" alt="Il magnifico Mosteiro Dos Jeronimos, ancora più suggestivo sotto questo cielo apocalittico (Lisbona, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Il magnifico Mosteiro Dos Jeronimos, ancora più suggestivo sotto questo cielo apocalittico (Lisbona, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">Da qui a piedi fino al mastodontico monumento alle scoperte che fotografiamo da più angolazioni.</p>
<div id="attachment_383" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-383" title="lisbon_06_monumentoallescoperte" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/03/lisbon_06_monumentoallescoperte.jpg?w=690" alt="Il Monumento alle Scoperto (Lisbona, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Il Monumento alle Scoperto (Lisbona, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">S: Dicendo spiritosaggini sul fatto che i personaggi sembrano spingersi l&#8217;un l&#8217;altro con il rischio che il primo della fila cada in acqua&#8230; e anche sul fatto che sono tutti protesi per andare a scoprire&#8230; la riva opposta del Tago! Forse sarebbe stato più logico puntare il monumento verso l&#8217;oceano!</p>
<p style="text-align:justify;">F: Poi finalmente la torre di Belem circondata dalle acque. Qui&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S: &#8230;nonostante il fatto che arriviamo pelo pelo prima della chiusura&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F: &#8230;passiamo un bel po&#8217; di tempo salendo e scendendo i vari piani ed entrando e uscendo dalle torrette. La vista sull&#8217;Atlantico è molto bella. I gabbiani volano in cerchi bassi poco prima del tramonto. La verità è che siamo cotti di stanchezza. Abbiamo appena le energie sufficienti per farci una breve passeggiata lungo l&#8217;Avenida De Libertade e per cenare in una specie di &#8220;brasserie&#8221; (zuppa alentejana, buonissima, e un&#8217;ottima grigliata di pesce). Poi in albergo stanchi morti.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>09 marzo 2008 &#8211; Da Lisbona a Roma</strong></p>
<p style="text-align:justify;">F: Con ancora la stanchezza nelle gambe ci mettiamo in marcia verso le 9 del mattino. Dalle finestre dell&#8217;albergo sembra nuvoloso, ma appena usciamo alla fermata metro di Santa Apollonia c&#8217;è un sole pieno. Facciamo due passi nella zona del Pantheon.</p>
<div id="attachment_384" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-384" title="lisbon_07_saovicente" src="http://penumpangpenumpang.files.wordpress.com/2008/03/lisbon_07_saovicente.jpg?w=690" alt="Serena tra gli azulejos del chiostro del monastero di Sao Vicente De Fora (Lisbona, 2008)"   /><p class="wp-caption-text">Serena tra gli azulejos del chiostro del monastero di Sao Vicente De Fora (Lisbona, 2008)</p></div>
<p style="text-align:justify;">Poi ci spostiamo nella meravigliosa chiesa di Sao Vicente De Fora, dove partecipiamo alla messa delle 10. Dopo, visita al Monastero attiguo: trionfo di azulejos e ennesimo Miradouro dalla torre, stavolta però davvero molto bella. Tiriamo dritti fino alla Igreja Da Graça, solo che c&#8217;è la messa in corso e non possiamo visitarla; allora saliamo finalmente sul mitico tram 28 e ci facciamo un po&#8217; di montagne russe per le vie di Lisbona. Alla fermata di Chiado prendiamo la metro e raggiungiamo la zona dell&#8217;Oceanario. Pranziamo in un ristorante di pesce sul lungotago. Prezzi alti e porzioni&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S: &#8230;ingiustificatamente&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F: &#8230;così abbondanti che non riusciamo a finirle. Stanchi e satolli montiamo sul teleferico. Breve corsa sola andata. Non abbiamo voglia di visitare l&#8217;Oceanario&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">S: &#8230;anche perché costa parecchio&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">F: &#8230;così facciamo due passi per il Centro Commerciale Vasco De Gama e poi torniamo all&#8217;albergo per recuperare il nostro bagaglio. Taxi fino all&#8217;aeroporto. Volo TAP 836 per Roma.</p>
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